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Lella Heins, il ponte artistico che da New York ha raggiunto Milano

In scena nel capoluogo meneghino, due brillanti commedie firmate da scrittori dell'American Renaissance Theater Company e interpretate da attori italiani

di Davide Sica

Al centro, in primo piano, Lella Heins con il cast di attori, registi e sceneggiatori dell'American Renaissance Theater Company, New York

A gettare le basi è la passione per il teatro che lega Lella Heins, scrittrice, regista e docente di recitazione e regia milanese alla Grande Mela: “In un periodo in cui si stanno costruendo muri in tante parti del mondo, noi cerchiamo di costruire invece un ponte basato sul teatro, l'amicizia, la collaborazione, un ponte che nessun uomo o missile può distruggere”.

Come si gettano le basi di un ponte artistico che parte da New York e raggiunge Milano? Attraverso la passione per il teatro che unisce Lella Heins, scrittrice, regista e docente di recitazione alla Grande Mela. Lì trascorre oltre trent’anni, prima di stabilirsi nuovamente a Milano, sua città natale, dove insegna lo stile di recitazione e di regia che ha studiato negli Usa come membro del corpo registi e sceneggiatori dell’Actors Studio, e insegnato alla New York Film Academy.

Lella ha però mantenuto saldi i contatti con gli amici e colleghi d’oltreoceano. Alcuni membri dell’American Renaissance Theater Company di New York hanno formulato, nell’autunno del 2016, l’idea di uno scambio di letture teatrali in inglese che avessero luogo nelle due città. A Milano con attori di On the Spot, la compagnia fondata da Lella, e di Avangardagency. Grazie all’approccio veloce e pragmatico che contraddistingue lo spirito americano anche nell’ambito artistico, sei mesi più tardi, il 25 aprile del 2017, l’ARTC ha posto le basi di questo ponte virtuale con il primo evento: la lettura di tre testi di Lella Heins interpretati e diretti da membri della compagnia.

L’evento, accolto da un calorosissimo pubblico di oltre settanta persone, è stato arricchito da una vivace reception per dar modo ai presenti d’incontrare l’autrice, arrivata appositamente dall’Italia, di porle domande e scambiare idee ed impressioni.

Momenti del backstage

A Milano, l’autunno seguente, Lella Heins a sua volta ha selezionato due copioni di commediografi della compagnia americana: The Art of Escape di Bill Cosgriff e The New Me di Margo Hammond. Il primo copione è una brillante 10-minute play che presenta una giovane coppia in crisi a causa della drastica scelta di vita alternativa fatta dal protagonista all’insaputa della compagna, mentre il secondo, di oltre un’ora, vede una maschera africana regalata dal padre alla figlia come metafora delle restrizioni sociali che hanno condizionato la vita e le relazioni personali delle due protagoniste, madre e figlia, sino a quando una serie di circostanze le obbliga a confrontarsi l’una con l’altra e con la realtà.

Il problema più grande naturalmente era trovare attori italiani capaci di recitare fluentemente e abilmente in inglese, e per di più inglese americano, ben diverso dal British English studiato e parlato solitamente in Europa.

Grazie alla collaborazione con Avangardagency, che ha proposto alcuni suoi attori, la regista è riuscita a selezionare cinque interpreti, oltre ad un suo attore allievo membro di On the Spot, che possedevano le qualità necessarie. L’attore Antonio Maria Porretti, altro membro della compagnia di Lella, è stato assistente alla regia.

Un momento conviviale dopo la performance

Due giorni di prove intense sono culminati con la presentazione delle due commedie la sera del 15 aprile scorso nello spazioso studio meneghino dell’agenzia, situato in una strada dal profetico nome di via Pirandello. Il pubblico ha seguito con enorme interesse lo svolgersi della performance, accolta al termine da un grande applauso. Come a New York, la reception che è seguita ha permesso al pubblico d’incontrare il cast e la regista.

Cosa riserva il futuro? Il sogno di tutti, in Italia e negli Usa, è di poter replicare lo spettacolo di Milano in autunno alla presenza degli autori americani, e di poterlo rendere un evento annuale nelle due città.

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