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Addio a Philip Seymour Hoffman, talento audace e versatile

 L'attore premio Oscar trovato morto per overdose nel suo appartamento a New York

New York dice addio al grande attore, Philip Seymour Hoffman, trovato morto questa domenica nel suo appartamento nel West Village. Il primo giornale a riportare la notizia è stato il quotidiano newyorkese Wall Street Journal e la notizia ha fatto il giro del mondo in pochi minuti. Inizialmente si pensava si trattasse di una bufala, poi la tragedia è stata confermata dettagliatamente dal New York Post, che ha riportato che l’attore sarebbe morto per overdose e sarebbe stato trovato con l'ago conficcato nel braccio nel bagno del suo appartamento di Manhattan, al 35 di Bethune Street. L’allarme è scattato quando un amico del divo, preoccupato dal  fatto che non riusciva a mettersi in contatto con lui, ha chiamato la polizia, la quale recandosi nell’appartamento di Seymour Hoffman ha trovato accanto alla siringa una busta contenente dell’eroina.

L’attore, spentosi all’età di soli 46 anni, aveva avuto in passato dei trascorsi di tossicodipendenza, finendo in riabilitazione poco più di un anno fa. Tuttavia nel privato era molto discreto: ha avuto una sola donna al suo fianco, la costumista Mimi O’Donnell, incontrata nel 1999 sul set dell’opera teatrale We’d All Be Kings – da lui diretta – e madre dei suoi tre figli: Alexander, Tallulah e Willa.

Philip Seymour Hoffman è considerato l’attore americano più audace e versatile  della sua generazione, sia sul grande schermo, sia sui palcoscenici di Broadway. Nel 2006 la sua interpretazione di Truman Capote nel film A sangue freddo lo consacra come uno dei massimi esponenti della cinematografia mondiale, con l’assegnazione del Premio Oscar, oltre a numerosi premi internazionali, tra cui il British Academy of Film and Television Arts. Inoltre venne nuovamente nominato all'Academy Award come miglior attore non protagonista per tre volte: nel 2008 per La guerra di Charlie Wilson, nel 2009 per Il dubbio e nel 2013 per The Master. Ma a teatro non era meno talentuoso, come dimostrano le sue tre candidature ai Tony Awards. Nel 2010 esordì alla regia con Jack Goes Boating, film che si aggiudicò il plauso della critica e quattro premi. In primavera avrebbe girato il suo secondo film da regista: Ezekiel Moss, ambientato nel Sud degli Stati Uniti durante il proibizionismo, con al centro un ragazzino orfano conteso tra una madre vedova dal carattere forte e un vagabondo che parla con i morti. Nel cast erano previsti Jack Gyllenhaal e Amy Adams. Ma attualmente le sorti del film rimangono incerte.

La notizia della morte di Seymour Hoffman ha lasciato tutti sotto shock: i suoi colleghi, il pubblico che lo ha amato, e gli amici tuttora increduli della sua scomparsa. I messaggi di cordoglio e i commenti di lutto stanno invadendo tutti i social media. 

Philip Seymour Hoffman, verrà ricordato come un’icona del cinema indipendente statunitense, nonché il beniamino di alcuni dei maggior talenti hollywoodiani dell'ultima generazione, da Paul Thomas Anderson ai Fratelli Cohen. Era un esteta con delle raffinate doti interpretative, straripante di sfumature e sfaccettature, che ci ha lasciato troppo presto.

 

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