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ITINERARI/ “Fucanoli”, tradizioni e folklore nel Meridione di Campagna (Salerno)

Nelle foto, i “Fucanoli” di Campagna (Sa) [© Liberato Luongo]

Nelle foto, i “Fucanoli” di Campagna (Sa) [© Liberato Luongo]

Si è svolta recentemente, a metà gennaio, a Campagna, in provincia di Salerno, la tradizionale festa de “I Fucanoli” che ha visto l’intero centro palio della cuccagna in compagnia del gruppo di musica popolare Campana “Ars Nova” di Napoli.

Organizzato dalla Pro Loco Città di Campagna e dal Forum dei Giovani di Campagna col contributo del Piano Territoriale per le Politiche Giovanili del Distretto 57 e del Comune di Campagna, “i Fucanoli” rappresentano la voglia di mantenere vive le antiche tradizioni, Le novità dell’anno? Poca legna ad ardere sui fuochi, segno evidente della crisi e tanta storico cittadino illuminato dalla calda luce dei falò accesi in onore di Sant’Antonio Abate, il santo taumaturgico che rappresenta il sacro in una festa dal sapore profano e folkloristico, occasione per imbandire tavole e per fare scherzi intorno al fuoco, quasi apertura dei festeggiamenti del Carnevale.

In questa atmosfera, tra il misticismo, la magia e il folklore, prende vita una delle cantate più antiche e tradizionali del Meridione: la “Cantata di Zeza”. Risalente alla seconda metà del ’600, questo canto popolare rappresenta una lite tra Fabrizio e sua moglie Zeza sulle sorti della loro figlia Tella, innamorata di Don Nicola.

Una cantata che ripropone il conflitto tra vecchi e giovani attraverso la ribellione all’autorità paterna e maritale. A ripresentarla, in un percorso itinerante che ha toccato tutti i fucanoli, ci ha pensato l’Associazione Culturale Teatro dei Dioscuri affiancata in questa impresa dal Forum dei Giovani e della Pro Loco Città di Campagna. La sfilata è partita alle 20.30 e si è dipanata lungo tutto il Corso Umberto I, fino a Largo Capaccio: un susseguirsi di canti, balli e scherzi al ritmo degli organetti.

Alle 22.30 in Piazza Palatucci, la Cantata di Zeza ha aperto “Sant’Antuon mascher e suon”, con il palio della spaghettata e dell’ubriacone.

Poi si è attesa la mezzanotte e l’ultimo gioco, il palio della cuccagna in compagnia del gruppo di musica popolare Campana “Ars Nova” di Napoli.

Organizzato dalla Pro Loco Città di Campagna e dal Forum dei Giovani di Campagna col contributo del Piano Territoriale per le Politiche Giovanili del Distretto 57 e del Comune di Campagna, “i Fucanoli” rappresentano la voglia di mantenere vive le antiche tradizioni.

Le novità dell’anno? Poca legna ad ardere sui fuochi, segno evidente della crisi e tanta devozione per Sant’Antonio Abate, il santo taumaturgico che, rimasto orfano, distribuì tutti i suoi beni ai poveri e si ritirò nel deserto della Tebaide, dove intraprese la vita ascetica. Sant’Antonio Abate andava alla ricerca di uno stile di vita penitente e senza distrazione, per questo chiese a Dio di essere illuminato. Presto ebbe il segno: vide un anacoreta come lui, che seduto lavorava intrecciando una corda, poi smetteva si alzava e pregava, poi di nuovo a lavorare e di nuovo a pregare, era un angelo di Dio che gli indicava la strada del lavoro e della preghiera.

Da questa apparizione ebbe origine due secoli dopo, la regola benedettina “Ora et labora” del Monachesimo Occidentale. E quella regola ritorna oggi attuale, che cosa può fare un centro minore meridionale per liberarsi dagli effetti spaventosi della crisi? Forse può lavorare e pregare.

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