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I’m an Immigrant, but I Agree with President Trump

Let me tell you why, when my father came to New York as an illegal immigrant and was expelled, I was so happy...

by Maria Fusco
maria fusco immigrati

Maria Fusco bambina con la sua famiglia all'arrivo in America (Foto copyright Maria Fusco)

Held prisoner in Germany during the war, my father left his family in Sicily in the 50s, and came to work to the United States as an illegal immigrant. He managed to stay in New York for a few years, then he was deported. In the end, after a great deal of sacrifice, he ligally migrated to America with his whole family. Trump is right, and I tell you why.

It was 1945. The war was over. After doing his military duty as a marine , my dad was captured as prisoner of war and forced to work in Germany and to suffer hunger. He ate what he could, including potato skins, because the food rations were not enough.  When he finally returned home he began to work on the family farm.  In 1949 he married Rosaria. Life began again and soon she gave birth to their daughter, Maria.  That’s me, writing this.   My parents soon realized that the resources to raise this little girl properly were missing. Little money, little work, the small family farm did not produce enough and so Giuseppe decided to emigrate to the United States.

I didn’t know my father until I was 6 years old. My father was here in New York illegally, he did not have the famous green card. He had made his trip hidden in the belly of a ship and had given all his money to someone who had promised that he would take him to New York where he would be able to work and recover those travel expenses. When there was talk of immigration raids, he would try to not get caught, because he didn’t want to return to Italy where there was no work. After five years the immigration officers found him and of course he was deported to Italy.  My dad, was here illegally, but worked, paid taxes, and he would send a good part of his earnings to his family that he missed so much.

“Why doesn’t he come back home?” I would ask often, but my mom would tell me that if I came back he would have no job and they couldn’t afford it.  When he was deported, I was the happiest little girl in the world, because finally I would have my dad near me like all my friends, the dad whom I knew only in photos.

He told me later, when I could understand more, that the immigration agents were doing their jobs, they were not wrong to deport those who came illegally, because everyone should follow the laws of the land.  He would have preferred to be a legal immigrant, but because of the quota system, he would have to wait a number of years.

Today I ask myself “Why is President Trump wrong because he wants to deport those who are here illegally?” The media paints us a picture of broken families, because children born here, and thus American citizens, will be separated from their parents who came here illegally.

I think this is nothing more than propaganda, President Trump does not want to deport foreigners just because don’t have the “green card”, he wants to deport those who have committed crimes in the United States. These are not foreigners like my father and many others who came here to work and improve the economic situation of his family, these are people who came here and saw an opportunity to make quick money by doing illegal activities and perhaps convince others to do the same.

Do we want these criminals near us? Wouldn’t it be better to send them to their country of origin?  That is why I agree with our President. There should be controls before these people arrive here, but since they’re already here we must drive them out so our citizens can be better protected.

After many years my parents with two children received the visa to legally enter the United States. I was sixteen years old, and I remember how many hurdles we had to go through before we received this permission.  How many trips to the offices of the American Consulate, how many documents to present, how many visits, including the physical one because they didn’t want anyone sick to enter the United States!  Why should it be any different now?  If my parents had not worked hard day and night, would they have been permitted to live here?  I don’t think so. They made sure that my brother and I received a college education and grow up with solid ethical values. Today many immigrants have the possibility of receiving help from various social organizations.  This is good as long as they don’t take advantage of our generosity. But why help illegal immigrants who commit criminal acts before our eyes?

I’ve always taken the side of immigrants, legal or illegal. But when they commit crimes, then I say they should be sent home. That’s my opinion. I agree with President Trump.

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  • 6SJ7

    Excellent story. You have to play by the rules.

  • Alfredo Brunetti

    Siamo tutti emigranti. Gli Indiani d’America dovevano cacciarci tutti cominciando dal nonno di Mr Trump.

  • Luca Melchionna

    Gentile Signora, Le scrivo in Italiano nella speranza che capisca quel che le sto per scrivere.

    Premetto che anche io sono un immigrato ma non condivido il suo punto di vista che trovo pericoloso, disinformate oltre che carente di qualunque fondamento. Le spiego perche’.

    Purtroppo, lei – come tutti coloro che rientrano nel target politico di Trump – e’ caduta in una trappola. La paura apparentemente sorretta da false informazioni.

