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NYC, più ti tratta male e più ci resti, perchè se sai cosa vuoi alla fine vinci tu

Laura Gasperini dietro la cinepresa

Laura Gasperini dietro la cinepresa

Laura Gasperini e la sua vita difficile ma appassionatamente intensa nella città che ha scelto per lavorare nel cinema

L’amore per il cinema, i viaggi e la videocamera. Una vita da giramondo e di nuove scoperte con ultima fermata New York. Almeno per ora!

Protagonista di questa sfida è Laura Gasperini, 28 anni nata a Grosseto e cresciuta in riva al mare. Solare, determinata e con le idee ben chiare sul suo futuro. Videographer, Multimedia Artist e Teacher Assistant alla NYFA Laura è un fiume in piena di creatività. Laureata in Cinema, Musica e Teatro presso l’Università di Pisa, nel 2010 si trasferisce Oltreoceano, per studiare alla New York Film Academy. Prima di arrivare nella Big Apple, però, ha avuto altre esperienze all'estero: “Sono sempre stata una giramondo e ho passato periodi medio-lunghi in Australia, Argentina e sud est asiatico. Sempre con l'intenzione di tornare. NY, invece, mi ha fatto rimanere”.

 

“E' nel momento delle decisioni che si plasma il tuo destino”.Anthony Robbins

 

Ho incontrato Laura a Union Square, luogo prediletto da tanti artisti di strada. Una volta arrivata, con la tranquillità di chi ha preso la giusta decisione, Laura inizia a raccontarsi. La sua è la storia di una persona che ha voluto seguire i propri sogni provando a fare il lavoro che desiderava senza accontentarsi. Un cammino in crescendo nato dal coraggio di mettersi in gioco e dalla voglia di darsi una possibilità per il futuro seguendo la sua passione per il cinema. In Italia era impossibile crearsi una carriera in questo campo, l’ideale era volare a New York luogo perfetto per fare progetti e realizzarli. “In Italia ho sempre cercato di "tuffarmi" nel mondo del cinema, ma con pochi successi. Principalmente lavoravo nel turismo”.

A 26 anni ha dato una svolta alla sua vita. Lavorare nel turismo le piaceva ma non era la sua passione. Così ha deciso di rischiare e verificare se il cinema fosse, veramente, la strada che voleva intraprendere. Ha scelto New York come meta per osare. In che modo? Ritornando a studiare. La ricerca della scuola è stata ardua, ma nella Big Apple ha trovato quella che faceva al caso suo. A questo punto, ha fatto richiesta e ottenuto una borsa di studio. Ed è così iniziata la sua avventura newyorkese. “Mi sono trasferita per fare un'esperienza, ma in fondo in fondo sapevo che non sarei tornata "proprio subito". Alla domanda "ma quando torni" rispondevo sempre SE torno, torno il…"

 

“La determinazione è la sveglia del volere umano”. Anthony Robbins

 

Per Laura non è stato difficile lasciarsi alle spalle il suo Paese. Dell'Italia, infatti, non sopporta le persone che si lamentano sempre invece di affrontare i problemi e, “ovviamente non sopporto la politica. Quando mi arrivano notizie di politica italiana vorrei diventare sorda”. 

Anche se “la famiglia, gli amici, il clima mite della Toscana, il mare e il cibo mi mancano ogni giorno”.

Per ricominciare all’estero, infatti, è necessario essere determinati e convinti del passo che si sta per fare. Per Laura ci vuole anche molto coraggio. Lei ha visto tante persone che dopo un po’ si arrendono: “Vivere e "convivere" a New York non è facile, il costo della vita è molto alto. Il primo anno ho cambiato casa 4 volte! Ma adesso sono stabile e convivo con il mio ragazzo (italiano) in un bel quartiere del Queens. Tornare in Italia? Non so, per adesso non so ancora bene quale sia la mia casa in realtà!”

New York è la città delle contraddizioni anche per quanto riguarda la qualità della vita. Infatti per Laura si vive bene e male allo stesso tempo. “Bene per gli stimoli che hai, dai mille eventi alle diversità culturali. Male perché é caotica e rumorosa!”

