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Addio a Rossana Podestà che leggi crudeli hanno fatto soffrire

Rossana Podestà nel 1953

Rossana Podestà nel 1953

La star del cinema degli anni Cinquanta soffriva per la scomparsa dell'alpinista Walter Bonatti, l'uomo che amava ma che non potè assistere negli ultimi istanti di vita

 

Non lo sapevo che Rossana Podestà era nata a Tripoli di Libia come me. Nata una ventina d'anni prima, quando la Libia era una colonia italiana, magari qualcuno dei miei l'avrà anche conosciuta. Io l'ho vista solo al cinema, e anche nei film "leggeri", quelli che un tempo si chiamavano "commedie", mi e' sempre sembrata donna intelligente e spiritosa. Quel tipo di donna che fatalmente non s'innamora mai di te, ma di un altro, magari un tuo amico…

Non è però di Rossana Podestà attrice di cui voglio parlare. Piuttosto della Rossana Podestà donna, che a un certo punto della sua vita incontra un uomo, se ne innamora, e per lui lascia il cinema e il mondo dello spettacolo. Senza ombra di rimpianti, è dato credere. Quell'uomo è un famoso alpinista: si chiama Walter Bonatti, è il più giovane della spedizione che nel 1954 conquista il K2; spedizione che tante polemiche ha sollevato per l'atteggiamento tenuto da Achille Compagnoni e  Lino Lacedelli nei confronti di Bonatti e dello sherpa Madhi, che finira' col perdere alcune dita dei piedi e delle mani per congelamento.

Bonatti Podesta

Walter Bonatti e Rossana Podestà

Una bella storia d'amore, quella della Podestà e di Bonatti di due persone che decidono di vivere insieme per anni, e nessuno dei due sente il bisogno di formalizzare questo legame davanti a un sacerdote o a un sindaco. Una storia che va avanti fino a quando Walter si ammala, un tumore al pancreas che non da' speranza. Una dolorosa agonia di qualche mese, prima dell'inevitabile fine. Bonatti è ricoverato in un ospedale di Roma, la sua compagna sa che è questione di ore, forse minuti; e vuole condividere gli ultimi istanti con l'uomo che ama e da cui è amata.

Normale, vero? Solo che non lo può fare. Glielo impediscono. Perché lei, formalmente è nessuno. Rossana è la sua compagna, ma non la fanno entrare. Walter muore da solo.
Rossana è stata molto pudica, ha vissuto il suo dolore in silenzio, solo dopo qualche mese si confida con un giornale, senza fare recriminazioni o lanciare accuse: solo per ricordare che esiste una legislazione ingiusta, che viene applicataapplica in modo tetragono e miope, da persone che non sanno cosa sia la misericordia;  e chiede che ad altre/i sia risparmiato quello che è accaduto a lei: "Se siamo qui a parlare di come Walter se n'è andato, è solo perchè vorrei che non capitasse ad altri. Vorrei che ci si pensasse prima che accada, e che si sapesse che puo' accadere".

Ed in effetti in Italia accade. Accade per coppie formate dallo stesso sesso, e accade per coppie come Rossana e Walter, eterosessuali. Divieti assurdi, che sono espressione di un potere arrogante, stupido.

Ora anche Rossana se n'è andata in quell' "altrove" dove per i credenti c'è qualcosa, e per i non credenti il nulla e il vuoto; in tutto questo tempo ha vissuto il suo dolore con grande compostezza. E quelle norme, quei divieti assurdi sono ancora lì. Mi piace credere che quando riusciremo ad eliminarli, Rossana e Walter, ovunque siano, ci sorrideranno e ci diranno grazie.
 

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