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Deadpool, supereroi di routine

Nelle sale americane dal 12 febbraio, Deadpool arriva in Italia il 18

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Quando si tratta di interpretare ruoli simpatici e vagamente sbruffoni Ryan Reynolds sa tirare fuori il mestiere. E in Deadpool si sbizzarrisce in sproloqui retorici di rara bassezza. Ed è la cosa migliore del film

Dopo una prima, infausta apparizione nel dimenticabile primo spin-off dedicato a Wolverine, ora anche il Deadpool interpretato da Ryan Reynolds ha avuto il suo film da protagonista assoluto. L’idea di riportare sul grande schermo il più irriverente, sboccato, incontenibilmente volgare dei mutanti è senz’altro apprezzabile, anche perché divertirsi con un film d’azione ed effetti speciali destinato al solo pubblico adulto è un qualcosa che mai avremmo osato sperare, soprattutto visto che questo tipo di operazioni commerciali è sempre più destinato a spettatori più giovani.

Se dunque Deadpool rappresentava motivo di interesse, grazie anche alla sapienza di precedenti trailer tutti intriganti, purtroppo il risultato finale non si dimostra all’altezza delle aspettative. Fin dai primi minuti infatti il film diretto da Tim Miller mostra il fiato corto, costruito su una storiella che è poco più di un canovaccio. Anche se la trovata di raccontarla a ritroso attraverso l’uso di numerosi flashback movimenta il ritmo della narrazione, la trama principale proprio non possiede il respiro per regalare a Deadpool quell’epica che un film di supereroi comunque dovrebbe possedere. E così il lungometraggio si dipana ben presto, troppo presto, attraverso una serie di scene che servono soltanto per consentire al protagonista di scatenarsi in una serie di acrobazie fisiche e soprattutto linguistiche di consumata efficacia. L’effetto è divertente all’inizio ma alla lunga il meccanismo diventa piuttosto ripetitivo.

Ryan Reynolds non è la star hollywoodiana con il maggior bagaglio attoriale, e lui è il primo a rendersene conto. Ma quando si tratta di interpretare ruoli simpatici e vagamente sbruffoni il suo mestiere lo tira fuori. Figuriamoci allora se come in questo caso può sbizzarrirsi in una serie di sproloqui retorici di rara bassezza. Ecco allora che il suo Deadpool alla fine è la cosa migliore del film, non tanto quando deve menare le mani quanto piuttosto nei momenti in cui non trattiene la sua linguaccia biforcuta.

Per il resto il film, visivamente non molto spettacolare, anzi forse addirittura stiracchiato negli effetti speciali, è un prodotto di routine confezionato con eccessiva superficialità. Con un piglio maggiore ne sarebbe potuta venire fuori una piccola chicca cinematografica “per adulti”. Peccato.

Da venerdì 12 nelle sale americane. Il film uscirà invece in Italia il prossimo 18 febbraio.

Guarda il trailer di Deadpool>>

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