    (1) La migrazione e’ un fenomeno antico quanto l’uomo. L’uomo si e’ sempre spostato liberamente su questo pianeta soprattutto per finalita’ di conservazione della propria specie. Il fenomeno e’ incominciato in Africa circa 200mila anni fa. L’uomo continuera’ a muoversi e non saranno certo le estemporanee leggi nazionali di qualche politico di turno a reprimere un istinto di sopravvivenza radicato nei nostri geni e sviluppatosi in milioni di anni (ricordo che le leggi immigratorie hanno solo circa 100 anni).

    (2) La Paura: mi meraviglia che abbiamo completamente dimenticato gli scritti di Macchiavelli, Hobbes, Montesquieu e Tocqueville. I sovrani hanno sempre utilizzato la paura per governare, intimidire le masse e controllare il potere. Ma gli stessi Romani erano maestri nell’utilizzo della paura (le ricordo il famoso episodio dei fichi portati al Senato di Roma da Catone per scatenare la terza guerra punica). Senza aprire un classico, potrebbe leggersi anche questo documento http://www.independent.org/publications/article.asp?id=1510

    (3) Immigrati e crimine: Non esiste prova scientifica certa che gli immigrati siano delinquenti o maggiormente dediti ad attivita’ criminosa. Semmai il contrario: gli immigrati sono nella maggioranza persone con standard di salute, morali ed educativi superiori alla media, che vogliono adattarsi, integrarsi e scoprire nuove esperienze e culture. Anche qui le daro’ qualche prova scientifica: Il gene DRD4 gene ha dentro di se’ il recettore della dopamina D4 che, secondo alcuni scienziati, e’ responsabile per il carattere della ricerca della novita’, dell’esplorazione e del rischio. Cio’ dimostra, ancora una volta, che l’uomo ha una predisposizione a migrare ed esplorare. E’ scritto nel nostro codice genetico.

    Inoltre, se lei si legge i rapporti ufficiali sul numero dei detenuti nelle carceri Americane, scoprira’ che la maggior parte di essi e’ di origine domestica (detenuta per crimini che necessiterebbero rieducazione) mentre gli immigrati illegali spesso sono nelle carceri solo in quanto carenti di documentazione comforme (cosa che li trasforma in “undocumented alien”).
    Anche qui trovera’ qualche dato: http://cis.org/ImmigrantCrime

    In sostanza, la “storia” che lo straniero e’ brutto e commette reati e’ purtroppo solo una favola e ricorda molto la storiellina che i nostri genitori ci raccontavano quando eravamo piccoli per farci stare buoni o zitti: comportati bene altrimenti arriva il “lupo cattivo” (o “mangiafuoco” o “l’uomo nero” che dir si voglia).

    Mi meraviglio oggi che la storia si sia persa. Mi meraviglio anche del fatto che lei, in quanto figlia di immigrati, non prova piu’ empatia per i piu’ deboli, i malati, e gli indifesi, ossia proprio coloro che Trump vorrebbe sopprimere. Eppure noi Italiani (a differenza degli Anglosassoni) siamo maestri nalla compassione verso il prossimo prioprio perche’ nella nostra storia di circa 2700 anni (dalla fondazione di Roma, dopo tante guerre, invasioni e conflitti) abbiamo avuto modo di sviluppare un sofisticato senso della relazioni sociali, della comunita’ e del saper vivere.

    L’immigrazione e la diversita’ ci rendono migliori. Siamo fatti per ibridarci. Solo da nuovi incroci la nostra specie esce migliore, piu’ intelligente e piu’ forte. Nessuna legge creata dall’uomo in un particolare contesto politico economico potra’ stravolgere la nostra profonda matrice di essere umani.

    Nella cultura di una piccola popolazione del Mali, si dice che quando muore un anziano/a e’ come se andasse a fuoco una biblioteca. Per tale motivo, ritengo fondamentale preservare la storia e trasmetterla integra ai nostri figli nella speranza che loro siano piu’ illuminati e piu’ saggi (e piu’ informati) di noi e non commettano i nostri errori.

    Buona fortuna.

  • casagiardino

    I’m also an immigrant and agree with President Trump.

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