Contraddittoria quanto intrigante. Le differenze culturali sono la cosa che più la affascina della città: “A quasi ogni fermata di metro, specialmente in periferia, si parla una lingua diversa. E’ incredibile e per questo è unica al mondo. Inoltre, specialmente in estate, i migliaia di eventi gratuiti che la città offre sono incredibili. Dallo sport ai concerti al cinema all'aperto. L'estate è fantastica a NY. Peccato che duri cosi poco!”

Per quanto riguarda le relazioni interpersonali invece Laura fa più amicizia con “stranieri” che con Neworkesi: “I Newyorkers sono propensi a parlarti solo di lavoro. In generale con chi è "immigrato", invece, tendi a parlare più di vita. Hai più storie da raccontare e da ascoltare”.

Molto importante per inserirsi nella Big Apple è il Networking. Parola chiave a New York, soprattutto nel suo mestiere. “Più ti fai conoscere, più lavori!”

Secondo Laura se vuoi vivere a New York devi guardare sempre avanti e non abbatterti di fronte a nessuna difficoltà. “All'estero quando si è soli sembra tutto più amplificato. NY è una città difficile, il clima, i ritmi e i rapporti interpersonali sono difficili. Ma è anche super stimolante. New York ti modella, ti fa crescere. Se ti vuoi trasferire a NY devi essere pronto a sfidare te stesso!”

Così lei ha fatto. Laura da il massimo ogni giorno e lavora molto per raggiungere i suoi obiettivi:  “Lavoro molto spesso anche 10-12 ore al giorno e a volte ho 30 minuti di pausa pranzo. Se ci metto, anche, il "commute" (tempo che impiego da casa a lavoro) che, quando va bene, è di circa un’ora ad andare ed una a tornare (salvo imprevisti delle metro.. MTA è peggio di Trenitalia a volte!), molto spesso resto fuori casa più di 12 ore. Ne vale la pena? Certamente! Devi avere il carattere giusto? Direi di si!”

 

Il cammino verso il successo è determinato da una massiccia e determinata azione. Anthony Robbins

 

Laura ha avuto diversi momenti di difficoltà e li ha superati grazie allo yoga: “Lo yoga è stata la mia salvezza (e lo è sempre!)”

Nonostante questo in alcuni momenti ha pensato di comprare il biglietto e tornarmene a casa o andarsene da un'altra parte: “A volte NY ti tratta male, più ti tratta male e più ci vuoi restare. E’ una relazione complicata quella che ho con questa città. Non ci sono dubbi!”

Se gli si chiede se ne vale la pena fare tanti sacrifici per una passione risponde senza alcun dubbio: “Ne vale la pena eccome. Rinunce tantissime, sacrifici enormi direi, ma ne vale proprio la pena. Io sono felice del lavoro che sto facendo. E questo lo reputo importante”.

 

“Per non assuefarsi, non rassegnarsi, non arrendersi, ci vuole passione. Per vivere ci vuole passione”.  Oriana Fallaci,

 

Dopo tre anni a New York, Laura si è costruita la sua "vita da persona adulta" che in Italia non aveva. “Vivere a New York mi ha cresciuta, Mi ha arricchito di tante conoscenze tecniche e artistiche, e questo lo devo davvero solo a questa città incredibile”.

Una città che le ha permesso di realizzare molte cose dal punto di vista professionale. Tanto che se gli si chiede di cosa si occupa risponde: “Bella domanda! Di tante cose! Lavoro principalmente come videographer e multimedia artist, ma anche come assistente alla regia e producer sui set cinematografici. Sono inoltre Teacher Assistant alla NYfa.”

A New York è riuscita a realizzare molti piccoli video in poco tempo. Ha fatto esperienza come aiuto regista, collabora con diverse gallerie d’arte newyorkesi, insegna e nel 2012 uno dei suoi cortometraggi, The Last One, ha ricevuto una Official Selection al New York Filmmakers’ Film Festival. Ora sta lavorando ad un documentario: “Sarà la storia di 4 ragazze italiane in 4 punti diversi del mondo e della loro vita da "immigrate". Ogni ragazza si riprenderà una giornata tipo e racconterà la propria esperienza agli spettatori. Un modo per far vedere a chi rimane in Italia, come realmente vive un italiano all'estero”.

Laura sta vivendo la vita che ha scelto. Qual è il suo sogno? “Diventare film producer. Sono determinata e credo che prima o poi ci riuscirò!”

 

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