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Un teatro con tante cose da raccontare, a New York come a Roma

Una scena dello spettacolo

Una scena dello spettacolo

Fino al 23 gennaio, al The Cell Theatre di New York si può vedere Horse Girls, una commedia noir che ha raccolto recensioni positive dai più grandi quotidiani newyorchesi. Dall'altro lato dell'oceano invece, al Teatro Argot Studio di Roma, c'è Dall’alto di una fredda torre, uno di quegli spettacoli che, come si diceva una volta, fanno riflettere

 

Fare la spola fra le due sponde dell’oceano ha i suoi vantaggi. Fra i vari, c’è quello di poter godere di spettacoli in Italia e in America e di poterne parlare quasi contemporaneamente, grazie ad esempio ad uno spettacolo che viene tenuto in scena un altro mese. Si tratta di Horse Girls, una commedia noir di Jenny Rachel Wiener. Ashleigh, una ragazza di dodici anni, è la leader del gruppo Lady Jean Ladies, il club di ippica più esclusivo di tutta la Florida del Sud. La sua famiglia – pare, da voci fondate – vuole vendere i cavalli per farne carne da macello. Le reazioni del gruppo sono sconcertanti, comiche e drammatiche allo stesso tempo. 

12Scritto durante un laboratorio alla Fordham University e creato in collaborazione con Primary Stages, importante produzione teatrale newyorchese,  poi presentato durante l’Ars Nova's ANTFest nel 2013, Horse Girls ha avuto la prima assoluta a Chicago, per poi andare a Seattle e infine a New York, dove è ospitato da The Cell (338 23rd street, NYC, NY). 

Creato dall’artista Nancy Manocherian, The Cell Theatre, un piccolo, ma versatile teatro-galleria su 23rd Street, accoglie da anni il meglio delle novità teatrali a New York. Horse Girls è una di quelle, tanto che è stata positivamente recensita dai maggiori quotidiani newyorchesi, incluso il New York Times. Per questo il cast, composto da Kaley Ronayne (la figlia di Brooke Shields in Army Wives), Anna Baryshnikov, Olivia Macklin, Angeliea Stark, Katie Lawson, Maddie Sykes, e Eleonore Condo, si è trovato a dover postporre la chiusura al 23 gennaio, registrando ancora successi nel mese più freddo dell’anno.

Per informazioni e per comprare i biglietti, consultare il sito internet dello spettacolo.

Sempre per tutto gennaio, ma a Roma, precisamente all’Argot Studio (Via Natale del Grande 27) va in scena Dall’alto di una fredda torre di Filippo Gili, per la regia di Francesco Frangipane. Dice il programma: “Dopo la felice esperienza di Prima di andar via, si è deciso di continuare questo intenso percorso drammaturgico e teatrale con un nuovo progetto Dall’alto di una fredda torre. Una seconda tappa in cui si vogliono affrontare le stesse tematiche, ovvero la vita e la morte, il destino e il libero arbitrio, partendo da uno stesso contesto, la famiglia, ma addentrandosi per sentieri fin qui inesplorati”. 

posterNon avendo visto Prima di andar via, non posso cogliere la continuità di un progetto che a giudicare da questo nuovo spettacolo, è estremamente valido. In scena una famiglia che scherza, che condivide momenti di intimità dicendo anche cose che sono assurde, ma che si dicono proprio nell’ambito di una famiglia per sorprendere, scandalizzare, provocare benignamente. Da quella prima scena piena di energia e amore, si scende piano piano in un tunnel scuro e privo di aria. Quello che succede diventa un incubo che coinvolge non solo i personaggi della storia, ma tutto il pubblico. La scrittura è fluida e coinvolge, la regia ci conduce con calma e lucidità e gli attori (Massimiliano Benvenuto, Ermanno De Biagi, Michela Martini, Aglaia MoraMatteo QuinziBarbara Ronchi) sono bravi, comunicano il disagio, l’ansia, la voglia di rompere quello che potrebbe sembrare un macabro maleficio, ma che è invece la vita. 

È uno di quegli spettacoli, insomma, che fanno riflettere, come si usava dire anni fa per dare importanza agli spettacoli. Esci dalla sala che pensi a quel dilemma che i personaggi sono costretti ad affrontare, ti rimane dentro il dubbio, un retro-pensiero che non ti lascia. Perché certe situazioni nella vita vera sono così. Il giusto, l’appropriato, il bene e il male sono solo concetti che ci fanno vivere meglio, sulla carta, ma che in realtà esistono fino ad un certo punto. Dall’alto di una fredda torre è uno sguardo dentro noi stessi, senza banalità e senza forzature. E’ un cammino che in un modo o nell’altro molti di noi si sono trovati a fare. Non svelo, volutamente, cosa succede. Andate a vederlo se leggete da Roma o se vi troverete nella Capitale entro il 25 gennaio. Andate a vedere quante cose ha ancora da raccontare il teatro italiano. 

Per informazioni, visitate il sito del Teatro Argot Studio

 

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