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L’apertura della 72esima Mostra del Cinema di Venezia, tra red carpet e qualche polemica

La 72esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia brilla più dell’anno scorso e il marchio della crisi sembra essersi spostato un po’ più in là. Ritornano le feste altisonanti e ritornano i nomi di attori altisonanti, uno tra tutti Johnny Depp che anche se alcuni giurano di avere già visto al Lido dovrebbe invece sbarcare tra poche ore. E ritornano anche i battibecchi da inaugurazione 

Di fronte alla stazione ferroviaria di Venezia c’è un pontile più affollato degli altri: in fila in modo più o meno composto in molti attendono il vaporetto MC, un acronimo che si capisce in fretta appena compresa la destinazione. Ci sono anziani signori in frack, donne nel fiorire degli –anta indossano cappelli e giacche leopardate e si mischiano a giovani a loro modo eleganti con jeans strettissimi e valigioni in pelle nera. 

Che sia iniziata la 72esima Mostra del Cinema di Venezia lo si vede anche dai dettagli che affollano la città. L’aria glamour ti avvolge ancor prima di mettere piede al Lido, non importa se l’ora è quella del tramonto quando il red carpet fa il pieno di star o le 3 del pomeriggio: qualcuno che passeggia in vestito da sera ci sarà sempre. La 72esima edizione brilla più dell’anno scorso, l’aria è frizzantina e il marchio della crisi sembra essersi spostato un po’ più in là. Ritornano le feste altisonanti, in grado di coniugare moda e cinema organizzate da numerose riviste di moda, da L’Uomo Vogue all’immancabile Vanity Fair. Ritornano i nomi di attori altisonanti, uno tra tutti Johnny Depp che anche se alcuni giurano di avere già visto al Lido dovrebbe invece sbarcare tra poche ore. E ritornano anche i battibecchi da inaugurazione. 

"Sono un messicano che vive in Europa e mi sono sempre sentito il benvenuto. Vorrei che la stessa accoglienza fosse riservata qui in futuro a tutti i migranti". Sono parole importanti quelle di Alfonso Cuaron, il regista da sette Oscar presidente della giuria di quest’anno. In Sala Grande, durante la cerimonia di inaugurazione parla di attualità. Ma in platea, oltre al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, accompagnato da uno stuolo di sicurezza e Polizia, è seduto anche il chiacchierato sindaco di Venezia Luigi Brugnaro che si lascia scappare un: “Cuaron parla facile seduto su una poltrona di velluto, troppo comodo”. 

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Il Red Carpet

Poltrone di velluto, tappeti rossi e lustrini piacciono poco anche ai sindacati che immancabili hanno dato il benvenuto alla Mostra del Cinema con un corteo di protesta. Tema: il lavoro. Eppure il lavoro qui non manca, dietro a sfilate, prime e proiezioni in 8 diverse sale, c’è tutto un sottobosco di affari: è qui che direttori di produzione di film, fiction e televisione si danno appuntamento per stringere nuove alleanze. Per questo non stupisce vedere attori famosi, ma non nel cast dei film in calendario, presenziare eventi e cene, anche senza voler dare troppo nell’occhio.

Nonostante la madrina di questa edizione, la modella italo-egiziana Elisa Sednaoui, dia nell’occhio lei per tutte, i protagonisti indiscussi rimangono i film. Accoglienza tiepida per il freddo Everest del regista e attore islandese Baltasar Kormákur, che racconta una disastrosa spedizione sull’Everest avvenuta nel 1996 basandosi sul libro Aria sottile, scritto nel 1997 da Jon Krakauer. Molto più applaudito Spotlight, trasposizione cinematografica di un’inchiesta giornalistica che a Boston smascherò una fitta rete di pedofilia interna alla Chiesa, una sorta di watergate cattolico del 2002 che non necessita di effetti speciali. C’è chi in Beasts of No Nation ha già intravisto un papabile Leone d’Oro e chi si aspettava di più dal film australiano in concorso Looking for Grace

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Un momento della conferenza stampa di Spotlight

Si salta da una proiezione all’altra, gli spettatori più allenati arrivano a 5 film al giorno e finché esci da una sala e vai a metterti in fila per il film che inizierà tra venti minuti, in lontananza senti cori accorati. Sono quelli dei fan che sostano all’ombra delle transenne fin dal mattino pur di riuscire a strappare un autografo al loro beniamino. L’attore Stanley Tucci (nel cast di Spotlight) viene ribattezzato “Il Diavolo veste Prada”, per la sua partecipazione a uno dei film più osannati dalle fashion victims. Mark Ruffalo scherza facendo finta di essere trattenuto dalla security finché si allontana dai tanti che lo acclamano. Alessandra Ambrosio, modella brasiliana diventata famosa per le sue sfilate per il marchio Victoria’s Secret, non disdegna selfie con chi la osanna. Manda baci ai fotografi Maria Grazia Cucinotta, sul parterre dell’inaugurazione. Osa una delle sue prime uscite pubbliche Monica Maggioni, la neo presidente Rai. Ci sono anche Daniela Santanchè e Marina Ripa di Meana con un improbabile cappellino a ragno in testa. Verrebbe da cantare “non manca più nessuno, solo non si vedono i due liocorni” e i liocorni del caso sono Johnny Depp e l’attesissimo Vasco Rossi, che dovrebbe fare capolino a fine settimana prossima per un documentario a lui dedicato. 

Se è buono l’avvio della Mostra del Cinema, ora l’incognita maltempo potrebbe portare nubi nere sul jet set, non tanto per le pieghe ai capelli delle attrici, pronte ad essere fatte e disfatte da team d’eccezione, ma i temporali previsti per il fine settimana potrebbero seriamente compromettere l’afflusso di spettatori, visto che in caso di maltempo Venezia si blocca. “Speriamo di no”, dicono gli organizzatori delle feste dei vip, quasi tutte previste in location all’aperto. 

Di altro parere sono i controllori dei vaporetti, che maltempo o no, a pochi minuti dall’inaugurazione della Mostra già dicevano tra di loro in dialetto veneto, scrollando le spalle: “No vedo l’ora de finir”. 

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