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Ciao Pastis, se ne va un pezzo di New York

Niente hamburger, tartare e patatine almeno per un anno e mezzo, poi chissà. Il bistrot aperto nel 1999 da Keith McNally chiude i battenti per un tempo imprecisato

Bye bye Pastis. Niente hamburger, tartare e patatine almeno per un anno e mezzo, poi chissà. Il bistrot aperto nel 1999 da Keith McNally ha chiuso i battenti per un tempo imprecisato, perché il palazzo che lo ospitava sarà demolito e ricostruito. E' il 'leitmotif' della grande Mela, costruire-abbattere-ricostruire, storia compresa. E questa volta si tratta di un pezzo importante di storia ultracontemporanea, almeno dal punto di vista delle tendenze culinarie. Amatissimo da turisti e newyorkesi, pronti a file interminabili per quell'angolo di Provenza nel cuore pulsante di Manhattan, negli anni è diventato un punto di ritrovo delle celebrità, dalla direttrice di Vogue America Anna Wintour alla giornalista Martha Stewart, dalla Carrie Bradshaw di Sex & the City, Sarah Jessica Parker, all'attrice Liv Tyler. 

Il proprietario ha assicurato che il ristorante riaprirà non appena saranno terminati i lavori di ristrutturazione, intanto pero', per almeno 18 mesi, in quell'angolo di Meatpacking District ci sarà il vuoto, e sono in molti a pensare che l'arrivederci di Pastis potrebbe in realtà essere un addio. 

A New York si sa, bar e ristoranti aprono e chiudono alla velocità della luce, spesso è sufficiente non frequentare una zona per qualche mese per trovare uno scenario completamente cambiato. A dirla tutta, proprio per questo motivo, in molti non fanno particolare caso ai vari avvicendamenti, oltre al fatto che trovare hamburger e bistecche nella Grande Mela non è certo un'impresa complicata. Pastis, pero', era una vera icona newyorkese. Un locale che con i suoi arredi anni Trenta, il lungo bancone e gli enormi specchi aveva un'atmosfera particolare. Per di più col merito di aver creduto nel Meatpacking quando l'ex mattatoio si stava trasformando in una zona trendy destinata a segnare le notti della Grande Mela.

Quasi deprimente ritrovarmi a passare davanti alle sue vetrate e non sentire il brusio delle chiacchiere o vedere i camerieri sempre di corsa con l'immancabile grembiule bianco. Sarà perché a quel locale sono legati parecchi ricordi della mia vita newyorkese. Pastis è stato uno dei primi posti che ho frequentato non appena arrivata nella City, quando ancora la Grande Mela ed io ci studiavamo con una certa diffidenza. E' stato teatro immancabile delle visite delle amiche in città, e di tante cene, merende o aperitivi consumati agli orari più svariati. Il bancone la mia scelta preferita, punto privilegiato di osservazione.

Come ha raccontato il presidente di Estee Lauder, John Demsey, parlando di un pranzo con Linda Evangelista nel 2002, "a quel tempo lei non si sarebbe alzata dal letto per meno di diecimila dollari, e invece lo ha fatto per un piatto di patatine fritte di Pastis".  Forse non sarò la sola a ricordarlo con un velo malinconia.
 

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