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“A Ciambra”, il film ambientato a Gioia Tauro candidato per gli Oscar 2018

La pellicola, del regista Jonas Carpignano, è stata designata dalla commissione ANICA per rappresentare l'Italia a Los Angeles

Pio Amato in una scena tratta dal film "A Ciambra", di Jonas Carpignano

"Sotto shock per l'emozione": commenta così, a caldo, Jonas Carpignano, il 33enne regista del film che racconta le vicissitudini di una famiglia rom a Gioia Tauro, nell'estrema periferia della Provincia di Reggio Calabria. Un film che "La Voce di New York" aveva già elogiato a maggio, quando era risultata essere tra le migliori del Festival Cinematografico Cannes 70

Gioia Tauro e una famiglia nomade della provincia di Reggio Calabria, possibili protagonisti nella notte degli Oscar 2018 a Los Angeles: al regista Jonas Carpignano deve ancora sembrare un sogno. E invece è tutto vero: A Ciambra, il secondo film del 33enne cineasta italoamericano di padre italiano e mamma afro-americana, cresciuto tra Roma e New York, è stato infatti designato dalla commissione dell’ANICA a rappresentare l’Italia agli Oscar 2018, nella corsa come miglior film in lingua non inglese. Dopo il successo di Mediterranea, quando nel 2015 Jonas Carpignano aveva sorpreso il pubblico con una pellicola profonda e vera sulla traversata in mare di due giovani africani, A Ciambra raccoglie l’eredità di Fuocoammare di Gianfranco Rosi, il film-documentario ambientato a Lampedusa che era stato scelto come candidato italiano per il 2017.  Stavolta è toccato invece alla pellicola di Carpignano, prodotta da Martin Scorsese: un viaggio toccante ma equilibrato tra le vicissitudini di una famiglia nomade a Gioia Tauro, nell’estrema periferia della provincia di Reggio Calabria: “Sotto shock per l’emozione, grazie alla mia comunità e a Scorsese”, le prime parole del regista 33enne.

Che la pellicola fosse destinata ad essere altamente apprezzata, l’inviato de La Voce di New York a Cannes lo aveva capito fin da subito a maggio, dopo averla visionata al festival cinematografico Cannes 70: la storia del piccolo Pio Amato infatti, un ragazzino rom dalla voglia matta di diventare adulto, diviso tra maturità e innocenza, famiglia e amicizia, è forte. E forte è l’equilibrio che nella pellicola si crea tra il realismo del contesto e leggerezza dell’età, e nel raccontare le vicissitudini del piccolo Pio. Un ragazzino che nel suo percorso si trova davanti a un bivio: scegliere tra l’amicizia sincera di un ragazzo africano, ospite del famigerato centro di Rosarno, e la permanenza nel degrado della Ciambra, quartiere malfamato di Gioia Tauro.

La commissione che ha scelto A Ciambra, istituita presso l’ANICA su richiesta dell’Academy Award, era composta da Nicola Borrelli, Cristina Comencini, Carlo Cresto-Dina, Felice Laudadio, Federica Lucisano, Nicola Maccanico, Malcom Pagani, Francesco Piccolo. Erano 14 i film italiani distribuiti sul territorio nazionale tra il 1° ottobre 2016 e il 30 settembre 2017 che si sono proposti per rappresentare l’Italia. Gli altri erano Cuori puri di Roberto De Paolis, L’equilibrio di Vincenzo Marra, Una famiglia di Sebastiano Riso, Fortunata di Sergio Castellitto, Gatta Cenerentola di Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Marino Guarnieri e Dario Sansone, Ho amici in paradiso di Fabrizio Maria Cortese, L’ora legale di Salvatore Ficarra e Valentino Picone, L’ordine delle cose di Andrea Segre, Sicilian ghost story di Antonio Piazza e Fabio Grassadonia, La stoffa dei sogni di Gianfranco Cabiddu, La tenerezza di Gianni Amelio, Tutto quello che vuoi di Francesco Bruni, La vita in comune di Edoardo Winspeare. La cerimonia degli Oscar si terrà a Los Angeles il 4 marzo 2018.

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