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Ricordando Luigi Tenco

 

"Io ho voluto bene al pubblico italiano e gli ho dedicato inutilmente cinque anni della mia vita. Faccio questo non perché sono stanco della vita (tutt'altro) ma come atto di protesta contro un pubblico che manda Io tu e le rose in finale e ad una commissione che seleziona La rivoluzione. Spero che serva a chiarire le idee a qualcuno. Ciao. Luigi."

Il 27 gennaio ricorre l'anniversario della scomparsa di Luigi Tenco, morto suicida durante l'edizione 1967 del Festival di Sanremo.  Tenco, che aveva 28 anni, si uccise per protesta contro l'esclusione dalla competizione del brano Ciao Amore Ciao, presentato dall'artista insieme alla cantante italo-francese, Dalida. La canzone non era stata apprezzata dal pubblico, classificandosi al dodicesimo posto nel voto popolare. 

La sera dell'esclusione, Tenco si sparò un colpo di pistola alla testa, nella stanza dell'Hotel Savoy, dove alloggiava. Lasciò un biglietto con queste parole: "Io ho voluto bene al pubblico italiano e gli ho dedicato inutilmente cinque anni della mia vita. Faccio questo non perché sono stanco della vita (tutt'altro) ma come atto di protesta contro un pubblico che manda Io tu e le rose in finale e ad una commissione che seleziona La rivoluzione. Spero che serva a chiarire le idee a qualcuno. Ciao. Luigi.".

Questo uno dei suoi brani più famosi:

Mi sono innamorato di te (1962)

Mi sono innamorato di te
perché
non avevo niente da fare
il giorno
volevo qualcuno da incontrare
la notte
volevo qualcuno da sognare
Mi sono innamorato di te
perché
non potevo più stare sola
il giorno
volevo parlare dei miei sogni
la notte
parlare d'amore
Ed ora
che avrei mille cose da fare
io sento i miei sogni svanire
ma non so più pensare
a nient'altro che a te
Mi sono innamorato di te
e adesso
non so neppure io cosa fare
il giorno
mi pento d'averti incontrato
la notte
ti vengo a cercare.

 

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