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Il cinema senza confini di Michelangelo Antonioni colora il MoMA di New York

Le personalissime pellicole del regista ferrarese, fatte di sperimentazione, astrattismo e colori, in mostra al Museum of Modern Art

Monica Vitti in una scena del film "Il Deserto Rosso", di Michelangelo Antonioni

La retrospettiva, che si terrà al MoMA dal 7 dicembre 2017 al 7 gennaio 2018, si apre con "Deserto rosso" e prosegue con i grandi capolavori di Michelangelo Antonioni, con i documentari poco conosciuti, con i film più intimi. Una retrospettiva organizzata da Joshua Siegel, curatore del dipartimento di cinema del Museum of Modern Art

Dopo oltre dieci anni torna a New York il cinema di Michelangelo Antonioni, in una grande retrospettiva che si terrà al MoMA a partire dal 7 dicembre 2017. Quaranta film, in pellicola e in digitale, versioni restaurate che restituiscono al meglio il cinema superlativo del regista ferrarese, autore per eccellenza del cinema italiano, tra i più grandi di tutta la storia del cinema.

Un cinema personalissimo il suo, lontano da ogni moda e tendenza eppure con le preoccupazioni sociali del neorealismo e le innovazioni delle avanguardie, immerso in quel cinema d’autore che in quegli anni, che ora sembrano irrimediabilmente lontani, non aveva confini e i confini anzi li attraversava con l’arte prima che con il box office, un cinema che si chiamava Bergman, Godard, Scorsese e naturalmente Michelangelo Antonioni.

Narrazione ellittica, sperimentazione, disperazione esistenziale, astrattismo, colore, incomunicabilità, queste tra le parole che più spesso vengono usate a indicare il suo cinema eppure sono le emozioni, trattenute nelle persone e riflesse dal paesaggio, ad essere forse il tratto più distintivo del cinema di Antonioni, è solo che lo spettatore ci deve arrivare attraverso la propria emozione, magari quella più nascosta e indecifrabile a parole, senza aggrapparsi a dialoghi o a schemi narrativi predefiniti. Insomma, ad ogni film Antonioni ci chiede di metterci del nostro.

La retrospettiva che si terrà al MoMA dal 7 dicembre 2017 al 7 gennaio 2018 si apre con Deserto rosso e prosegue con i grandi capolavori, con i documentari poco conosciuti, con i film più intimi: dalla trilogia dell’incomunicabilità – L’avventura, La notte e L’eclisse – fino a Chung Kuo-China, passando per La signora senza camelie, Il grido, Blow-Up, Zabriskie Point, Professione reporter, il film collettivo Eros e poi i documentari su Michelangelo Antonioni, primo fra tutti Fare un film è per me vivere, diretto nel 1995 dalla moglie Enrica Antonioni, che sarà presente al MoMA all’inaugurazione della rassegna il 7 dicembre.

La retrospettiva Michelangelo Antonioni è organizzata da Joshua Siegel, curatore del dipartimento di cinema del Museum of Modern Art, insieme a Camilla Cormanni e Paola Ruggiero per Istituto Luce Cinecittà.

Qui il programma completo della rassegna.

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