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Il sogno americano si è infranto alla Festa del Cinema di Roma

Come viene rappresentata l'America al Festival del Cinema di Roma? Ecco qui una carrellata per capirlo

di Paola Medori e Monica Straniero
L'addio di Robert Redford, la fatica dell'adolescenza, la piaga della droga e la discriminazione dei neri portano alla Festa del cinema di Roma un'immagine di un'America che ha poco a che fare con il sogno americano

The Old Man & the Gun di David Lower

di Paola Medori

Dimostra classe e stile da vendere l’inossidabile Robert Redford nella sua ultima (forse) interpretazione in The Old Man & the Gun di David Lower prima dell’addio alle scene. L’attore 82enne regala al suo pubblico un personaggio complesso, divertente e dalle profonde sfumature. Nel film, tratto da un articolo del New Yorker firmato da David Grann, l’iconico interprete de Gli Spericolati, I tre giorni del Condor, Tutti gli uomini del presidente (solo per citarne alcuni) è Forrest Tucker, un criminale gentiluomo 70enne. Cravatta, sorriso e pistola in mano con la sua banda composta da altri due vecchietti (interpretati da Danny Glover e Tom Waits), rapina banche, sognando il colpo perfetto. “Non mi interessa guadagnarmi da vivere ma vivere”, confessa Forrest, amante del rischio fino all’ultimo inseguimento. Già noto alla polizia per la rocambolesca fuga, con una barchetta di legno dal carcere di San Quintino, ha fatto del furto una filosofia di vita. Mentre si innamora della disincantata Jewel (Sissy Spacek), un tenace detective, interpretato da Casey Affleck, prova con molte difficoltà a prenderlo. Tra malinconia e sorriso il ribelle Redford, segnato dal tempo, resta ancora il re assoluto, protagonista di un western anni ’80 davvero emozionante.

Se la strada potesse parlare di Barry Jenkins

di Paola Medori

Presentato in concorso, arriva dritto al cuore l’opera del 38enne Barry Jenkins, il regista premio Oscar per Moonlight. Tratto dall’omonimo romanzo di James Baldwin e ambientato ad Harlem negli anni ‘70 racconta la struggente storia d’amore tra la diciannovenne Tish (Kiki Layne) e Fonny (Stephan James). Il loro legame è profondo, fin dall’infanzia. Sognano un futuro insieme, spezzato dall’ingiusta accusa di stupro nei confronti di Fonny. La tenace ragazza, che intanto ha scoperto di essere incinta, cercherà con tutta la famiglia di tirarlo fuori dal carcere. Se la strada potesse parlare affronta il tema dei pregiudizi razziali e le tensioni sociali tra i poliziotti bianchi e i cittadini neri. “Ho scelto questo libro perché contiene la dimensione romantica e passionale e l’altra voce, quella che si solleva contro le ingiustizie del sistema americano”, ha dichiarato il regista a Roma. C’è rabbia, dolore ma soprattutto compassione e speranza per un cambiamento nella lotta eterna alla discriminazione che colpisce gli afroamericani. Nonostante le accuse subite e i soprusi patiti, i due protagonisti non nutrono sentimenti di odio o di vendetta. “Il loro amore, comunica anche che nonostante tutto questo dolore e pena il popolo afroamericano ha comunque gioia e che in questa celebrazione troviamo la strada per sopravvivere. Affrontare cose dure non impedisce di avere la bellezza e la gioia di vivere”, ribadisce il regista, lasciando al pubblico numerosi spunti di riflessione.

Boy Erased di Joel Edgerton

di Monica Straniero

Theodore Pellerin stars as “Xavier” and Lucas Hedges stars as “Jared” in Joel Edgerton’s BOY ERASED, a Focus Features release.

Il film del regista australiano non è né il primo né il migliore di quest’anno sul crogiolo della terapia di conversione per i gay, una pratica molto diffusa in America, e non solo, dove sono ben 36 gli stati che ricorrono a fantomatiche cure riparatrici per guarire dall’omosessualità. L’adattamento di Joel Edgerton dell’autobiografia di Garrard Conley è  tuttavia diverso dall’altro film in concorso sullo stesso tema, “The Miseducation of Cameron Post”. Mentre il film della regista iraniana Desiree Akhavan sfrutta l’orribile e disumanizzante pratica evangelica per realizzare un coming of age abbastanza tradizionale, “Boy Erased” parte dalla stessa premessa per “trasferire” l’onere del cambiamento sugli adulti, i genitori del giovane protagonista. 

 Il risultato è un commovente dramma familiare che esplora l’importanza dell’amore incondizionato e  dell’accettazione di se stessi e dell’altro, offrendo numerosi spunti di riflessione. Al regista non interessa dividere i personaggi in buoni e cattivi ma porre lo spettatore di fronte ad un dilemma: se chi ami va contro le tue convinzioni fondamentali, cosa faresti? Cercheresti di cambiare te stesso per il bene dell’altro? O abbracci il tuo vero io e rischi di perdere le persone che ami? 

Beautiful Boy di Felix Van Groeningen

di Paola Medori

Dopo Chiamami col tuo nome Timothée Chalamet supera se stesso nei panni di un tossicodipendente, nel film in concorso girato dal belga Felix Van Groeningen (Alabama Monroe). Il film prodotto da Brad Pitt, e tratto dall’omonimo romanzo del giornalista David Sheff, e l’autobiografia del figlio Nic, racconta l’abisso in cui sprofonda un ragazzo di 18 anni. Nonostante l’amore smisurato della sua splendida famiglia, la vicinanza del padre, un supremo Steve Carell, tra i papabili nominati alla statuetta d’oro, Nic – Chalamet non riesce a sostenere “la stupida realtà quotidiana”. I suoi demoni lo portano ad assumere droghe fin dall’età di 12 anni. In bilico tra paradiso e inferno assistiamo a continue bugie e promesse non mantenute. Miglioramenti e ricadute. Nic si perde e prova a ritrovare se stesso e a riempire il buco nero che sente, spingendosi fino ad un passo dalla morte. Dramma denso di flashback dove emerge su tutti il rapporto unico tra padre e figlio. Difficile e angosciante. Emozionate ed esaltante. Si segue il viaggio di Nic, le decisioni drammatiche dei genitori. Si cercano risposte, ma non ce ne sono. “Le persone sbagliano da sole”, dirà ad un certo punto il padre. La dipendenza dalla droga è irrazionale. Incontrollabile. Il regista la racconta senza esprimere giudizi, mostrando in maniera struggente la complessità di questa problematica.

 

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