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7 curiosità sul regista del film “I Siciliani”, Francesco Lama

Chi è Francesco Lama? Conosciamolo meglio in attesa della prima nordamericana, prevista per il 7 e 8 novembre

Il regista Francesco Lama

Un "istintivo sognatore", un vero siciliano ("Quando scrivevo una scena, mi rendevo conto che mi rivedevo sempre di più"), un regista che ama il film come se fosse un figlio ("Per questo non lo taglierei, nonostante i commenti"): è questo Francesco Lama, regista della pellicola "I Siciliani", che sarà presentata a novembre alla Casa Italiana NYU Zerilli-Marimò e alla Montclair State University

Di siciliani che hanno conquistato l’America ne abbiamo raccontato spesso. Oltre un milione di oriundi siculoamericani –  in dialetto, siculumericani – infatti si trovano oggi negli Stati Uniti, con una grande concentrazione nell’area di New York. Appare quindi scontato che la “prima” americana del film documentario I Siciliani di Francesco Lama fosse proprio qui, a New York.

Il regista Francesco Lama (a destra) con Maria Grazia Cucinotta

Dopo essere stato presentato lo scorso anno al Festival del Cinema di Taormina,  I Siciliani arriva in America con un doppio appuntamento: il 7 novembre alla Casa Italiana Zerilli-Marimò della New York University e l’8 novembre alla Montclair State University (Italian Program, Departmet of Modern Languages and Literatures). Dopo la proiezione del film, in entrambe le università, il regista Francesco Lama sarà presente con la madrina del film, Maria Grazia Cucinotta, per un Q&A. Ma chi è Francesco Lama? Il regista che ha voluto raccontare del suo popolo e di tutte le diverse anime della sua Sicilia o non solo? Lo abbiamo intervistato chiedendo direttamente a lui, in attesa della prima americana della sua pellicola. Ecco le 7 curiosità che dovete sapere per conoscere Francesco Lama

1. La sua carriera è iniziata nel giornalismo, per modo di dire…
“Da giovane, cioè più giovane di adesso, facevo il giornalista free lance, che adesso si chiama così ma venticinque anni fa in Sicilia si chiamava “tu scrivi il pezzo, poi vediamo se lo pubblichiamo”. Infatti scrivevo tre o quattro articoli al giorno e non ne pubblicavano nessuno, ma sono stato testardo e sono riuscito a farlo. Collaboravo con i maggiori quotidiani della Sicilia, non esistevano internet e neanche gli smartphone, solo il fax che neanche possedevo, quindi immaginate un pò! Ma è stata una bella esperienza che mi ha formato tanto”.

2. Si definisce sognatore
“Sono istintivo, vengo definito a volte folle, perché se decido di fare una cosa, cascasse il mondo devo riuscirci. Il mio è un lavoro complesso, ma bello. Riassumendolo in una parola, il mio è il lavoro del ‘sognatore’”.

3. La prima inglese del film documentario è stata al BAFTA (British Academy Film and Television Awards)
“Nel 2016 ho vissuto l’esperienza di presentare il mio ultimo film I Siciliani a Londra nel prestigioso tempio del cinema britannico, il Bafta. Me ne sono accorto che ero là dopo che è finito tutto, perché me lo ha fatto notare una giornalista: è stata una bella ed emozionante esperienza”.

4.  La musica è importante quanto il testo
“Le colonne sonore sono parte integrante dei miei lavori, esiste sempre un po’ di Sicilia, o a volte tanta Sicilia, li scelgo sia testi che musiche con i miei musicisti che ormai sanno ciò che voglio. La colonna sonora è importante perché ti porta a comprendere pienamente il film”.

5. Conta la bellezza del film, non il successo del mercato
“Non ho un idolo cinematografico o un film in particolare, a me piacciono i film belli, i film che mi lasciano qualcosa, e gli attori o attrici che con il loro sguardo mi colpiscono, mi dicono già tutto. Forse sono un regista anomalo, non mi interessa il mercato, non faccio delle cose sol perché mi portano soldi, ma li faccio perché in quel momento è quello che voglio raccontare e lo faccio con tutto me stesso. Raccontare, sì raccontare e sognare, questo è il mio lavoro”.

Il regista Francesco Lama

6. Più siciliano di così…
“Sono siciliano! Con questo film documentario ho scoperto ancora di più di esserlo, perchéquando scrivevo una scena, o quando in studio la montavo, mi rendevo conto che mi rivedevo sempre di più. D’altronde ho cercato di raccontare il mio popolo così com’è, con pregi e difetti, e quindi non posso assolutamente escludermi, perché da siciliano e da umano sono pieno di pregi e di difetti”.

7. Un film è come un figlio: si ama incondizionatamente, nonostante i commenti
“In tanti mi dicono che il film è bello, emozionante e che fa molto riflettere. E poi mi dicono: “Ma perché dura due ore, non puoi togliere 15 minuti? Se lo tagli viene un capolavoro!”.
E io a questo rispondo sempre così, adesso come la prima volta: “Un film è come un figlio, lo ami sempre, lo ami in qualsiasi modo e in qualsiasi situazione, perché l’amore per un figlio è supremo e meraviglioso. E per me, ecco, un film è la stessa cosa: quindi non posso tagliarlo, anche perché non era mia intenzione fare un capolavoro!”.

AVVERTENZA: la visione del documentario che doveva avvenire il  7 e 8 novembre per motivi personali e inaspettati del regista, é stata rinviata. Vi faremo sapere la data e il giorno …

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