Cerca

SpettacoloSpettacolo

AdA. Author directing Author l’opera dove chi scrive non dirige…e viceversa

In programmazione al teatro La MaMa di New York fino al 2 novembre, lo spettacolo AdA di Marco Calvani e Niel LaBute ha l'affascinante particolarità di essere scritto e diretto in modo incrociato dai due autori...

In programmazione fino al prossimo 2 novembre, a La MaMa Theatre di New York, lo spettacolo AdA, Author directing Author  forse non brilla di colpi di scena, ma apporta sicuramente una novità al modo in cui finora si è fatto teatro. Due autori, Marco Calvani e Neil LaBute hanno scritto la stesura dividendola in due parti, di cui ciascuno ha elaborato un testo. La particolarità? Ognuno dirige quello dell’altro. Avendo stabilito un tema comune che dà il titolo allo show – Desire – i due si sono divertiti ad andare oltre una canonica collaborazione, suddividendo i ruoli di scrittore e direttore usualmente sovrapposti nelle regie teatrali.

Il primo atto, scritto da LaBute e diretto da Calvani, declina la tematica del desiderio in modo classico ovvero riferendolo al desiderio di natura sessuale: “Volevo emergesse la contraddizione, ho scritto pensando a una persona che ne incontra un’altra che desidera, ma contemporaneamente desidera anche restare fedele alla sua compagna – spiega LaBute – quindi mi sono concentrato su questa antinomia, l’opposizione di pulsioni uguali e contrarie”. Il secondo atto, invece, scritto da Calvani e diretto da LaBute, declina il desiderio in termini di senso del possesso, dunque l’ardore della volontà di disporre di qualcosa o qualcuno in maniera estrema: “Mi interessava vedere fino a che punto un essere umano potesse spingersi per riprendersi qualcosa, che fosse di carne o un oggetto materiale. Mi sono concentrato sull’indagine sul desiderio ardente di avere” – racconta Calvani.

1Nonostante il tema rimandi immediatamente al dramma, lo spettacolo è ricco di spunti comici che il pubblico in sala sembra apprezzare molto. Affrontare un tema pesante con la leggerezza dell’ironia è sicuramente un suo punto di forza. Una critica potrebbe essere scorta nell’inamovibilità dei personaggi, statici nella loro caratterizzazione psicologica che, forse volutamente, non ha rimandi biografici e nulla dice dell’interiorità dei protagonisti, come fossero manichini sui quali ognuno può appendere l’abito della propria vita e riuscire ad immedesimarsi.

Marco e Neil si sono conosciuti durante un workshop al teatro Sala Beckett di Barcellona e, confrontandosi, hanno avuto modo di osservare quanto simile fosse il loro percorso professionale. Insieme hanno pensato a questa idea della direzione e scrittura incrociata, affrontando dapprima il tema Home (casa) per poi giungere a concepire questa nuova stesura, Desire.

“Ovviamente quando ho visto il risultato ho pensato che io l’avrei fatto in maniera diversa – racconta Marco – ma il bello è proprio questo, andare oltre i propri limiti, aprirsi alla novità dell’interpretazione di un terzo per espandere la propria creatività”. Dello stesso avviso, Niel aggiunge: “Non ci mettiamo limiti a vicenda. L’unica regola è il tema, che ognuno di noi può declinare come preferisce”. Presentato alla biennale di Venezia con attori italiani e a Madrid con attori spagnoli, la particolarità dello spettacolo è anche quella di non comprendere alcuna componente fissa se non loro stessi alla regia.

 

Iscriviti alla nostra newsletter / Subscribe to our newsletter