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Valter Vecellio

Nato a Tripoli di Libia, di cui ho vago ricordo e nessun rimpianto, da sempre ho voluto cercare storie e sono stato fortunato: da quarant'anni mi pagano per incontrare persone, ascoltarle, raccontare quello che vedo e imparo. Doppiamente fortunato: in Rai (sono vice-caporedattore Tg2) e sui giornali, ho sempre detto e scritto quello che volevo dire e scrivere. Di molte cose sono orgoglioso: l'amicizia con Leonardo Sciascia, l'esser radicale da quando avevo i calzoni corti e aver qualche merito nella conquista di molti diritti civili; di amare il cinema al punto da sorbirmi indigeribili "polpettoni"; delle mie collezioni di fumetti; di aver diretto il settimanale satirico Il Male e per questo esser finito in galera... Avrò scritto diecimila articoli, una decina di libri, un migliaio di servizi TV. Non ne rinnego nessuno e ancora non mi sono stancato. Ve l'ho detto: sono fortunato.

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“Vite bruciate”, un romanzo per capire la Francia che Macron continua a ignorare

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Aleksandr Solzenicyn, il Premio Nobel che svela gli orrori del Gulag all’Occidente

Primo Piano -

Il “Thompson” di Los Angeles che abbatte Cristoforo Colombo

People -

Judith e Joachim: sono persone come loro che salvano l’anima del mondo

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Charles Aznavour: “Voglio morire da vivo”. La grande avventura di un “istrione”

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