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Il teatro a New York, che viene e che va

Proposte di teatro a New York, un sommario di quel che c'è stato, e che potrebbe tornare sui palcoscenici newyorkesi nella stagione a venire, e di quello che sta arrivando o che è in scena adesso, per trovare spunti tra ciò che non vorrete perdere e piccole gemme assolutamente da vedere

Teatro che viene, teatro che va. Iniziamo dagli spettacoli visti nelle scorse settimane, presentati come show-case, una formula che permette di produrre uno spettacolo a budget limitato, in teatri dai 99 posti in giù e di sole 16 repliche. Lo show-case è stato creato dai sindacati degli attori e registi per permettere ai loro associati di partecipare in piccole produzioni senza dover essere pagati quello che il sindacato detta per spettacolo.

Fra le piccole gemme viste nelle ultime settimane ci sono Love Me di Jason S. Grossman, diretto da Rachel Klein, con un cast eccezionale formato da Carlotta Brentan, Amy-Helene Carlson, Chris Chirdon, Sarah Elizabeth Grace, Mary Orzano, Zal Owen, Michael Perrie e J. Andrew Young. La storia è divertente e senza pretese. Un ragazzo cerca una fidanzata e ha un alter ego in scena che rappresenta la sua parte migliore, quella senza paura e pieno di amore per la vita. La ricerca lo porterà ad incontrare strane donne per poi sfociare nell'happy ending.

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Una scena di “Could you please look into the camera” (Foto: Omar Abusaada)

Con Office Politics di Marcy Lovitch, diretto da Aimee Todoroff, si parla del politically correct e di quello che può succedere all'interno di un posto di lavoro. Un testo molto attuale perché esplora il tema delicato e certamente controverso del razzismo dei bianchi nei confronti dei neri e di quello di ritorno. Ottimamente interpretato da Josh Doucette, Philip Guerette, Carson Lee, Molly Lovell, Patrice Bell, Maria Wolf, Nicholas De Sibio, lo spettacolo è stato proposto sotto forma di work in progress al teatro June Havo Theater (312 W 36th Street).

Passando a temi più seri Between the Seas Festival ha presentato al TheatreLab (337 W 36th street) Could you please look into the camera uno spettacolo basato su testimonianze reali raccolte in un testo dallo scrittore siriano Mohammad Al Attar. Tre testimoni oculari della primavera araba in Siria si ritrovano davanti ad una giornalista che riprende i loro racconti. Dopo una lunga serie di prove, che hanno portato alla messinscena proposta, Aktina Stathaki, la regista, ha proposto uno spettacolo molto semplice, fatto di video e di movimenti, in cui al centro c'è la giornalista e intorno le storie, che ballano, cantano, raccontano, con una sofferenza interna, che arriva doppiamente allo spettatore.

E ora gli spettacoli e gli eventi ancora fruibili in città. Innanzitutto, come amante del ballo, vi incito con passione a partecipare a Midsummmer Night Swing, la consueta rassegna di musica e balli offerta dal Lincoln Center, sotto le sue stelle, nel parco accanto al Metropolitan Opera. Si inizia il 23 giugno e le band e big band che fino al 10 luglio delizieranno il pubblico sono tutte eccezionali. Si va dallo swing al blues passando per la disco, il rock 'n roll, la salsa, il mambo e il tango. Da non perdere assolutamente! Se avete intenzione di andare più di 4 volte, consiglio di comprare i pass che vi assicureranno l'entrata nei giorni con maggiori afflusso di pubblico danzante (ogni giorno c'è prima la lezione di danza e poi il concerto durante il quale tutti possono danzare).

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“Shakespeare in the Park” nell’arena a Central Park

Nell'East Village, presso il Paradise Factory (64 E 4th Street), sta avendo luogo in questi giorni, fino al 12 luglio, il Planet Connection Arts Festival, fatto di varie arti messe insieme per beneficenza. Il calendario è immenso e vi invito a consultarlo per saperne di più. Gli incassi vanno in parte a organizzazioni not-for-profit scelte dagli artisti.

Tornando un attimo al teatro lussuosamente prodotto, ovviamente da non mancare, per chi non abbia mai fatto questa esperienza, è Shakespeare in the Park nell'arena a Central Park. Biglietti gratuiti, basta fare con grande pazienza la fila ogni giorno. C'è anche la lotteria, provare per vincere. Se non volete vedere The Tempest, diretto da Michael Greif con Sam Waterston e Jesse Tyler, e Cymbeline, diretto da Daniel Sullivan con Lily Rabe e Hamish Linklater, a Central Park e in tutta la città ci sono produzioni shakespeariane di tutti i tipi, da quella fatta in un parcheggio (Shakespeare in the Parking Lot) a quelle organizzate nei vari parchi, incluso Central Park, sul prato.

Abbiamo accennato a Between the Seas Festival, diretto da Aktina Stathaki e dedicato alle arti mediterranee. Quest'anno l'appuntamento è dal 7 al 13 settembre, ne riparleremo, ma intanto segnatevelo sull'agenda.

 

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