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Con Into the Woods, Rob Marshall ritrova la via del musical

Una scenografia impeccabile, performance frizzanti e un cast da applausi, con una Meryl Streep semplicemente irresistibile. Film totalmente riuscito allora Into the Woods? Forse qualche pecca...

A dodici anni dal successo di Chicago che vinse addirittura l’Oscar come miglior film – e a cinque dal molto meno riuscito Nine, Rob Marshall torna a confrontarsi con il musical. Stavolta tocca al genio di Stephen Sondheim e al suo Into the Woods, che racchiude molte delle principali favole per bambini in un'unica vicenda. A differenza dei suoi precedenti lavori il regista stavolta si avvicina al genere con un rispetto decisamente più consono: se infatti in precedenza era stato il montaggio cinematografico l’elemento che soprattutto per Chicago costituiva il punto di forza dell’operazione, adesso invece Marshall si è maggiormente concentrato sulle scenografie e soprattutto sulla performance del suo spaventoso cast. Dal momento che la magnifica partitura musicale di Sondheim non richiedeva un intervento adrenalinico, ma al contrario di essere assecondata nella suadenza, ecco che dopo un prologo giustamente più ritmato le scene si tingono della forza espressiva della musica e delle magnifiche ambientazioni. La regia è placida, quasi mai invasiva, capace di sottolineare con gusto i numeri musicali. Il resto come anticipato lo fa un cast di attori in stato di grazia.

Meryl Streep nel ruolo della strega che accende il motore della vicenda è semplicemente irresistibile. La sua presenza scenica torna ad essere poderosa, vibrante come non le succedeva da anni a questa parte. Quando c’è lei, gli altri non possono che farle da supporto, e ci riescono con notevole grazia. Soprattutto un’ispiratissima Emily Blunt, gioiosa e ironica come da par suo. Ma l’applauso va esteso a tutto il resto del cast di attori, che si esibiscono con ineccepibile padronanza del genere, soprattutto quell’Anna Kendrick che si sta rivelando una vera e propria star del musical.

Film totalmente riuscito allora Into the Woods? Purtroppo no. La grossa pecca sta in una fortissima cesura narrativa che spezza la storia principale dall’ultima mezz’ora, sviluppando così una sottotrama che è molto meno coinvolgente e interessante. Ecco allora che il film cala notevolmente di tensione, andando a sprecare tutto (o quasi) quanto di buono aveva proposto in precedenza. Rimane il divertimento giocoso del testo di Sondheim, rimangono le performance frizzanti del cast, ma Into the Woods alla fine non riesce ad essere quel piccolo grande divertimento che avrebbe potuto essere, ed è un vero peccato.

 

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