Cerca

SpettacoloSpettacolo

I RIMORSI DI FUGARD/ progressismo politico e femminismo

Nella foto, l’attrice-scrittrice Suzanna Geraghty

Nella foto, l’attrice-scrittrice Suzanna Geraghty

Continuano gli spettacoli al “Signature” di James Houghton   (Pershing Square – 480 West 42nd Street). Il “Train Driver” è diretto dall’autore Athol Fugard. Ha scelto di dirigerlo lui perché c’è una delicata, difficile situazione fra due attori. Siamo in un poverissimo cimitero del Sud Africa. Il guardiano è vestito di stracci e dorme in una catapecchia. Simon (Leon Addison Brown) è stanco, depresso e non ha voglia di parlar molto. Ascolta Roelf (Ritchie Coster) che si sente colpevole perché ha ucciso col suo treno una madre col suo bambino. Cerca la tomba. Tutti mucchi di terra senza una croce. Si confessa, soffre, non la trova. Dopo tutto era difficile fermare un treno a tutta velocità. Dormono nella catapecchia. Roelf parla. Simon ascolta con pazienza. Due bravi attori che sanno accettare una commedia difficile.

“Us”: una coppia che si ama molto anche perché condividono le stesse idee politiche. E’ di Michelle Clunie che interpreta il ruolo di donna sensibile e intelligente che cerca un uomo che valga la pena di amare. Incontra e studia il maturo, saggio Jeff Le Beau. Lei è una progressista che crede nel partito democratico e nel presidente Barack Obama. Scopre con gioia che Jeff è più a sinistra di lei. Vuole che i corrotti di Wall Street e gli infidi banchieri vadano in galera. Obama è troppo democratico. Belle scene d’amore con dei poetici filmati. Ma riappare purtroppo il demone del femminismo. Vuole essere libera e indipendente. Se ne va. Incredibile. Aveva trovato l’uomo giusto. Due brave attrici in monologhi, genere sempre più frequente. “Auditions, Zoe’s Audition Part 2", scritto e diretto dalla simpatica irlandese Suzanna Geraghty. Lavora come aiutante in un teatro. Decide di diventare attrice. Tanti tentativi con volti sempre nuovi e cambiamento rapido di costumi. Bravissima. Sa divertire ricordandoci le difficoltà della vita reale (Drilling Th., 236 West 78th Strreet). Al teatro Kraine (85 East 4th Street) altra attrice che ha scritto il suo testo. June Daniel White ha scelto un bel titolo ed il noto, bravo regista Austin Pendleton. Una coppia che convince.

Tante teatrali sfumature in “We Love You, but No!”. Quando si va per un’audizione si è fortunati se ti sorridono e ringraziano. Qui June vuole essere generosa. Non li insulta quando dicono, generalmente, quasi sempre, “no”. Divertente, bravissima. Abbiamo poi due uomini in “A Day for West 30th Street – Stage Left). C’è molto potere e dolore nella narrazione della vita di un padre che sta avviandosi al suicidio. Ed amore per un figlioletto che lo rimpiazzerà. C’è anche un convincente sfondo musicale offerto dal chitarrista e scrittore di canzoni Sam Llanas. Abile regia di Tanya Taylor Rubinstein che è anche una scrittrice e un’attrice. Molti applausi. Due soli attori in “Constraction of the Human Heart” di Ross Mueller, autore australiano. Patrick Barret, invisibile, annuncia. Nella nuda, bianca scena di Jan Jericho (un enorme letto e due larghe finestre). Una coppia sembra impegnata a leggere fogli policromi. Si pensa che non abbiano imparato a memoria. Per tutta la commedia, invece, fogli buttati qua e là. Vuoti, ma molti sono colorati. Si amano; parlano del futuro, di un bambino, della difficoltà di essere accettati come scrittori. Lui urla e insulta; lei cerca di calmarlo e salvare la relazione (i bravi Eve Danzeisen e Matthew Stephen Huffman). Finisce su una nota negativa. Bravi attori, testio disperato.

Iscriviti alla nostra newsletter / Subscribe to our newsletter