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Golden Globes 2019, una “Rhapsody” nel segno dell’inclusione

Una serata ricca di colpi di scena che riconferma l’impegno civile dell’entertainment americano e della Hollywood Foreign Press Association

Rami Malek ha vinto il Golden Globe come miglior attore protagonista per aver interpretato Freddie Mercury in 'Bohemian Rhapsody'.

Trionfa Bohemian Rhapsody, il biopic su Freddie Mercury di Bryan Singer, che vince come Miglior Film Drammatico e per il Migliore Attore Protagonista, Rami Malek, contro A Star Is Born di Bradley Cooper, dato favorito sin dall’inizio. Delusa anche l’altra grande protagonista del film di Cooper, Lady Gaga, che perde clamorosamente il premio per la Miglior Attrice Protagonista, andato inaspettatamente a Glenn Close. Inaspettata anche la vittoria di Green Book di Peter Farrelly, Miglior Film Commedia o Musicale. Nella sezione TV, The Americans vince come miglior serie drammatica mentre The Kominsky Method si impone come miglior commedia. Miglior miniserie, The Assassination of Gianni Versace

Integrazione, inclusione, equità e multiculturalismo. Sono stati sicuramente questi i temi che si sono imposti alla serata di premiazione dei Golden Globes Awards 2019, e che hanno sottolineato ancora una volta la voce libera, anticonformista e difficilmente piegabile allo stato imperante dell’industria del cinema, della TV statunitense e della Hollywood Foreign Press Association (HFPA); non trascurando ovviamente di premiare il talento e di fare anche del buon intrattenimento.

Brillante la conduzione del comico ed interprete Andy Samberg e dell’attrice Sandra Oh, grande alchimia e complicità per loro sul palco. Storicamente importante la presenza di Sandra Oh, che oltre a condurre vince il premio per la migliore attrice in una serie TV drammatica, ed è la prima donna americana di origini coreane a vincerlo. La vittoria del regista messicano Alfonso Cuarón che con Roma si è aggiudicato il premio per il miglior film straniero e per il miglior regista, conferma l’attenzione verso un’estetica che vuole avvicinare mondi solo apparentemente lontani sotto il baluardo della tolleranza e dell’integrazione etnica. L’HFPA, nella persona del suo presidente Meher Tatna, ha comunicato l’importanza dell’integrazione culturale e della sacrosanta ed imprescindibile libertà di stampa dei giornalisti. L’Hollywood Foreign Press Association ha infatti stanziato un milione di dollari a favore del ‘Reporters Committee for Freedom of the Press’, l’organo legale, gratuito, che difende la libertà di stampa e di parola dei giornalisti; ed un altro milione per InsideClimate News, un’organizzazione stampa che si concentra sui problemi ambientali.

Significativa anche la vittoria di alcuni film e serie TV che hanno proposto la tematica LGBTQ e sono state occasione di importanti riflessioni sul tema, partendo dal film vincitore, Bohemian Rhapsody, che ha riproposto il mito dell’anticonformista per eccellenza, Freddie Mercury, che tanto ha influenzato la storia del costume mondiale; ma è stato dato altrettanto rilievo ad un altro importante artista ed anticonformista, lo stilista Gianni Versace raccontato in The Assassination Of Gianni Versace, vincitore del premio come miglior miniserie e del migliore attore protagonista in un film TV, Darren Criss. Il Golden Globe al migliore attore protagonista in una miniserie è invece andato a Ben Whishaw, per A Very English Scandal, incentrato sulla figura di Jeremy Thorpe, interpretato da Hugh Grant, deputato liberale del Parlamento Inglese, che nel 1965 è stato protagonista di un chiacchierato scandalo perché intratteneva una relazione extraconiugale con un ragazzo.

