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007 Spectre: inseguendo James Bond tra le strade di Roma

Nell'attesissimo Spectre, 24° film della serie di 007, James Bond arriva per la prima volta a Roma che diventa scenario di adrenalinici inseguimenti con tanto di tuffo nel Tevere, prima di ripartire per un viaggio intorno al mondo, da Londra al Sahara passando per i ghiacciai del Tirolo e Città del Messico

Il 5 novembre è uscito in Italia l'attesissimo Spectre, il 24° film della serie di 007 nonché ultimo dei quattro contrattualizzati con Daniel Craig, sesto volto di Bond dopo Sean Connery, George Lazenby, Roger Moore, Timothy Dalton e Pierce Brosnan. Nel cast, fra gli altri, Christoph Waltz e Ralph Fiennes, oltre a due immancabili bellezze: Monica Bellucci e Lea Seydoux. 

Le spettacolari location per 007 non sono certo una novità: nei suoi 50 anni di carriera cinematografica (ma secondo la biografia scritta dallo stesso Fleming il personaggio è nato nel 1924) la spia più sexy che sia mai esistita oltre a donne e omicidi ha collezionato viaggi fantastici.

Fra le location italiane la più gettonata è da sempre Venezia, primo set nostrano in From Russia with Love, che appare poi in altri due film. Dopo di lei la Costa Smeralda (The Spy Who Loved Me), Cortina d’Ampezzo (For Your Eyes Only), il Lago di Como (Casino Royale), Siena e Talamone (Quantum of  Solace). 

posterCon Spectre James Bond arriva finalmente a Roma e in qualche altra notevole destinazione, tutto merito del designer di produzione e location scout Dennis Gassner. Ma andiamo con ordine. Nelle prime inquadrature troviamo Bond a Città del Messico, nel bel mezzo di una scenografica parata di scheletri, circondato da carri e maschere allegoriche nel Dia de los muertos. Una lunga apertura che culmina nel primo rocambolesco corpo a corpo del film, seguita dagli altrettanto favolosi titoli di testa, sulle note di Writings on the wall di Sam Smith: pochi minuti che di per sé quasi valgono il costo del biglietto. 

Poi si riparte da Londra, ma la calma contenuta del quartier generale è solo una tappa di decompressione verso la prossima destinazione del tour: Roma, finalmente! Per la prima volta la capitale italiana diventa scena del film più straordinario – e probabilmente più costoso – della serie. Colosseo, Porta Pia, San Pietro, Lungotevere, Eur…. sono tanti gli scorci che fanno da sfondo agli inseguimenti fra Aston Martin e Jaguar (se ne vedono due, ma pare ne siano state usate quindici in tutto). Riuscire a riconoscerli nei pochi secondi concessi a ciascuna inquadratura è un gioco divertente e non poi così semplice, provare per credere!

Il Museo della Civiltà Romana, per l'occasione trasformato nel cimitero del Verano, con tanto di lapidi con nomi italiani, è piuttosto straniante, mentre fra i vicoli di Borgo e Piazza Navona, davanti alle immagini che sfrecciano a 160 chilometri orari, ci si chiede come sia stato possibile per gli stuntmen uscirne indenni e senza causare danni ingenti ai beni architettonici romani. Di certo quello sugli argini del Tevere è uno dei più tachicardici inseguimenti in auto mai visti, ed è obiettivamente difficile non rimanere incollati allo schermo guardando la città che scorre nei fotogrammi a quella velocità. O davanti al coupe de theatre della nuova vettura di Bond che finisce sul fondo del fiume, mentre lui, impeccabilmente vestito, atterra sereno sul lungotevere.

Per effettuare le riprese interi quartieri hanno dovuto essere chiusi al traffico, per lo più in orari notturni. Per la grande riunione dell'organizzazione Spectre, che sembra svolgersi sul Gianicolo, è stata invece utilizzata la ricostruzione di un edificio ispirato alla Reggia di Caserta, negli storici Pinewood Studios britannici.

ICELasciandosi alle spalle la conquista romana, che ha l'intramontabile fascino di Monica Bellucci, Bond riparte sulle tracce del nemico per atterrare in un altro luogo magnifico: le nevi di Sölden, nel Tirolo austriaco. In un panorama di un bianco assoluto 007 scende dalla futuristica stazione di una cabinovia ed entra ad incontrare la Bond Girl di turno, la bionda Madeleine Swann (Lea Saydoux) in una asettica Hoffler Klinik, ambientata nell'edificio che accoglie il ristorante ICE-Q. È proprio questo posto che ha fatto decidere il regista Sam Mendes per Sölden, scartando le Alpi Svizzere: ingegnosa opera costruita solo nel 2013, 900 metri quadrati di facciate di vetro con vista mozzafiato sulle Alpi dell‘Ötztal, ICE-Q è uno strabiliante gioiello architettonico a bassissimo impatto ambientale. Ha l'estetica perfetta per il set (anche se in postproduzione è stato ampliato) ed è opportunamente circondato da spazi favolosi per girare le scene d‘azione tra inseguimenti e sparatorie: 145 chilometri di piste e una lunga strada panoramica che attraversa il ghiacciaio.

Un lavoro anche in questo caso impegnativo, quello degli stuntmen, possibile solo in una località con una grande ricettività turistica in grado di accogliere le oltre 500 persone della crew e già collaudata per ospitare sport estremi. Senza contare che lo stesso Ian Fleming pare abbia imparato a sciare da queste parti.

Altra chicca del film, la conclusione dell'inseguimento fra i ghiacci a Obertilliach: un villaggio di 687 anime il cui centro è tutelato dai beni culturali. Qui una intera stalla, indispensabile per un momento clou della scena, è stata appositamente trasportata dalla regione austriaca della Stiria e rimontata integralmente.

Se per Roma si parla di un introito di centinaia di migliaia di euro per la sola occupazione di suolo pubblico, il Tirolo ha ufficialmente pubblicato i propri dati: 8,9 milioni di euro sono stati spesi dalla produzione nei 31 giorni di riprese fra vitto, alloggio e trasporti. Un notevole indotto anche in termini di impiego, per una produzione che ha visto coinvolte 460 maestranze locali, oltre ai circa 600 operatori internazionali.

Numeri più che significativi, che si sommano all'eco pubblicitaria per località che vivono anche e soprattutto di turismo (oltre a quelle già citate anche il Marocco, con Tangeri e il deserto del Sahara, sfondo esotico di un'ulteriore sviluppo del film). Il cinema si conferma insomma un’affascinante modalità di viaggio, ma anche indiscutibilmente un'industria efficiente, capace di generare economie e sviluppare interessi collaterali. Motivi in più per frequentare le sale e regalarsi due ore e cinquanta di adrenalinico svago. Non ve ne pentirete, parola di Bond, James Bond.

 

007 Spectre è nelle sale italiane dal 5 novembre e in quelle americane dal 6.

 

Guarda il trailer del film>>

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