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ITINERARI/ Autostrade del mare

di Generoso D’Agnese
Veri e propri alberghi galleggianti, le navi che trasportano i TIR da un angolo all’altro del Mare Nostrum offrono comfort inimmaginabili

Tu chiamala se vuoi "traversata". Ma quella che oggi viene offerta agli operatori che decidono di imbarcare i loro TIR sulle navi che collegano i porti italiani, europei e nordafricani del Mediterraneo è tutt’altro che un semplice viaggio tra l’imbarco e l’approdo.

Poltrone scomode, ristorazione scadente, navi lente e stipate, sono infatti un ricordo del passato. Perché oggi trasporto in mare, per gli autisti o le famiglie in viaggio, assume i contorni di una mini vacanza su navi che portano addosso il profumo dell’ospitalità. Offrendo ai passeggeri una vasta gamma di scelte per trascorrere il tempo: dal bar al club con musica live, dalla palestra al centro benessere, dalle aree gioco per bambini ai menù speciali per i più piccoli, dalla discoteca alle confortevoli cabine per il riposo. Sono alberghi galleggianti quelli che ogni compagnia offre ai propri clienti, con feste e manifestazioni enogastronomiche (spettacoli teatrali, presentazioni di libri, degustazioni di produzioni tipiche) e tappe portuali con visite guidate alla scoperta di monumenti e luoghi della storia.

E sono diverse le rotte che attraversano letteralmente secoli di storia: "SULLE ROTTE DELL’ANTICHITÀ" unisce l’Adriatico alla Grecia (con i vettori Super Fast Ferries ) partendo da Ancona e facendo tappa a Bari, Patrasso, Corfù e Igoumenitsa; dal porto di Venezia parte invece l’autostrada marittima che permette di scoprire le attrattive turistiche e culturali dell’Albania come ad esempio i siti archeologici, Butrinto (una città illirica inserita nel Patrimonio dell’Unesco) e le rovine romane di Apollonia.

Arricchendo un’offerta vettoriale che permetterà ai viaggiatori di riassaporare, attraverso le nuove tecnologie, le sensazioni dei passeggeri che nel corso di Tremila anni hanno percorso le rotte del mare più culturale del Mondo: il Mare Nostrum.

I colori serali del profilo italiano, l’alba dolce negli approdi francesi, lo scalo finale nelle acque calde spagnole. Con colori e sapori mediterranei che ti accompagnano durante il tragitto.

E’ forse questo il biglietto da visita più efficace per le Autostrade del mare, che tra le coste italiane e le sponde dei paesi afferenti il Mare Nostrum permette di unire l’economicità al piacere di un viaggio in pieno relax, da vivere attraverso gli stupendi scenari naturali delle coste mediterranee e gustando l’ospitalità sulle navi traghetto divenute veri e propri salotti del mare.

E’ un’Europa che guarda sempre più all’acqua per i suoi spostamenti merci e passeggeri. E se il comparto delle crociere registra sempre numeri positivi, nonostante l’immane tragedia dell’isola del Giglio, quello dei trasporti marittimi riprende vigore sulle ali dei nuovi accordi in sede comunitaria e sulle difficoltà dettate dal traffico su gomma e da quello ferroviario. Gli esperti la chiamano co-modalità e la studiano da anni. In termini semplici si tratta della possibilità di utilizzare il vettore ferroviario e quello stradale innestandovi le tratte marittime. Il tutto all’insegna del risparmio economico e della salvaguardia ecologica, concentrando in un unico vettore il consumo energetico di decine di TIR e permettendo ai trasportatori di godere dell’eccellente ospitalità nei nuovi moduli marittimi. L’Europa le ha dato una s i g l a : M O S 4 M O S (Motorways of the Sea) concentrando in poche lettere l’intero concetto del trasporto via mare per il futuro che verrà. Un progetto che si sviluppa attraverso prezzi concorrenziali rispetto al trasporto su gomma e su binario e che affida alle rotte marittime la benedette dall’acqua del Mediterraneo lo spostamento annuale di 1 milione e 500mila e che rappresentano il 3,5% dell’intero traffico merci. E’ ancora poco, secondo le stime degli esperti dell’Unione Europea: le navi attualmente potrebbero ospitare un altro 50% del carico nelle loro stive. Aumentare si può, e senza costi aggiuntivi, per offrire agli operatori comodi passaggi da un capo e l’altro del Mediterraneo. Una scelta essenziale, oltre che ecologica, quella di attraversare il Mediterraneo sulle onde piuttosto che sull’asfalto, perché nonostante la crisi economica il volume di traffico merci su gomma tocca quota 88% e movimenta sul territorio nazionale 100mila veicoli commerciali giornalieri.

Per dare un nuovo impulso alle autostrade del mare l’Italia diventerà sempre più il baricentro della ragnatela marittima che vedrà entrare in scena le nuove sponde di Genova, Venezia, Civitavecchia e Trieste.

Nuovi porti che si aggiungono agli scali presenti in Sicilia, Sardegna, Campania e Puglia, le quali accolgono il 75% delle linee marittime tricolori che oggi utilizzano veri e propri gioielli della tecnologia per stivare merci e offrire il giusto relax ai passeggeri. Chiamate tecnicamente flotte "ro-ro” (roll-on/roll off) permettono il carico di merci su gomma in modo autonomo e senza ausilio di gru (modalità usata con le flotte Lo-Lo: lift on/lift off). Progettate e realizzate in modo da avere un impatto vicino allo zero sull’ambiente, le navi di ultime generazioni come le cruise ferry del gruppo Grimaldi hanno ottenuto la certificazione “Green Start” da parte del Registro italiano navale, e offrono il massimo del comfort per passeggeri e autisti che possono optare per una tranquilla serata nei ristoranti di bordo piuttosto che impegnare un’ardua lotta contro il congestionato traffico stradale e contro l’insidia della stanchezza. Tutti argomenti che portano "acqua" al progetto europeo che ha speso già 85 milioni di euro e ha messo a disposizione 300 milioni entro il 2015.

Nelle intenzioni della Comunità Europea la strada da seguire è quella del decongestionamento delle direttrici stradali e ferroviarie offrendo nel contempo anche alle sponde nordafricane l’opportunità di entrare nei corridoi marittimi del trasporto.

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