Cerca

SpettacoloSpettacolo

Commenti: Vai ai commenti

L’Italia arriva nell’atmosfera mistica del “lontano” Bollywood con Giorgia Vitali

La poliedricità della ballerina italiana la fa arrivare al "Mystic India: the World Tour", un incontro esplosivo tra tradizione indiana e modernità

La ballerina italiana Giorgia Vitali, dopo anni di esperienza internazionale ad altissimo livello, arriva nella compagnia "Mystic India: the World Tour", che porterà Bollywood in tutto il mondo, dalla Malesia al Sud Africa. L'aspetto più problematico? I "costumi tipicamente indiani. Non ne avevo mai indossato uno ed oltre ad essere pesanti ... risultano complessi in fase di vestizione".

L’India è un Paese con tradizioni usi e costumi conosciuti ed amati in tutto il mondo. I cibi, i colori, i suoni e le danze di questi luoghi, catturano la nostra fantasia e ci trascinano in atmosfere mistiche dense di suggestioni, sgargianti colori e musiche incalzanti. Una realtà profondamente differente da quella italiana, ma che trova oggi un punto di incontro attraverso uno degli spettacoli di danza più famosi al mondo Mystic India: the World Tour.

Attraverso una severa selezione di oltre 1000 ballerini, tenutasi a New York City lo scorso dicembre, viene scelta anche una ballerina italiana: Giorgia Vitali.

Diplomata alla Joffrey Ballet School, con borsa di studio al merito, Giorgia è una ballerina dallo straordinario talento, riconosciuto da scuole e coreografi di fama internazionale. Diplomata con lode al Peridance Capezio Center di New York, ha collaborato con coreografi come Margo Sappington, Guillermo Blinker, Archie Burnett, Candace Brown, Dionna PridGeon, Kim Holmes, Francesca Harper, Cheryl Copeland, Kevin Wynn ed Ephrat Asherie.

Il talento e la versatilità di questa ballerina la portano ad avere il ruolo di protagonista in diversi video musicali realizzati da artisti come Jansport J (musicista hip hop che vanta collaborazioni con artisti della scena internazionale come Snoop Dog, Blu e Freddie Gibbs), Shàri Màri, Ateller.

Ballando e collaborando assiduamente con il celebre coreografo Diego Funes, nel 2017 decide di dirigere personalmente il suo primo lavoro dal titolo “Rebirth – Rinascita” all’IDACO – Italian Dance Connection Festival.

Giorgia Vitali. (Foto di Maria Francesca Maretti)

La crescente popolarità della Vitali la porta nel cast del pluripremiato film/musical “Still Waiting in the Wings”, nel cui cast era presente la stella di Broadway Chita Rivera.

L’indubbio talento e il melting pot artistico, fatto di collaborazioni e contaminazioni in differenti ambiti artistici, tipico della città di New York, portano Giorgia Vitali a questo ultimo grande successo, entrando nella compagnia di danza AATMA Performing Arts di Mystic India insieme ad altre 7 ballerine e 8 ballerini.

Creato dal regista Amit Shah, questo spettacolo di danza Bollywood, stile nato in India, è acclamato a livello internazionale quale rappresentazione del passaggio dall’India antica a quella moderna e attuale.

Mystic India è un incontro inaspettato tra tradizione e modernità. Un’esplosione di colori, di suoni, di ritmi, di passi di danza allegri e vivaci. Il talento degli artisti in scena e le incredibili musiche trascinano gli spettatori nelle strade di Mumbai. Oltre mezzo milione di persone ha visto Mystic India: The World Tour da quando nel 2011 fu messo in scena per la prima volta. Tra Stati Uniti, Sud Africa, Svizzera, Canada, Bahrain e Cina. Definito dalla critica come un caleidoscopio di colori e bellezza dal The Weekly Voice e votato come “The Must-See Show of the Season” dal City and Shore Magazine.

Due delle 14 date previste solo negli Stati Uniti, nel tour del 2018, hanno avuto luogo a New York e in California, entrambe sold-out. La compagnia prevede un tour mondiale che coprirà anche Sud Africa, Malesia, Svizzera e Germania. Giorgia Vitali farà parte del cast per tutta la durata del tour.

“È una esperienza sicuramente emozionante e formativa. Non avevo mai frequentato lezioni di Bollywood prima”. Dice Giorgia. “Essere stata scelta è stata per me una sorpresa, ma anche la conferma che la mia poliedricità come ballerina è ancora in divenire e questo è motivo di continua ricerca e scoperta dei propri limiti e delle proprie capacità”.

“L’aspetto forse più problematico dell’inizio sono stati i meravigliosi costumi tipicamente indiani. Non ne avevo mai indossato uno ed oltre ad essere pesanti, a causa delle numerose decorazioni, risultano complessi in fase di vestizione. E con i tempi frenetici del dietro le quinte, alle volte ho avuto timore di non riuscire ad essere pronta ad entrare in scena per il pezzo successivo”.

Iscriviti alla nostra newsletter / Subscribe to our newsletter