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Un cristiano tra i ribelli

Paolo Dall'Oglio, un prete schierato. Ma fa bene o male a prendere le parti degli oppositori di Assad? Chiara e Benito non la pensano allo stesso modo, tanto per cambiare...

Benito: Sembra che il Reverendo Padre Paolo Dall'Oglio sia stato ucciso.
Chiara: C'è sempre qualche speranza che sia ancora vivo. Il governo di Assad lo ha espulso dalla Siria quando han saputo che collaborava con i terroristi.
Benito: Espulso? L'han visto uscire da quell'inferno?
Chiara: Uscire e poi rientrare. Era attivo contro Assad dal marzo 2011. Risparmiato da Assad, ha rischiato molto tornando lì.
Benito: Dov'è andato? Fra i soldati siriani o fra i terroristi islamici?
Chiara: È andato a Raqqa, unica città controllata dai ribelli. In un video si vede mentre dice ad una folla:  “Con l'aiuto di Dio, Raqqa sarà la nuova capitale della Siria libera”.
Benito: In un video? L'han visto sul serio?
Chiara: L'han visto e sentito. Era molto impegnato nella lotta contro Assad.
Benito: Un prete cristiano?
Chiara: Purtroppo. Uno dei pochi. La maggior parte sono neutrali. Pregano in silenzio nelle loro chiese. 
Benito:  È quel che dovrebbero fare tutti. Un prete dovrebbe aiutare i feriti senza chiedere chi ha tentato di ucciderli. La vita umana è importante.
Chiara: Anche la sua. Speriamo sia ancora vivo e torni in Italia. A rispettare le ammonizioni di Papa Francesco.

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