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A In Scena! non solo teatro, ma anche staged readings

La staged reading di Homage to Pasolini, con cui si è aperto il Festival

La staged reading di Homage to Pasolini, con cui si è aperto il Festival

Oltre agli spettacoli teatrali, il Festival In Scena! propone come di consueto anche alcune staged readings, un genere teatrale a New York piuttosto comune; nel programma della terza edizione, Le Beatrici, Giuseppe Musolino: a drama in acts e L'Alibi di Dio

Fin dalla prima edizione del festival In Scena!, due anni fa, il programma oltre a spettacoli di teatro, ha proposto al pubblico newyorchese anche alcune letture in inglese, con attori americani o bilingue. Si tratta delle cosiddette staged readings, che anche in questa terza edizione del festival hanno trovato spazio nel fitto calendario di eventi.

La reading è un genere teatrale che a New York è piuttosto comune, utilizzato per testare nuovi copioni rispetto alle possibilità attoriali e alla reazione del pubblico, o anche dichiaratamente per sollecitare l’interesse di potenziali produttori del play. Può essere una semplice lettura seduti a tavolino o in piedi davanti ad un leggio, oppure una vera e propria performance con tanto di movimenti, ma pur sempre con il copione in mano. Riproponendosi di restituire il senso compiuto dell’opera, la terza edizione di In Scena! presenta tre testi inediti a New York, ma che hanno già alle spalle una storia produttiva in Italia.

“Nel costruire il Festival – ci spiegano le organizzatrici del Festival, Laura Caparrotti e Donatella Codonesu – abbiamo puntato molto sull’importazione del Teatro italiano senza prescindere dalla lingua, che è un elemento fondamentale in scena, al di là dei contenuti. Musicalità, ritmo, fisicità della lingua sono infatti veri e propri strumenti della recitazione e non possono essere tradotti, vanno irrimediabilmente persi nel momento in cui si sostituisce il linguaggio originale di un’opera. Tuttavia ci è sembrato importante dare pieno accesso ai testi, traducendoli per il pubblico newyorkese, e soprattutto per gli operatori teatrali”.

Tra le varie proposte, di qualità spesso notevole, che ogni anno arrivano al Festival, quest'anno sono stati scelti tre testi profondamente diversi tra loro, sia come tematiche che come scrittura, ma che di sicuro potranno dare un’idea dell’ampio e variegato panorama teatrale italiano.

Le Beatrici

9 maggio 2015, 3.30 pm – The Secret Theater (4402 23rd Street, Long Island City, Queens)

t1

Stefano Benni

La prima delle tre letture racconta la donna contemporanea con un divertente testo di Stefano Benni, Le Beatrici, diretto da Margherita Peluso, che lo ha già presentato in Australia e in Italia. Intitolato alla musa di Dante, il testo di Benni contiene una serie di monologhi che esplorano la nostra complessa e problematica società attraverso gli occhi di donne di oggi intrappolate nel passato. In totale otto esilaranti monologhi al femminile: una suora assatanata, una presidentessa spietata, una vecchiaccia bisbetica ed una sognante, una giovane irrequieta, un’adolescente crudele, una donna lupo e una Beatrice di Dante tutt’altro che beata. Uno spartito di voci, un’opera unica, fra teatro e racconto.

Giuseppe Musolino: a drama in acts

14 maggio 2015, 6.00 pm – John Jay College of Criminal Justice Alumni Association (899 10th Avenue, Manhattan)

t2

Evan T. Cummings

La seconda lettura è invece frutto di un singolare ritrovamento di testimonianze storiche: l’autore, Francesco Morabito, ha tratto spunto dagli appunti del nonno Giuseppe Morabito, reporter e scrittore calabrese, che viaggiava spesso fra Stati Uniti e Italia, e che si trovò a raccontare fra l’altro il processo al leggendario Brigante Musolino. Giuseppe Musolino: a drama in acts è presentato in prima mondiale con la regia di Evan T. Cummings, in collaborazione con il Calandra Institute for Italian-American Studies.

L'Alibi di Dio

18 maggio 2015, 6.30 pm – BAAD (2474 Westchester Avenue, Bronx)

t3

Francesco Randazzo

La terza lettura, infine, affronta il sensibile tema dell’omosessualità in ambito ecclesiastico con L’alibi di Dio di Francesco Randazzo, diretto da Laura Caparrotti, Direttore Artistico del Festival. In un'oscura serata, un prete si trova ad affrontare il fantasma di un giovane che ha amato appassionatamente. È mezzanotte, l’ora del tempo sospeso, l’ora in cui tutto è possibile, ritornano i fantasmi, il passato dal quale si è fuggiti. In quest’ora obliqua, Lorenzo, piccolo parroco di una diocesi sperduta, nascosto a sé stesso e alla propria omosessualità, riceve la visita improvvisa e sconvolgente di Saverio, che irrompe, esigendo di essere confessato dal suo ex amico e compagno. La confessione diviene un duello dove nessuno potrà essere vincitore.

 

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