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New York e il suo teatro premiano Mario Fratti

Mario Fratti e Donna de Matteo, Executive Director di The HB Playwrights Foundation and Theatre. Foto di Laura Caparrotti

Mario Fratti e Donna de Matteo, Executive Director di The HB Playwrights Foundation and Theatre. Foto di Laura Caparrotti

Il drammaturgo di origini aquilane che più di chiunque altro ha tenuto alto il nome del teatro italiano nella Grande Mela è stato premiato al Theater for the New City, un'istituzione nella vita culturale e sociale della città, dove Fratti è di casa

 

Theater for the New City è uno di quei teatri che fanno parte dell’era leggendaria di New York, di quando la città era ancora un luogo pieno di artisti di tutti i tipi che ne facevano una fucina d’idee, di nuove visioni, di parole altre. Fondato nel 1971, il TNC, com’è conosciuto ai più, si trova su First Avenue fra la nona e la decima strada.

Questa è la quarta e probabilmente ultima location toccata dal teatro, giacché solo pochi mesi fa è stato pagato interamente il mutuo che i proprietari del teatro avevano fatto nel 1987 per comprare il palazzo. La guida del teatro, invece, non è mai cambiata dal 1971: Crystal Field ne è l’anima, il motore, il faro. Crystal viene dal mondo di Broadway e ha alle spalle anche esperienze cinematografiche. Il ruolo più importante, ovviamente, lo svolge in questo teatro, dove offre oltre agli spettacoli nei quattro teatri che il TNA possiede, programmi per la comunità dell’East Village, per gli studenti, per i giovani attori, per le compagnie a basso budget e di scrittura teatrale. Proprio per aiutare quest’ultimo programma si è svolta – lunedì scorso – l’undicesima edizione di una serata per raccogliere fondi, intitolata Love ‘n Courage. Un’edizione speciale dedicata a chi per molti anni ha tenuto alto il nome del teatro italiano a New York: Mario Fratti.

Autore di Six Passionate Women, sui cui è stato scritto il pluripremiato musical Nine, Mario Fratti è conosciuto e amato da tutti. La serata è stata una vera e propria celebrazione del drammaturgo che collabora da molti anni con il Theater for the New City. Prolifico come pochi, Fratti ha persino scritto un testo, Poet, appositamente per questa serata. Recitato da Ian Campbell Dunn e Giulia Bisinella, il dialogo – di soli cinque minuti, come ha tenuto a sottolineare l’autore – riflette un tema caro a Fratti, il rapporto fra gli uomini, spesso infantili e codardi, e le donne, forti, belle, coraggiose e vere. A seguire, una magnifica attrice e cantante francese Liliane Montevecchi ha cantato un brano di Nine e poi artisti, cantanti e per finire sir F. Murray Abraham che ha letto un pezzo di Vanzetti.

Molta Italia grazie Mario Fratti che è stato premiato a fine serata per le sue opere, per il suo coraggio, per la sua costanza e, diciamolo, per essere un artista che continua a produrre testi che fra l’altro vengono puntualmente rappresentati proprio in questo teatro. Tutte queste belle parole e l’altissima qualità degli artisti presenti che si sono esibiti fanno pensare a un teatro vivo e senza problemi, anzi pieno di così tanti talenti da poter proporre una programmazione infinita. Eppure, come mi ha detto Crystal Field durante la serata: “I soldi sono sempre meno, si fa molta fatica, la gente è impegnata a sopravvivere, gli affitti sono alle stelle, gli stipendi diminuiscono. Ci sono tanti problemi, prima di arrivare a toccare quelli che affliggono il teatro e nel frattempo noi stentiamo. Invece, dare alle arti è importante perché l’arte è fondamentale per l’essere umano”. La voce di Crystal è ferma e appassionata. Il clima che si respira anche in una città come New York, che vive di teatro, è pesante. I tagli alla cultura sono minimi rispetti a quelli italiani, ma ci sono e le compagnie, soprattutto quelle del mondo Off-Off, dunque quelli non commerciali, soffrono. Crystal mi dice che l’unica maniera sarebbe convincere la gente a dare al teatro, che ognuno facesse sì che due amici contribuissero. Una ricetta molto semplice e forse un po’ da comunità che aiuta l’un l’altro. Ecco, l’altra sera c’era un’aria di comunità. Si condivideva un amore, una passione e anche un tormento chiamato teatro.

 

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