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La cucina italiana è buona e fa bene: parola di nonna Lidia (Bastianich)

di Maurita Cardone /Foto: Silvia Forni
Lidia Bastianich, al centro, in una foto di gruppo con gli studenti della scuola Saint Raymond. Foto: Silvia Forni @ www.blueflorentine.org

Lidia Bastianich, al centro, in una foto di gruppo con gli studenti della scuola Saint Raymond. Foto: Silvia Forni @ www.blueflorentine.org

In una lezione agli alunni della scuola elementare Saint Raymond del Bronx, la chef italiana, Lidia Bastianich, ha condiviso con i ragazzi ricordi, storie d'infanzia e ricette che fanno parte di quel sapere che ogni giorno trasmette ai suoi cinque nipoti

 

Gli studenti della scuola elementare Saint Raymond, nel Bronx, hanno ricevuto un visita speciale lunedì mattina. La chef italiana Lidia Bastianich, pietra miliare della ristorazione newyorchese e ormai volto televisivo, ha tenuto una lezione speciale davanti a un auditorium di 300 studenti ordinatamente seduti nelle loro divise bianche e blu.bimbi

Da tre anni la scuola ha avviato un programma di italiano in collaborazione con IACE (Italian American Committee on Education) che, con fondi del Governo, mette a disposizione della scuola un insegnante di italiano part-time. La Saint Raymond è solo una di circa 100 scuole nella Tristate area dove lo IACE organizza corsi di italiano per un numero di studenti che arriva a circa 19.000. E proprio all’interno di questo programma si inseriva l’incontro con Lidia Bastianich che ha da tempo sposato la causa della promozione della lingua e della cultura italiane, oltre che della cucina. Questa, infatti, non è la prima volta che IACE e Bastianich uniscono le forze per l’Italia: diverse le attività organizzate in collaborazione, tra cui quelle da Eataly (il megastore di Madison square di cui la famiglia Bastianich è proprietaria insieme ai Farinetti), dove classi di giovani studenti partecipano a cacce all’ingrediente all’interno del negozio e a lezioni di cucina nella Scuola Piccola.

micPer accogliere Lidia, gli studenti della Saint Raymond hanno cantato, con accento impeccabile, l’inno nazionale italiano. La famosa cuoca, vincitrice di un Emmy per la televisione, ha poi chiacchierato con i ragazzi che hanno avuto occasione di esercitarsi con la lingua, rivolgendole domande in italiano. Argomento della conversazione è stato, naturalmente, il cibo. La cucina italiana sembra suscitare anche l’interesse dei più piccoli cui Lidia ha spiegato i pregi della dieta mediterranea e di un’alimentazione naturale che segua i ritmi della natura e delle stagioni. Cibo buono significa cibo sano e viceversa -questo il messaggio di fondo.

“È importante – ha commentato poi a La VOCE la chef di origini istriane – che i più giovani oggi, soprattutto in America, abbiano modo di rientrare in contatto con il cibo reale. Sono così abituati a vedere tutto impacchettato nei supermercati che non sanno più nemmeno cosa stanno mangiando. Le chicken wings, per esempio: quanti di loro sanno che vengono dal pollo e hanno idea di come sia fatto realmente un pollo? E poi c’è anche troppo spreco. C’è una tendenza a mangiare solo certe parti degli animali, mentre la nostra cucina tradizionale ci ricorda che ogni parte dell’animale è una ricchezza. Io per esempio nelle mie ricette uso tutto: i fegatini, le ossa per il brodo, eccetera”.

Il fascino di un personaggio come Lidia Bastianich sta anche nella sua capacità di comunicare, con semplicità e in modo diretto. E in questo, certo, la fama televisiva fa la sua parte. Gli studenti, infatti, erano incuriositi dalla sua storia personale e da come fosse arrivata a diventare una chef di fama internazionale. Ma nella naturalezza con cui raccontava storie di cucina ai giovanissimi studenti, c’era soprattutto il suo animo di nonna (e nonna italiana). Tanto che, proprio prendendo ispirazione dalla sua esperienza come nonna di cinque nipoti, Lidia Bastianich ha di recente scritto un libro per bambini (Nonna’s Birthday Surprise) in cui condivide con altri piccoli lettori le storie e le avventure in cucina vissute con i suoi nipoti. “Tutto quello che c’è nel libro è la mia vita reale. I nomi sono tutti veri, sono quelli dei miei nipoti, e anche tutte le storie della mia infanzia sono storie vere, racconti di cose che vivevo con la mia nonna o quello che lei mi raccontava. Per me questi ricordi sono una tale ricchezza ed è così importante poterli condividere con i miei nipoti che mi sono detta: perché non condividerli anche con altri bambini che magari non hanno avuto la fortuna di avere i nonni vicini?”.book

E da quel libro, lunedì mattina, la chef italiana ha letto qualche passaggio agli studenti. Ci sono ricordi di tutte le stagioni, dei giochi nei campi con i giocattoli offerti dalla natura (le ciliegie usate come orecchini o i filamenti della pannocchia di mais che si trasformavano in baffi e capelli), del latte appena munto, del formaggio fresco, dei giorni in cui la nonna la portava al mercato, dell’albero di Natale decorato con la frutta, dell’uva messa a essiccare per farne uvetta passa. Si respira Italia, un’Italia che forse, anche in Italia, non esiste più. Ma soprattuto si respira amore per la cucina, vissuta come atto di generosità ma anche come filosofia per una vita sana, in armonia con la natura. E se tutto questo è parte di un sapere tradizionale, Lidia vuole conservarlo e tramandarlo. Con favole, storie e ricette. Altrimenti, che nonna sarebbe?

 

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