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Venezia 74, in “Brutti e cattivi” la disabilità non ferma il cinismo dell’uomo

Il video-incontro con il regista Cosimo Gomez e il suo cast, in concorso alla 74esima Mostra del Cinema di Venezia

di Monica Straniero e Stefano Amadio
"Il fatto che i nostri eroi abbiano delle disabilità è un dato, ma quello che fanno è sostanzialmente ciò che fa ognuno di noi: lottano per un obiettivo". Così Cosimo Gomez spiega il suo film, che narra delle vicissitudini di un gruppo di persone con disabilità, dove materialismo ed emozioni, cattiveria e cinismo si intrecciano in un vortice di eventi e tradimenti

Disabili brutti e cattivi a Venezia 74.  Ogni essere umano può essere cinico, cattivo e spietato. Una regola che vale anche per i disabili, verso il quale sono più frequenti, per convenzione sociale, atteggiamenti di pietismo.

Non si riesce infatti ad avere pena per i protagonisti di “Brutti e Cattivi”, il film d’esordio di Cosimo Gomez, in concorso a Orizzonti a Venezia 74 e nelle sale italiane dal 19 ottobre. Il Papero (Claudio Santamaria) è nato senza gambe, Ballerina (Sara Serraiocco) non ha le braccia ma si trucca, dipinge e fa sesso con i piedi, Plissé (Simoncino Martucci), un nano rapper, è specializzato ad aprire casseforti, mentre il Merda (Marco D’Amore) è un rasta tossicodipendente. Ma le disabilità per questo gruppo di “cialtroni ed infami” sono solo dettagli. Per loro non ci sono ostacoli. Dopo una rapina in banca, le cose si complicano. Ogni componente di questa banda di freak sembra avere un piano personale per tenersi il malloppo. Tutti fregano tutti senza nessuna pietà. Parte una girandola di tradimenti incrociati, esecuzioni sanguinose e cruente vendette.

Gomez non gioca certo di sottrazione in un questa dark comedy intelligente e bizzarra, che non si pone dubbi sul politically correct, anche se a volte pecca di toni eccessivi per rappresentare la realtà degli emarginati.

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