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Da “Un Posto al Sole” ricordando New York, l’attore Germano Bellavia si racconta

"Faccio l’attore perché ho tentato di fare quello che mio fratello Antonio, buonanima, non è riuscito a fare, altrimenti avrai fatto solo il pasticciere".

Per gli appassionati di “Un Posto al Sole”, la fortunata soap seguita da milioni di telespettatori nel mondo, ecco chi ho incontrato per la Voce di New York. Appassionato di cinema, grandissimo tifoso del Napoli, adora Pino Daniele, pasticcere raffinato, attore o meglio “pasticciattore” come lui stesso si definisce, è stato lanciato da Nanni Loy in “Scugnizzi”, Germano Bellavia ovvero Guido Del Bue nella soap che si gira a Napoli al centro Rai, ha appena spento 50 candeline. Di nonno palermitano, Germano ama Palermo quanto Napoli. E per i fans di Germano la mia intervista nel video.

Germano Bellavia sul set – foto di Bellavia

In America hai tanti fan, ti scrivono mai dagli States?

“No. Non mi scrivono ma sono in contatto perché per due volte ho partecipato all’incontro che Un Posto al Sole organizza con la comunità italiana di New York. E’ stato bellissimo, ci hanno fanno sentire delle star. Non avevamo mai il tempo di organizzarci per una pizza che ci invitavano ovunque”.

Hai un bel ricordo di New York?

“Sì. Da bambino ci ho vissuto un po’ perché mia madre mi mandò da mio zio Raffaele a Little Italy per imparare l’inglese ma quando tornai parlavo più napoletano di prima: inglese zero”.

Ma dovete sapere che Germano è un pasticcere raffinato.

“Un pasticciattore”.

Qual è il tuo dolce preferito?

“Le nostre origini familiari sono palermitane, amo la cassata, i cannoli e adesso si è aggiunto ‘il dito di apostolo’,  questo nuovo dolce palermitano grazie a una collaborazione con dei pasticcieri palermitani”.

Bello questo connubio con la Sicilia, aderisci anche alle Agende Rosse. In questi giorni ricorre la Strage di Via d’Amelio.

“Sono legato alla Sicilia perché mio nonno Antonio era palermitano, legato a Paolo Borsellino, oggi ricorre l’anniversario della strage. Borsellino credo sia stata una delle persone più importanti della mia vita, della mia formazione  di uomo, di quella di tanti italiani, come noi che siamo iscritti alle Agende Rosse. Per lui combattiamo protestiamo, lottiamo. Sono legato alla Sicilia per anche per motivi sentimentali, familiari amo Napoli e Palermo come se fossero tutt’uno”.

Nella soap sei Guido Lo Bue, il “Vigile urbano”…più corteggiato e “inseguito” in città…

“Una volta fui  corteggiato come “vigile”…purtroppo…da Danny Mendez, che ha girato con me. Guido Lo Bue è stato fidanzato con Danny Mendez…”

Germano Bellavia e Pino Daniele – foto di Bellavia

Come inizia la tua carriera di attore?

“Grazie a Nanni Loy mi scelse per Scugnizzi, il musical nel 1987, avevo 17 anni e da lì iniziò la mia storia di attore. Non avrei mai fatto l’attore perché mi bastava fare il pasticciere, a fare l’attore ci pensava mio fratello Antonio, allievo di Gigi Proietti. Antonio frequentava il laboratorio di esercitazioni sceniche e aveva formato una compagna di 13 attori (tutti allievi di Proietti) a Latina e viveva lì. Quando feci questo provino ero al liceo, stava parlando con mia madre e mi feci passare il telefono e igli dissi che Nanny Loy mi aveva scelto per il musical. Antonio iniziò ad urlare come un pazzo dalla felicità. E’ fu l’ultima che lo sentì. Se c’è un motivo per cui faccio l’attore perché ho tentato di fare quello che mio fratello Antonio buonanima non è riuscito a fare, altrimenti avrai fatto solo il pasticciere. La mia psicologa dice che faccio il pasticcere solo per la famiglia, l’attore per mio fratello Antonio e che se fosse stato per me avrei fatto solo l’ultrà del Napoli”.

Cosa pensi dell’America di Trump?

“Non amo Trump non amo la sua politica il suo modo di chiudere tutto”.

L’attore americano che ti affascina?

“De Niro”.

Bob…

“Noodles…”.

C’era una volta in America…

“Ci ho fatto la tesina al centro sperimentale e sono entrato grazie a quello. Ce l’ho dentro di me Noodles”.

….Noodles…cosa hai fatto negli ultimi anni?

“Sono andato a letto presto”.

Ciak. Buona la prima!

 

 

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