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Sacro Gra, documentario “felliniano” sul raccordo di Roma

Il regista Gianfranco Rosi e il cast del suo film a Venezia

Il regista Gianfranco Rosi e il cast del suo film a Venezia

Il Leone d'oro del Festival di Venezia a Gianfranco Rosi per le storie intrecciate dei personaggi trovati in 68 km di strada

Partiamo col dire che alla vigilia della premiazione del Leone d’Oro di questa 70esima mostra del cinema di Venezia, il presidente Bernardo Bertolucci aveva annunciato che ci sarebbero state sorprese. Così è stato. Il vincitore del Leone d’oro è stato Sacro Gra, di Gianfranco Rosi.

Si tratta di un documentario girato lungo il Grande raccordo anulare di Roma (GRA), da dove emergono storie e personaggi altrimenti invisibili: un nobile piemontese e sua figlia laureanda, assegnatari di un monolocale in un moderno condominio ai bordi del Raccordo; un botanico armato di sonde sonore e pozioni chimiche cerca il rimedio per liberare le palme della sua oasi dalle larve divoratrici; un principe dei nostri giorni con un sigaro in bocca fa ginnastica sul tetto del suo castello assediato dalle palazzine della periferia vicino ad un’uscita del Raccordo; un barelliere in servizio sull’autoambulanza del 118 dà soccorso e conforto girando notte e giorno sull’anello autostradale; un pescatore d’anguille vive su di una zattera all’ombra di un cavalcavia sul fiume Tevere

Rosi intreccia le diverse storie che si dipanano lungo i 68 km di raccordo e così questo documentario può sembrare una sorta di road movie. Due anni di lavorazione, decine e decine di ore di girato.

Rosi ha studiato l'elemento umano, come sempre avviene nei suoi documentari che partono da un paesaggio per indagare i suoi abitanti. Non a caso il regista è tra i più apprezzati documentaristi italiani. Il Leone d'oro a Venezia ne conferma ulteriormente il valore. Prima di Sacro Gra, Rosi ha diretto Boatman (1993), ambientato in India e presentato con ottimi riscontri in molti festival e Below sea level (2008), vincitore della Categoria “Orizzonti” al Festival del Cinema di Venezia del 2008. Il documentario seguiva le vicissitudini della comunità di Slab City in California. Nel 2010 invece Rosi è sempre dietro la pellicola per El Sicario, Room 164, un documentario-intervista con protagonista un vero sicario messicano; opera che troverà diversi estimatori in ambito italiano e internazionale.

Con Sacro Gra, il regista mette racconta personaggi e storie che in diversi momenti della narrazione documentaristica, ricordano le commedie italiane anni '50, proprio quelle commedie che avevano nei loro luoghi e nei loro personaggi, gli stessi luoghi e personaggi che ritroviamo in Sacro Gra, senza dimenticare situazioni, aneddoti, racconti grotteschi e caricaturali molto pasoliniani. Una Roma ben lontana dalla basilica di San Pietro e da piazza di Spagna che tante volte vediamo immortalate in film italiani e non. Una Roma che sarebbe piaciuta molto a Federico Fellini. I personaggi che il regista romagnolo raccontava nei suoi film, sono gli stessi di Rosi, solo che dal centro della città o dalle sue spiagge, si sono trasferiti in quei 68km di raccordo.

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