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Make in Italy: 50 anni di innovazioni italiane in mostra a New York

di La VOCE di New York

Dal 13 al 25 novembre 2015, Make in Italy: 50 Years Of Italian Breakthroughs mette in mostra a New York il meglio dell'innovazione italiana negli ultimi 50 anni; allestita all'Istituto Italiano di Cultura, l'opening della mostra sarà il 12 novembre con il dibattito What’s Next for Italian Creativity in Technology?

Una vetrina di prodotti d'avanguardia concepiti e sviluppati in Italia o da italiani negli ultimi 50 anni. Questa la mission di Make in Italy – 50 Years Of Italian Breakthroughs, la mostra incentrata sull'evoluzione dell'innovazione italiana, che parte dal 1965, anno in cui alla Fiera Mondiale di New York fu presentato il primo personal computer della storia firmato Olivetti (la Programma 101, noto anche come P101) e arriva al 2015, con la prima macchina espresso spaziale, in un percorso che attraversa i decenni.

La mostra, infatti, rappresenta ogni decade non solo attraverso gli oggetti che hanno fatto la storia, ma anche i documenti storici e le fotografie per illustrare il background sociale ed economico che ha caratterizzato i diversi periodi storici.

Resa possibile grazie alla generosità di Peter S. Kalikow e la collaborazione con Lavazza, Olivetti, e con il Consolato Generale d'Italia a New York, il Comitato Patrimonio e Cultura Italiana di New York e l'Istituto Italiano di Cultura di New Yor, la mostra è un progetto di Make in Italy Foundation cdb, che debutterà proprio a New York il 12 novembre 2015, con un evento di inaugurazione che prevede il dibattito What’s Next for Italian Creativity in Technology?, moderato dai curatori della mostra, Maria Teresa Cometto e Riccardo Luna, e al quale prenderanno parte Massimo Banzi (co-fondatore del progetto Arduino), David Avino (fondatore di Argotec), Riccardo Delleani (CEO di Olivetti) e Alessandro Piol (co-fondatore di AlphaPrime Ventures).

Questi gli exhibition highlights:

P101: il primo PC

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Il microchip Intel 4004

Il primo personal computer della storia non è stato concepito nel garage di Steve Jobs, il fondatore della Apple, ma 12 anni prima in quello di una villa a Pisa, nel quartiere periferico di Barbaricina, da Olivetti, un produttore italiano di macchine da scrivere. Pur essendo innovativo, il design del P101 è stato ben completato alla fine del 1964 e nell'ottobre del 1965 la macchina rivoluzionaria è stata presentata a New York. Il mercato statunitense ha acquistato la quasi totalità dei 44.000 P101 fatte da Olivetti a $3.200 al pezzo; soltanto la Hewlett-Packard ne ha comprato un centinaio e copiato le caratteristiche più innovative (come la scheda magnetica) per i propri dispositivi.

Intel 4004: il primo microchip

La Intel 4004 è stato il primo microprocessore disponibile in commercio, o "computer su un chip" della storia. Sviluppato nel 1971 da Federico Faggin, un fisico che lavorava nella Silicon Valley e che aveva inventato la Silicon Gate Technology (SGT), cruciale per la produzione circuiti logici piccoli e più affidabili. Nella Intel, Faggin ha usato la sua tecnologia SGT per sviluppare il microchip. Oggi i microprocessori vengono impiegati praticamente ovunque, dai più piccoli sistemi embedded e smartphone ai più grandi supercomputer.

ISSpresso: la prima macchinetta espresso spaziale

Lo scorso maggio, a bordo della International Space Station (ISS), l'astronauta italiana Samantha Cristoforetti si è bevuta il primo caffè spaziale, un'operazione resa possibile grazie alla ISSpresso, il primo sistema della storia per la preparazione del caffè espresso nello spazio. Questa innovativa macchinetta da caffè è stata sviluppata da David Avino, fondatore di Argotec, una società di ingegneria e software aerospaziale, specializzata nella formazione degli astronauti, insieme a Lavazza, marchio leader in Italia per la produzione di caffè. Pensata per fornire caffè e altre bevande a chi lavora in orbita, e quindi migliorare i confort a bordo, l'innovazione della ISSpresso potrebbe portare allo sviluppo di prodotti nuovi e migliorati anche per i terrestri.

Arduino: il re dei creativi

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L’astronauta Samantha Cristoforetti alle prese con la ISSpresso

Ispirato dalla filosofia che ha portato alla P101, Arduino è una piattaforma di prototipazione open-source basata su hardware e software facili da usare. Arduino è capace di interpretare gli inputs, come per esempio la pressione di un dito su un pulsante, e trasformarli in azioni, per esempio l'attivazione di un motore. La piattaforma è stata creata nel 2005 da Massimo Banzi, e quattro suoi collaboratori, per gli studenti dell'Interaction Design Institute, pensata come uno strumento facile da usare da chi no ha un background in elettronica e programmazione per la prototipazione rapida. Arduino deve il suo nome all'Antica Caffetteria Arduino, il bar dove Banzi e i suoi compagni hanno trascorso molte notti a discutere del progetto, e ora viene utilizzata da una comunità mondiale di studenti, artisti, programmatori e professionisti.

Olivetti 3D-S2: Ivrea, la Silicon Valley d'Italia

Olivetti, la società che ci ha regalato il primo personal computer, si reinventa, abbracciando la rivoluzione della produzione digitale e la filosofia digitale di condivisione e collaborazione. Il mese scorso la società ha annunciato il lancio della sua prima stampante 3D, uno strumento al servizio delle piccole e medie imprese, per realizzare prototipi e sviluppare nuovi prodotti in modo veloce ed economico. Olivetti 3D-S2 sarà prodotta interamente in Italia con una tecnologia che è tutta italiana. Sviluppata in collaborazione con Gimax, leader nel settore dell'automazione industriale, la stampante utilizzerà proprio Arduino, la piattaforma open source che, da Ivrea, ha rivoluzionato il mondo della produzione.


La mostra è aperta al pubblico dal 13 al 25 novembre 2015 (Lunedì – Venerdì 10.00-5.00) all'Istituto Italiano di Cultura di New York (686 Park Avenue).

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