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Gloria Steinem: Trump è un disastro ma anche punto di svolta per gli USA

A Bologna la celebre attivista americana per i diritti civili ha difeso quelli delle donne calpestati nel mondo

Premiata al recente Biografilm, Gloria Steinem ha portato a Bologna in anteprima un episodio del documentario "Woman with Gloria Steinem”, prodotto da Amy Richards: "Il corpo femminile viene continuamente violato in tutto il mondo. Non c'è differenza tra nord e sud, tra ceti poveri e ceti ricchi... Trump un pericolo per la democrazia, tuttavia con lui si scuote anche la coscienza politica degli americani"

Gloria Steinem, 83 anni attivista per  diritti civili, è  tra le leader femministe più celebri e attive nel mondo. Al Biografilm Festival 2017 ha ricevuto il Celebration of Lives Award, riconoscimento accordato alle figure capaci di lasciare un segno nella storia contemporanea. I suoi articoli per il New York Magazine sono tra le fonti più attendibili per cercare di comprendere la cultura statunitense.

Nella sua vita ha protestato contro la guerra del Vietnam e difeso l’aborto. Ha intervistato John Lennon e contestato l’apartheid. Ha prodotto film per la tv e nel 1972 ha dedicato a Wonder Woman la copertina di Ms., la storica rivista delle femministe americane, usando lo slogan “Wonder Woman for President”.  Ma non è finita qui. Ha sconfitto il cancro e sfidato il business della pornografia. È comparsa in The Good Wife e in un video di Jennifer Lopez. Lei, intanto, continua a fare politica, voce squillante del movimento femminile contro Donald Trump e della lotta alla discriminazione.

A Bologna ha portato in anteprima un episodio del documentario “Woman with Gloria Steinem”, prodotto da Amy Richards, lo scorso maggio a New York. Si tratta di otto storie che raccontano il problema della violenza sulle donne in tutto il mondo. L’episodio ambientato in Pakistan diretto da Sharmeen Obaid-Chinoy . Qui il ruolo della donna è marginale, funzionale alla riproduzione e destinato a sopportare varie forme di discriminazione. Spesso sono vittime di estremisti religiosi e violenti, abbandonate da uno Stato che fa fatica a implementare le poche leggi a loro favore, e discriminate da un sistema educativo in pessime condizioni. Quasi mezzo milione delle ragazze iscritte non frequenta la scuola con l’assiduità necessaria. 

“Il progetto è nato in Sicilia, durante uno dei campi-idee organizzati da Google”, ci dice Steinem. “In quell’occasione ho ripetuto ancora una volta che il corpo femminile viene continuamente violato in tutto il mondo e, nel caso di conflitto etnico o di guerre. Non c’è differenza tra nord e sud, tra ceti poveri e ceti ricchi, tra paesi avanzati e paesi in via di sviluppo. Si tratta di una piaga capillare e silente”.

Gloria Steinem nel 1972

In Zimbabwe il fenomeno delle spose bambine tocca il 31% delle minori. Ma nel mondo attualmente oltre 700 milioni di donne si sono sposate prima del 18° anno di età e circa 250 milioni ha contratto il matrimonio prima dei 15 anni. In Canada  le donne sono vittime di un’impressionante serie di omicidi e di un traffico sessuale senza precedenti.

Secondo Steinem nel passato deve essere accaduto qualcosa che ha cambiato radicalmente i rapporti tra donne e uomini. “Nei millenni è andata gradualmente affermandosi  un sistema in cui il genere è diventato pretesto per stabilire gerarchie ingiustificate e dove il potere maschile ha trovato la sede naturale per riaffermarsi in tutta la sua brutalità”.

Il rapporto annuale della Divisione Popolazione del Dipartimento delle Nazioni Unite per gli Affari Economici e Sociali, che misura la distribuzione sul pianeta tra uomini e donne, rivela che oggi, per la prima volta nella storia dell’umanità, ci sono più uomini che donne. “Tra i principali fattori c’è  la discriminazione contro le donne”. Steinem ci parla di un libro uscito in America con il titolo Sex and World Peace. “Attraverso l’analisi di una grande mole di dati e informazioni sulla violenza contro le donne, gli autori hanno dimostrato che spesso si tratta di violenza fine a se stessa. Non c’entra la religione, la povertà, ma è semplicemente usata per esprimere un desiderio di controllo, dominio e possesso sull’altro”.

Durante le riprese del film, l’attivista americana ha intervistato non solo le vittime ma anche i carnefici. “Ebbene ho scoperto che chi commette violenza contro le donne si sente autorizzato a farlo in base a regole culturali non scritte e nella totale convinzione che sia l’unico modo per sottometterle al volere del maschio. Negli Stati Uniti il numero delle donne uccise dai propri mariti e fidanzati è in continua crescita e con Donald Trump la situazione potrebbe peggiorare”.

Sul nuovo presidente degli Stati Uniti, che ha regolarmente insultato, sminuito, sessualizzato e stereotipato le donne, Steinem non ha dubbi. “E’ un disastro, un pericolo per la democrazia americana. Tuttavia la sua nomina a presidente è servita a scuotere la coscienza politica degli americani. Sembra aver infatti avviato una ‘golden age’, un’era d’oro per  l’attivismo nel Paese. Stiamo assistendo a un’ondata di partecipazione che non ha precedenti nella nostra storia. Quello che voglio dire è che la misoginia di Trump ha rappresentato un fattore galvanizzante per il femminismo”.

Nel giorno della Marcia delle Donne, oltre due milioni e mezzo di persone sono scese in piazza negli Stati Uniti e nel resto del mondo per affermare il proprio sostegno ai diritti delle donne e delle minoranze. “Tuttavia è anche importante sottolineare che l’elezione di Trump è il risultato del nostro sistema elettorale molto discutibile”.

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