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Il teatro per discutere tra due punti di vista

Il presidente siriano Bashar al-Assad

Il presidente siriano Bashar al-Assad

Il grande commediografo Mario Fratti inizia una nuova rubrica per La VOCE di New York: il conflitto domestico su politica e attualità

 

Caro Stefano, leggo con piacere il tuo nuovo giornale “La Voce di New York”. Congratulazioni!

E’ sempre utile ed importante difendere la cultura Italiana ed Americana ed esprimere opinioni su quel che succede nel mondo, quando le notizie ci toccano e ci riguardano. Bisogna farlo spesso.

Io scrivo solo di teatro. Amo il dialogo, amo il conflitto fra protagonista ed antagonista.  Mi è facile difendere i due punti di vista. Specialmente in famiglie dove spesso non si è d’accordo.

Tu ricordi i miei dialoghi scritti per il tuo US Italia Magazine. Conflitti fra moglie e marito. Ebbene, grazie per l’invito a collaborare. Ti mando volentieri i conflitti 2013 tra moglie e marito. E’ un’occasione per dire oggi quel che si pensa, si dice, si fa. 

In molte famiglie che conosco la donna è generalmente più liberale, aperta, coraggiosa. L’uomo sente di aver perduto terreno e teme le innovazioni. E’ più conservatore. Ha paura del nuovo che gli toglie il potere che avevano i suoi nonni. Grazie per questa nuova occasione di usare i miei dialoghi per rivelare i conflitti che dilaniano ma aiutano ed illuminano.

Più si legge, più si diventa tolleranti e saggi.

Fraternamente

Mario Fratti

 

ASSAD

Benito: Hai letto? Il tuo amico Assad ha fatto altre cento vittime.
Chiara: Insisti a chiamarlo “mio amico”.
Benito: Lo difendi sempre.
Chiara: A malincuore. Ma sono logica. Non merita di essere presidente della Siria perché ha ereditato il titolo da suo padre. Ma ora è lì e difende il suo paese.
Benito: Lo massacra.
Chiara: È un laico, secolare. Un presidente onesto che ha sempre rispettato tutte le religioni. Cristiana, Ebraica, Musulmana.
Benito: Ci sono altre religioni.
Chiara: Le rispetta tutte. Ora combatte i fanatici che stanno invadendo la Siria. Uccidono nel nome di Allah. Li abbiamo visti in televisione quando inneggiano ad Allah sui cadaveri delle loro vittime.
Benito: Vogliono liberarsi di un dittatore. Vogliono la libertà.
Chiara: Lo han detto chiaramente. Vogliono il trionfo del fronte Al Nusra che hanno ammesso è ispirato a Al Qaeda.
Benito: Non tutti. La maggior parte è composta di siriani che si ribellano.
Chiara: Hanno avuto elezioni libere.
Benito: Libere?
Chiara: Come in tanti altri paesi. Semilibere, controllate. Le hanno promesse di nuovo nel 2014. E permettono controlli internazionali.
Benito: E chi si fida di lui?
Chiara: I milioni di siriani che sono stati costretti a fuggire all'arrivo dei terroristi islamici. E quelli che difendono accanitamente, con passione, il loro paese.
Benito: Deve smettere di uccidere i suoi cittadini.
Chiara: I terroristi li usano come scudi umani. Purtroppo…
Benito: Purtroppo che?
Chiara: Molti muoiono. Assad difende casa sua. Non vuole stranieri che invadono e uccidono nel nome di Allah. Tu hai comprato una pistola – contro il mio parere. Perché?
Benito: Perché dobbiamo essere armati. È un nostro diritto.
Chiara: Diritto. Hai ragione. Se qualcuno volesse entrare qui, nel nostro appartamento, armato e aggressivo, tu gli spareresti.
Benito: Certo!
Chiara: È quel che sta facendo Assad. Chi viola il suo territorio, il suo paese, merita una punizione.
Benito: Punizione? Quello ammazza.
Chiara: Come faresti tu. È un suo diritto.

 

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