Standing ovation per Regina King, vincitrice come migliore attrice non protagonista per If Beale Street Could Talk (Se la strada potesse parlare), che durante il suo discorso di ringraziamento si è fatta portavoce del Time’s Up movement impegnandosi ad ingaggiare in tutte le sue future produzioni cinematografiche nel corso dei prossimi due anni, sempre il 50% del cast al femminile. Altra standing ovation per il sentito discorso di Glenn Close, emozionatissima e sorpresa della vittoria come Miglior Attrice protagonista con The Wife, che ha ricordato le difficoltà affrontate dalla madre e la sua amarezza nel non essersi riuscita a realizzare come donna. L’attrice ha quindi mandato un messaggio a tutte le donne, invitandole a realizzare i propri desideri professionali aldilà dei ruoli di madri e di mogli. 

Una donna che è riuscita senz’altro a realizzare i suoi sogni professionali aldilà di ogni sua più rosea aspettativa, è l’attrice e comica Carol Burnett, icona dei primissimi anni del varietà televisivo americano, a cui viene consegnato il prestigioso premio alla carriera che da quest’anno in poi porterà il suo nome. Il premio alla carriera cinematografica, il Cecil B. De Mille Award, è andato invece a Jeff Bridges. Meritatissimo il premio alla migliore attrice protagonista in una commedia o musical andato ad Olivia Colman per The Favourite (La Favorita), una temibile rivale di Glenn Close, Lady Gaga e Nicole Kidman per gli Oscar 2019. Altrettanto meritata la vittoria di Patricia Clarkson, l’inquietante madre manipolatrice di Sharp Objects, miglior attrice protagonista nella sezione miniserie TV. Altrettanto meritato il premio al migliore attore non protagonista, un sicuro candidato alla vittoria per i prossimi Oscar, Mahershala Ali per Green Book. Più scontata invece la vittoria di Rachel Brosnahan, miglior attrice in una serie tv commedia o musicale per The Marvellous Mrs. Maisel, che si riconferma lo show di più successo della stagione. Sorpresa invece per Michael Douglas che si porta a casa il premio per il miglior attore in una serie tv commedia o musicale per The Kominsky Method.

Tutti i vincitori:

Miglior Film Drammatico:

Bohemian Rhapsody

Miglior film commedia o musicale:

Green Book

Miglior regista:

Alfonso Cuaròn per ROMA

Miglior attrice in un film drammatico:

Glenn Close per The Wife

Miglior attrice in un film commedia o musicale:

Olivia Colman per The Favourite (La favorita)

Migliori attore in un film drammatico:

Rami Malek per Bohemian Rhapsody

Miglior attore in un film commedia o musicale:

Christian Bale per Vice

Miglior attrice non protagonista:

Regina King per If Beale Street Could Talk (Se la strada potesse parlare)

Miglior attore non protagonista:

Mahershala Ali per Green Book

Miglior film straniero:

Roma

Miglior film d’animazione:

Spider-Man: Un nuovo universo

Miglior Sceneggiatura:

Nick Vallelonga, Brian Currie e Peter Farrelly per Green Book

Miglior colonna sonora:

Justin Hurwitz per First Man

Miglior canzone:

“Shallow” in A Star is Born

Golden Globes 2019: tutti i vincitori della televisione

Miglior serie tv drammatica:

The Americans

Miglior serie tv commedia o musical:

The Kominsky Method

Miglior miniserie o film tv:

The Assassination of Gianni Versace

Miglior attrice in una miniserie o in un film tv:

Patricia Arquette in Escape at Dannemora

Miglior attore in una miniserie o in un film tv:

Darren Criss in The Assassination of Gianni Versace

Miglior attrice in una serie tv drammatica:

Sandra Oh in Killing Eve

Miglior attore in un a serie tv drammatica:

Richard Madden in Bodyguard

Miglior attrice in una serie tv commedia o musicale:

Rachel Brosnahan in The Marvellous Mrs. Maisel

Miglior attore in una serie tv commedia o musicale:

Michael Douglas in The Kominsky Method

Miglior attrice non protagonista in una serie tv, miniserie o film tv:

Patricia Clarkson in Sharp Objects

Miglior attore non protagonista in una serie tv, miniserie o film tv:

Ben Whishaw in A Very English Scandal

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