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“Ah! Love”, lo spettacolo sulle tante facce dell’amore riporta Dacia Maraini a NY

L'1 e il 2 marzo italytime mette in scena in inglese, al Centro Culturale di Bleecker Street, tre testi che parlano di situazioni sentimentali controverse

Dacia Maraini.

È anche l’occasione per rivedere Dacia Maraini, presente alla prima dell'1 marzo, della quale va in scena l'opera “Celia Carli, Ornitologa”. Lo spettacolo include altri due atti unici: gli inediti “Il figlio di Ivan” di Paolo Tartamella e “Perfetto” di Federica Borlenghi

“Io non ho dubbi che l’amore sia una cosa meravigliosa – esclama il regista Vittorio Capotorto – Ne ho contezza personale, e nessuno mi convicerebbe altrimenti. Capisco che l’amore sia il più controverso soggetto della storia, ma resto della mia opinione: dolore o gioia, l’amore è bene viverlo”.

Le cose sembrano andare diversamente secondo i tre testi presentati (1, 2 marzo) nello spettacolo “Ah, Love!”, che l’associazione italytime mette in scena in inglese nel suo Centro Culturale di Bleecker Street. È anche l’occasione per rivedere Dacia Maraini, presente alla prima dell’1 marzo, della quale va in scena l’opera “Celia Carli, Ornitologa”. Lo spettacolo include altri due atti unici: gli inediti “Il figlio di Ivan” di Paolo Tartamella e “Perfetto” di Federica Borlenghi.

I tre testi affondano la lama in situazioni sentimentali che definire controverse sarebbe eufemistico. Ogni amore ha terrore delle terze persone, delle incomprensioni anche verbali, delle verità e delle bugie, ed è quello che emerge con forza ed ironia, a volte divertente, nello spettacolo presentato da italytime, perché amare non è “semplice”. 

Maraini, 82 anni, da tre stagioni è una presenza stabile ad italytime, l’associazione fondata da Capotorto di cui assume una sorta di tutela artistica: “I tre testi verranno recitati da attori americani o italo-americani – spiega Maraini – e diretti dal regista Vittorio Capotorto che è italiano di nascita, ma ormai si è fatto americano di vita e di costume, conservando gelosamente le proprie radici. Insomma, questo teatro vuole dare respiro e credibilità al tempo dei grandi intrecci culturali, spesso visti con sospetto, ma che alla fine portano vitalità e originalità al teatro e alla cultura in genere”.

Dacia Maraini ha scritto “Una pittrice di provincia” per l’inaugurazione ufficiale del Centro nel febbraio 2017, ma ha anche contribuito con l’altrettanto originale testo “Tre occhi su Pinocchio”, steso in collaborazione con Paolo Tartamella e Silvia Calamai (marzo del 2018).

Federica Borlenghi.

Quest’anno, Capotorto ha deciso di coinvolgere anche una giovane scrittrice italiana, nel desiderio-finalità di dare la scena alle nuove voci teatrali. Borlenghi, 22enne studentessa della New School, spiega quale sia l’origine del suo atto unico: “Non appena mi è stato commissionato un testo sull’amore, ho immediatamente pensato a quante volte io sia inciampata in infatuazioni travolgenti e disarmanti, terminate spesso malamente, a causa dell’enfasi messa nell’idealizzare e interpretare erroneamente i segnali dell’altro. Ho così deciso di scrivere una storia concentrata sul desiderio sincero, puro e soprattutto cieco. Dedicata agli iper-sensibili, ai sovrastimolati ed a coloro che imparano a respirare fuor d’acqua”.

Di riverso, Tartamella racconta: “Dell’amore, francamente, ho solo pessimi ricordi. Parlo di quello sentimentale. Di riverso, quello per i figli mi ricolma di felicità, così come ho in alta considerazione quello per il prossimo. Ed a proposito di felicità: quando amo una donna, sono infelice, quando non amo, sono felice. Il mio è un testo nato (il titolo originale era “The Aging Architect”) come esercitazione durante un corso di scrittura creativa. Poiché, ripeto, dell’amore ho ricordi infausti, involontariamente ho cominciato a cercarne di alternativi: cibi, vini, oggetti e sport vari. Ma, fortunatamente, ho la passione per la scrittura teatrale, così almeno mi vendico a dovere. Soprattutto amo gli asciugacapelli. Il loro gentile fruscio, caldo, mi tiene compagnia. È una compagnia dissimile a quella di una donna, meno esigente, meno intellettuale e, ovviamente, non ha sbocchi fisici (non bacio ancora il mio asciugapelli)”.

Paolo Tartamella.

Dacia Maraini invece descrive l’amore universale, che spesso trascende il rapporto con “l’altro”: “L’amore è cieco, come ha ben raccontato Shakespeare scrivendo della regina Titania che si innamora di un asino e lo trova bellissimo e affascinante e non c’è niente che le faccia cambiare sentimento. In effetti, non si sa perché ci si innamora di una persona. Ma anche di una casa, di un libro, di una musica, di un cibo. Eppure l’amore ci trascina, come un carro incantato tirato da cavalli dalle ali d’oro. E voliamo in cieli pericolosi senza renderci conto che in qualsiasi momento potremmo cadere giù come Icaro che planava sicuro delle sue ali di cera”. 

“Ah, Love” – conclude la scrittirice – vuole, come fa sempre il teatro, portare la ragione a riflettere, porgendole piccole storie da sorbire e gustare. Piccole storie di persone che possiamo incontrare tutti i giorni nella vita comune e i cui gesti insignificanti riescono a provocare valanghe di malesseri, salti di gioia e fontane di lacrime, come succede negli animi complicati degli esseri umani”.

“Ah, Love!” va in scena (in lingua inglese) in prima assoluta l’1 e 2 marzo a cura di italytime nell’Our Lady of Pompeii Theater – Centro Culturale Italiano (238 Bleecker Street, New York, NY 10014), alle 8 PM. Per informazioni e prenotazioni: italytime.org/box-office – 212-860-2983

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