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Cyber-bullismo: la violenza che viaggia online

Scuola 3.0: due percorsi formativi per il Cyberbullismo e la Gestione del Burnout

Per cyber-bullismo si intende una forma di prepotenza attuata attraverso l’uso di canali digitali. Come il bullismo tradizionale è una forma di oppressione reiterata nel tempo, eseguita da una persona o da un gruppo di persone più forti nei confronti di un’altra percepita come più debole, solitamente tra i pari età.

Il cyber-bullismo definisce un insieme di azioni aggressive e intenzionali, di una singola persona o di un gruppo, realizzate mediante strumenti elettronici (sms, foto, video, email, chat, instant messaging, siti web, telefonate), il cui obiettivo è quello di provocare danni ad un soggetto incapace a difendersi.

A differenza del bullismo tradizionale, il persecutore spesso si nasconde dietro l’anonimato così da non essere facilmente identificabile. Il fatto che esista una barriera virtuale tra carnefice e vittima, fa sì che il bullo si senta ancora più potente e protetto dalle reazioni emotive “a caldo” della vittima, che sarebbero invece tangibili in un contesto reale. La barriera virtuale abbassa i freni morali e le inibizioni del bullo, e lo porta a considerare i propri atti alla stregua di un vero e proprio gioco virtuale.

Nel cyber-bullismo i confini sono molto più estesi del bullismo tradizionale, perché viaggiano attraverso internet, propagandosi ad una velocità devastante.

La vittima può avere delle difficoltà a scollegarsi dall’ambiente informatico e non sempre ha la possibilità di vedere il volto del suo aggressore  e può avere una scarsa conoscenza circa i rischi insiti nella condivisione delle informazioni personali su Internet.

Le modalità con cui i ragazzi realizzano atti di cyber-bullismo sono diverse:

– Inviare messaggi volgari o molesti;

– Propagare pettegolezzi attraverso messaggi sui cellulari, mail, social network;

– Postare o inoltrare informazioni, immagini o video imbarazzanti;

– Rubare l’identità e il profilo di altri, o costruendone di falsi, al fine di mettere in imbarazzo o danneggiare la reputazione della vittima;

– Insultare o deridere vittima attraverso messaggi sul cellulare, mail, social network, blog o altri media;

– Minacciare la vittima attraverso un qualsiasi media minando la sua tranquillità.

Si tratta di una piaga che si sviluppa principalmente tra i giovani e molte volte gli insegnanti non sono in grado di riconoscere episodi di questa fattispecie.

Diventa pertanto necessaria una preparazione e competenza nel settore, per far sì che gli insegnanti (e non solo) siano in grado di riconoscere episodi di questo tipo, intervenendo in maniera decisa per abbattere il problema.

ICOTEA, Istituto Formativo qualificato, accreditato e specializzato nelle tematiche del settore scuola, eroga due percorsi formativi dedicati al tema del Cyberbullismo e della gestione del Burnout: un Master, rivolto a laureati ed un Diploma di Perfezionamento, rivolto sia a diplomati che a laureati.

Numerose le agevolazioni previste per tutti coloro i quali scelgono i corsi ICOTEA:

– Piattaforma FAD attiva 24 h su 24 – 7 giorni su 7 che agevola i professionisti, consentendo la possibilità di poter seguire i percorsi formativi da qualsiasi posto ed evitando dispendio di tempo e denaro;
– Assistenza dedicata, grazie ad un Tutor Personale;
– Lezioni immediatamente attive a 24 h dall’iscrizione;
– Esenzione IVA su tutti  i percorsi formativi ICOTEA.

Per qualsiasi informazione, è possibile visitare il sito oppure inviare una mail a icotea@icotea.it.

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