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Food & Wine

New York e il vino uniscono, anche l’11 settembre

I newyorchesi sono costretti a condividere tutto gli uni con gli altri e, con l'11 settembre dietro l'angolo, ricordo che, in quei giorni, gente di ogni provenienza si ritrovò insieme, per aiutarsi a vicenda. E ricordo che si beveva vino con perfetti estranei nei bar locali, raccontandosi a vicenda le propri storie / Read in English

Uno dei maggiori inconvenienti di New York è anche uno dei suoi punti di forza: la mancanza di spazio personale, che costringe la gente a interagire costantemente. La maggior parte delle persone non ha un cortile né case con molte stanze e molti  vivono in palazzi in cui devono sempre tenere presente che i loro vicini possono sentire ogni cosa. Così i newyorchesi sono costretti a condividere tutto gli uni con gli altri.

Questa comunanza non si manifesta solo nei lunghi viaggi sulla metropolitana o nel costante camminare gomito a gomito sui marciapiedi della città, ma prende anche la forma di artisti costretti a lavorare in spazi pubblici. Non è raro sentire un cantante che si esercita mentre cammina dietro di te e a volte puoi fingere che sia la tua colonna sonora personale. I parchi, in particolare Washington Square Park, sono pieni di musicisti che hanno bisogno di provare e sfruttano gli spazi aperti dei parchi pubblici, non solo perché devono rispettare la pace e la quiete dei loro vicini d'appartamento, ma anche perché provare all'aperto diventa un modo molto divertente per esercitarsi davanti ad una folla .

Anche il vino unisce. Persino gli incontri più difficili possono essere positivamente trasformati da un bicchiere di vino. Il vino è più che semplice alcol. Sembra sempre un peccato bere vino da soli. Il vino è un fatto di condivisione di momenti belli e brutti, di sorrisi, di risate e a volte lacrime. Quando pensiamo a qualcuno che esce per far festa e ubriacarsi, non ce lo immaginiamo bere vini interessanti. Ci sono bevande che ci aiutano a dimenticare e altre che ci aiutano a condividere.

L'11 settembre è dietro l'angolo e chi di noi ha vissuto quel giorno (il mio appartamento era a 2 miglia / 3,2 chilometri di distanza dalle torri) non potrà mai dimenticare. A dire il vero, a volte vorrei poter dimenticare. Ma non è possibile e così, per la mia sanità mentale, cerco di ricordare il bene e il male. I ricordi che mi piace evocare sono quelli dei newyorchesi di varia provenienza che si aiutarono a vicenda.

Ricordo i tanti messaggi scritti sui marciapiedi per ringraziare la polizia, i vigili del fuoco, l'autorità portuale ed esprimere solidarietà con le famiglie delle vittime. Ricordo la gente che si fermava ad applaudire i camion dei pompieri che si dirigevano verso le World Trade Towers e talmente tanti volontari arrivarono per dare una mano che dovettero allontanare la gente. Ricordo sconosciuti di tutte le razze, che parlavano lingue diverse, abbracciarsi per strada. Ricordo che si beveva vino nei bar locali con perfetti estranei, raccontandosi le proprie storie; tutti noi provenienti da luoghi diversi, da diversi e diversi paesi. Fu uno di quei momenti di connessione tra esseri umani che mi aiutò a superare quel momento difficile.

Certo, New York City può essere opprimente, anche per quelli di noi che sono qui da decenni. A volte sento che ho bisogno di un po' di tempo per conto mio, per respirare e lasciare che il mio cervello elabori i tanti stimoli. E anche se non è una città completamente sicura e bisogna tenere le antenne dritte, ho sempre avuto la sensazione che se fosse successo qualcosa, le persone che mi erano intorno sarebbero state lì ad aiutarmi. Non importa da dove veniamo, quale sia il nostro retaggio e quale la nostra lingua madre, c'è sempre un'esperienza in comune nello sforzo di sopravvivere a New York City. E c'è sempre qualcuno pronto a condividere un bicchiere di vino e a celebrare l'idea di essere semplicemente in grado di sopravvivere.

 

I consigli di Cathrine  

Per tutti i giorni (meno di $ 15)

2013 Bodegas Martin Codax Albariño, Galizia, Rias Baixas, Spagna ($ 12): l'Albariño è una varietà semi-aromatica con un tocco di spezie e succoso sapore di pesca bianca. Questa è la stagione delle pesche a New York e le pesche grigliate e l'Albariño sono un ottimo abbinamento.

Per le occasioni speciali (tra $15 e $50)

2005 Antonio Vallana Gattinara, Piemonte, Italia ($ 28): Questo è un vino fatto con il re delle uve, il Nebbiolo. Conosciamo tutti il Barolo e il Barbaresco, ma questi hanno un cugino più conveniente, per così dire, il Gattinara, un altro grande Nebbiolo del Piemonte, ma ad un prezzo più abbordabile. Ottima fragranza con molto sapore di terra e petali di rosa, fermo al palato con sentore di amarene secche e tannini polverosi.

Fantasia (più di $50) 

2005 Domaine Michel Gros Vosne Romanee, Borgogna, Francia ($ 56): Alcuni sostengono che solo il Pinot Nero possa eguagliare la complessità aromatica del Nebbiolo e viceversa. Bell'aroma di spezie dolci e violette di campo con una texture setosa che produce sapori di frutta rossa e liquirizia che danno a questo vino un'impressione dolce, pur essendo tecnicamente un vino secco.

 

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