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Lavoro e stress, una combinazione fatale

La psicoterapeuta Sabrina Ulivi, Presidente dell'ANSES

La psicoterapeuta Sabrina Ulivi, Presidente dell'ANSES

A Firenze la prima conferenza dell'ANSES, l'associazione stress e salute guidata dalla Dr. Sabrina Ulivi

 

ANSES, l'associazione stress e salute, in un recente convegno a Firenze, ha affrontato il tema: “Individuo, lavoro e stress". Il Convegno, di alto livello, ha avuto il supporto della Regione Toscana, il patrocinio del Comune di Firenze e di varie Asl territoriali. ANSES ha aperto vari "sportelli" di primo intervento completamente gratuiti, è presente in ben 29 città d'Italia, a Roma è stata di recente inaugurata una sede con l'appoggio dell'Amministrazione del sindaco Ignazio Marino, sensibile alla tematica della salute.

Di stress spesso e troppo se ne parla senza capirne a fondo l'origine e le cause, alcune devastanti. Un tema che si inserisce in un più ampio raggio di azione, dalla ricerca scientifica all'ascolto del bisogno, all'ambito familiare e scolastico. Ciò che si propone ANSES, anche attraverso questo suo primo congresso nazionale, è di sensibilizzare le istituzioni e gli organismi preposti alla cura e alla salute dell’individuo.

Alla presidente, Sabrina Ulivi, psicoterapeuta, docente di psicoterapia, chiediamo sullo stress in azienda:  "L’individuo che manifesta disagio dovuto alla mancata realizzazione personale lavorativa, legata all’identità, intesa come dimensione uomo/occupazione, nonché alle relazioni, la valorizzazione e il merito, comporta una ricaduta morale, sociale ed economica. Tutto ciò, oltre a dare origine a malattia (stress lavoro correlato) da origine a costi sociali in quanto un individuo in difficoltà non crea valore ma crea costi al sistema”.

Al presidente del tribunale di Pistoia, un magistrato, il Dr. Amato, chiediamo cosa potrebbe fare la legge in tal senso, quali misure nell'ambito lavorativo per poter mitigare i danni da mobbing e stress aziendale dovuto (anche ) a soprusi e ad ambiente psicologicamente nefando: "Non esiste, in effetti, un parametro certo dei danni psico fisiologici da mobbing e stress, ci affidiamo agli addetti ai lavori. Stabilire sanzioni o misure in base a intuizioni del danno senza averne la sostanzialità e' molto arduo e non sufficiente. Sarebbe da suggerire una figura di riferimento in ogni azienda a tutela del lavoratore e del discrimine. Le molestie sul lavoro sono uno dei motivi più diffusi che portano al malessere e allo stress". 

Un tempo noi italiani eravamo conosciuti per la longevità, cosa e cambiato? Lo chiediamo alla professoressa Flora Ippoliti, docente di psiconeuroimunologia, direttore didattico di Open Academy of medicine, università La Sapienza di Roma: "Lo stress causa un processo di trasformazione bio cellulare, mette in modo una macchina, seppur perfetta come la nostra, che inizia un percorso incedibile che può portare a sofferenza psichica, disturbi mentali e/o psicosomatici. Lo stress è spesso causa di effetti nocivi sulla salute soprattutto quando vissuto a lungo e in modo continuativo. Tali conseguenze sono soprattutto a carico del benessere psichico, psicosomatico ed esistenziale. Un tempo non eravamo così stressati, eravamo più tranquilli e, forse, più semplici, per questo longevi".

"Dal punto di vista fisico – continua Ippoliti – posso dire che può manifestarsi con sintomi semplici o complessi di natura prevalentemente fisica o psicosomatica quali: cefalea, tachicardia, ipertensione, cardiopalmo, gastropatia e colon irritabile, mialgie e dolori osteoarticolari, congiuntiviti, gengiviti, psoriasi, allergie; o disturbi della condotta alimentare, del sonno, del comportamento sessuale, delle relazionali interpersonali, etc. Se poi gli stimoli stressanti che inducono patologia perdurano e si intensificano si possono organizzare in sindromi con malattie varie ed anche molto gravi come malattie autoimmuni o neoplastiche".

Come spiegare, allora, effetti patologici tanto diversi dipendenti comunque da un’unica causa iniziale: lo stress? "Occorre interpretare tutto ciò alla luce delle più recenti acquisizioni in Psicoimmunologia". Così interviene il ricercatore Giovanni Cozzolino, sociologo, psicologo sociale, da anni impegnato in ricerca sulle determinanti del Cancro: "Nel 1986, data nella quale mi sono specializzato, ho portato una tesi dal titolo 'Le determinanti psicosociali del cancro', un bel titolo, anche la tesi lo era, ma è rimasta tale! Inascoltata". "L' incontro con la Psicoimmunologia mi ha dato le risposte che attendevo da anni, risposte più che altro scientifiche oltre che supportare ciò che ho da sempre affermato, la mente agisce sul corpo, questo ormai lo sappiamo. Importante e capire come. Come si organizzano le cellule al punto da provocare la malattia? Questa e' la sfida che questa ricerca si prefigge ed in parte è già conclusa con dati ufficiali che pubblicheremo prossimamente".

Quindi sarete in grado di darci notizie relative al formarsi delle malattie? A rispondere è nuovamente la presidente Ulivi: "La salute e un bene prezioso, l'uomo è un bene prezioso, con questo lavoro e attraverso l'associazione Anses, nata senza scopo di lucro ma che necessita di fondi per poter almeno sopperire alle spese, stiamo andando avanti, stiamo procedendo attraverso la presentazione di progetti e protocolli al fine di raggiungere quei famosi 'dati tangibili' da poter diffondere. Ripeto, siamo in contatto con le istituzioni e proveremo a partecipare a bandi per avere finanziamenti. Siamo in contatto anche con un ricercatore della Columbia University che farà da medium per poter arrivare negli USA con la speranza di poter essere ricevuti e, se ritenuti interessanti, finanziati" conclude la presidente.

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