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BROADWAY & DINTORNI/ NY chiama Chicago

Nella foto, “Il sultano Mehmet” di Gentile Bellini (1480)

Nella foto, “Il sultano Mehmet” di Gentile Bellini (1480)

Molte novità dalla Windy City arriveranno nella Big Apple. “Bellini and the Sultan”: il pittore dei Dogi nell’harem di Mehmet


Ho fatto una visita a Chicago per vedere commedie che verranno presto a New York. Il notissimo dramma “The Iceman Cometh” di O’Neill. Cinque lunghe ore con tanti uomini delusi in un bar. Particolarmente bravo è Nathan Lane. My Kind of Town” di John Conroy. Come la polizia di Chicago tratta le minoranze. Un giovane ribelle che non accetta un arresto arbitrario. “Marvin Gaye” di Jackie Taylor. Commedia musicale che termina con una vera tragedia. Il protagonista fu ucciso dal padre. Il musical “Floyd Collins” di Tina Landau (libretto) ed Adam Guettel (musica e liriche). Una vera storia, anche questa. Nel 1925 il giovane Floyd (Jim DeSelm) restò incastrato in una caverna. Disperati tentativi per salvarlo. Muore, purtroppo. Belle canzoni. Soprattutto “Time to Go” e “Day-break”. Anche “Eastland” al teatro Looking Glass è una storia di Ben Sussman. Nel 1915 la nave Eastland si capovolse nel fiume della città. Affogarono 844 viaggiatori. Erano famiglie in vacanza. Quasi tutti giovinetti dall’Europa orientale. Son riusciti a coinvolgerci con intenso dramma ed originali innovazioni. C’è una bella storia d’amore ed usano anche il personaggio di Houdini (Derek Hasenstab) che sfida l’uomo rana (Doug Hara) a restar sott’acqua tre minuti quando cerca di salvare i superstiti. Perfetta regia di Amanda Dehnert. Caldi applausi per tutti.

Torno a New York ed ascolto una drammatica messinscena di “Bellini and the Sultan” di Ed Stevens. Una storia affascinante che dovrebbe avere molte repliche (teatro Tarte diretto da A. Eldek Richardson). E’ ben noto il famoso ritratto del sultano Mehmet fatto dal pittore veneziano Gentile Bellini. Ed Stevens ha fatto ricerche e ci dà un teatrale profilo di due uomini che si trovano a confrontarsi.

Bellini (John Weigand) non capisce perché il Doge (Vincent Tiscali) lo ha mandato in un mondo feroce dove le decapitazioni sono all’ordine del giorno. Il Sultano (Jimmy Cuneyt Gurkan) ha 54 concubine. L’ultima (N. Benan Ozkaya) è sua figlia. Bellini, rischiando la sua vita, le evita l’incesto e difende il suo fidanzato (Burak Tatar). Testo solido, valido. Molti applausi.

C’è ora a New York il festival Planet Connections (45 Bleeker Street). Una quarantina di novità. Ne ho viste poche, quelle che sembravano più interessanti. Il musical “What We Do for Love” di Dorothy Marcic. Sei personaggi in teatrali conflitti. Si amano, si desiderano, si respingono. Alla fine vince il desiderio della donna. Sceglie lei. Ben diretti da Hinton Battle (attori che meritano un futuro: G. Bailey, T. Bair, N. Hill, S. Pearl, C. Stewart, R. Williams e M. Weed). Originali anche: “B=Essence” della nota attrice- regista Roi Escudero. Poetico, con coreografia di Ruben Celiberti. Roi non delude mai. “Accidental Incest” di Lenny Schwartz. Il titolo dice tutto. Non si resiste al desiderio. “La strega” di Anne Berlin (Lucrezia usa a Roma anche la magia per avere amore). Divertente.

Nel teatrino 59E59 un bel dramma. Serio e ben presentato. “Murder in the First” di Dan Gordon. La storia di Alcatraz. Nella prima scena vediamo un uomo nudo, in una scura cella isolata. Il direttore del carcere (Robert Hogan) sembra preoccupato. Chiede a Glenn (Jim Lorenzo) spiegazioni. E’ possibile che il prigioniero sia lì da tre anni? E’ purtroppo vero. Ci sarà un processo. Sembra che Willy (Chad Kimball) abbia ucciso un altro carcerato con un cucchiaio. Viene punito per quello. Si pensa che sarà facile condannarlo perché ci son tanti testimoni. Viene scelto come difensore un giovane avvocato alle prime armi. Vincerà sicuramente il pubblico ministero McNeil (Daren Kelly) che deve difendere la reputazione del carcere di Alcatraz. Ma Henry (Guy Burnet) e la sua intima amica Mary (Larisa Polonsky) vogliono difendere la vittima dai carcerieri feroci.

Willy parla poco. Ha perduto la volontà di difendersi. Ha paura che lo terranno in quel carcere per anni e lo tortureranno. Piano piano Henry conquista la sua fiducia. Gli porta anche in cella una prostituta (la bella, simpatica Antholla Katsimatides). Scena commovente. Willy non ha toccato una donna da anni. Byron (John Stanisci) è il fratello di Henry. Uomo di destra, cerca di spiegare che è meglio tenere in carcere uomini come Willy, pericoloso perdente. Henry non lo ascolta e vince la sua bat taglia. Da quel momento il carcere di Alcatraz diventa un luogo di incontrollabili delitti. Vien chiuso definitivamente. Testo valido e utile. Dimostra il potere del teatro.

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