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Il teatro irriverente di un (grande) italiano a New York

Una scena della commedia Missionaires, di Mario Fratti. Foto: Yana Biryukova

Una scena della commedia Missionaires, di Mario Fratti. Foto: Yana Biryukova

Il festival di teatro italiano, In Scena! rende omaggio a Mario Fratti. Il drammaturgo di origini aquilane che in più di 50 anni di carriera ha conquistato le scene della Grande Mela

Quando si dice teatro italiano a New York si dice Mario Fratti. Noto alle scene newyorchesi fin dagli anni '60, il commediografo di origini aquilane, autore di più di 90 opere, oltre che columnist de La Voce, scrive ormai quasi esclusivamente in inglese (una lingua di cui non fa che elogiare ricchezza e libertà), ma ha conservato qualcosa di tipicamente italiano. Sarà lo spirito, sarà l'irriverenza. A lui il festival di teatro italiano In Scena! ha dedicato un omaggio con due giornate di rappresentazioni di opere brevi tratte dalla sua prolifica produzione.

Mercoledì 19 e giovedì 20 la compagnia Mare Nostrum Elements porta in scena Dina and Alba (foto a destra), Missionaries (foto in apertura) e Actors (foto in basso). Le tre commedie, scritte tra il 1996 e il 2010, esplorano i rapporti umani, le relazioni amorose,  l'attrazione fisica e offrono un assaggio dell'eterogenea opera di Fratti, sempre provocatoria, sempre rivelatrice dell'animo umano, ma allo stesso tempo leggera e godibile, con punte di ironia e cinismo.

La sala del Secret Theatre di Long Island City (Queens) è piena, nonostante lo spettacolo pomeridiano. Tra il pubblico anche lui, Mario Fratti, entusiasta dell'interpretazione degli attori. “Sono veramente bravi”, continua a ripetere mentre sorride alle sue stesse battute. E il pubblico è con lui: ride, reagisce, si scandalizza, riflette, applaude, mentre ascolta questi dialoghi serrati, di una verità tagliente. In scena ci sono Carmen Lamar, Giulia Bisinella, Cheryl Orsini, Nicola Iervasi, David Licht, Carlotta Brentan e Francesco Andolfi diretti da Kevin Albert, presidente di Mare Nostrum Elements, un gruppo nato nel 2001 che esplora le contaminazioni tra teatri di varie provenienze e sperimenta con il teatro in lingua.

“Il teatro di Mario è un teatro vero e i suoi personaggi sono persone reali. I dialoghi sono quelli della vita quotidiana – ci dice Kevin Albert – E i nostri attori hanno rispettato questo aspetto, senza strafare nell'interpretazione, ma dando al tutto un tono naturale”. E così è: ascoltando gli scambi tra i personaggi si ha quasi l'impressione che stiano avvenendo nel nostro salotto, nella camera a fianco. Nonostante quel qualcosa di surreale che attraversa le storie, la verità è la materia prima di queste commedie. C'è il sesso, c'è la provocazione, ci sono gli estremi, i dubbi, le contraddizioni, il dissidio interiore. Proprio come nella vita vera.

“Le mie commedie non sono soltanto scritte come storie vere, ma sono proprio storie reali. Per quanto bizzarre o insolite, sono ispirate a fatti veri che qualcuno mi ha raccontato o che mi sono capitati – ci dice a fine spettacolo l'autore (nella foto a destra) che, in 50 anni di vita newyorchese, evidentemente deve averne viste tante – Ma poi c'è sempre un finale a sorpresa”. 

A tribute to Mario Fratti sarà replicato giovedì alle 7.30 per la serata conclusiva del festival che è già sold out, ma lo spettacolo continuerà ad andare in scena, fuori dal cartellone del festival, per il resto della settimana con spettacoli al Secret Theatre venerdì e sabato alle 7.30 e domenica alle 3.00 e alle 7.00. A conclusione dell'ultima replica, Mario Fratti sarà in sala per una chiacchierata con il pubblico.

 

 

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