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OperaWine e i cinquant’anni di Vinitaly

I cento migliori vini italiani in degustazione: un vero paradiso per gli amanti del vino made in Italy

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Photo: ©OperaWine 2016 All Rights Reserved

Iniziata con una conferenza stampa resa indimenticabile grazie alla presenza di Sting e di sua moglie, OperaWine si è conclusa con una cena di gala organizzata in un solarium temporaneo al centro dell’incantevole Arena di Verona

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La settimana scorsa, ho avuto il grande piacere di partecipare al 50° anniversario di Vinitaly. Il momento clou di quest’esperienza è stato il 9 aprile durante OperaWine, ovvero la collaborazione tra Veronafiere, Vinitaly e Wine Spectator per presentare i cento più grandi produttori di vino italiani. Ogni grande vino italiano che si possa immaginare era lì e sembrava di trovarsi davvero in paradiso per un amante del vino italiano, come me, partecipando a un evento del genere.

Conferenza stampa con Sting

OperaWine ha avuto inizio con una conferenza stampa condotta da Stevie Kim, Managing Director di Vinitaly International, e Thomas Matthews, Executive Editor di Wine SpecOperaWinetator, a Palazzo Gran Guardia di Verona. La presentazione ha spiegato l’importanza di esibire la vasta gamma dei grandi produttori italiani che si possono trovare in diverse regioni, mostrando così la grandezza dell’Italia come paese produttore di vino. Inoltre, Stevie Kim ha parlato di Vinitaly and the City, che ha offerto degustazioni insieme ad altri eventi culturali, come concerti e sfilate di moda, nel cuore di Verona. Vinitaly and the City non solo ha migliorato l’esperienza culturale per gli amanti del vino, ma ha contribuito a mantenere la fiera Vinitaly più mirata ad acquirenti e giornalisti.

La conferenza stampa di quest’anno sarà probabilmente ricordata come una delle più particolari grazie alla comparsa inaspettata di Sting e Trudie Styler, la quale ha dichiarato di essere onorata del fatto che anche la loro cantina, Il Palagio, fosse presente ad OperaWine e ha poi parlato umilmente della grande squadra che lei e suo marito hanno riunito per produrre i loro vini e ha raccontato quanto significasse per loro vivere in Italia nella loro tenuta toscana, una preziosa oasi dove godersi la loro vita privata.
Poi, proprio quando pensavo che non potesse andare meglio, Sting ha cantato due canzoni per noi. La prima è stata Message in a Bottle, che era evidentemente adatta per l’occasione. Dopo ha cantato Fields of Gold, ispirata alla perdita dei suoi genitori, avvenuta nel 1980. È stato un momento magico, la voce di Sting dal vivo aveva proprio lo stesso suono che ha nei suoi CD. Era graffiata, aperta e trasmetteva una grande emozione, la stessa che si esprime nel loro vino, Il Palagio’s 2011 Toscana Sister Moon, che poi ho assaggiato.

Cento italiani
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Josè Rallo, Donnafugata. Photo: ©OperaWine 2016 All Rights Reserved

Il momento della degustazione ha visto una sala gremita di giornalisti e gente che lavora nel settore vinicolo. Essere circondata da quei vini incredibili mi ha fatto sentire come una bambina, e ho potuto sentire le urla di gioia pura provenienti persino dai professionisti più esperti. È stato meraviglioso vedere il Donnafugata di Josè Rallo, con cui ho condiviso di recente un incantevole pomeriggio a New York. Stava versando il suo 2010 Passito di Pantelleria Ben Ryé, o come mi piace chiamarlo, “oro liquido”. Ed è stato bello incontrare tanti leggendari produttori di vino italiani  ̶  qui sotto trovate alcuni miei consigli che riguardano solo tre di questi produttori, e vi prego di tenere a mente che non erano necessariamente i migliori, ma si sono distinti perché ho trascorso una significativa quantità di tempo a parlare con loro e a degustare i loro vini  ̶  inoltre, ho voluto raccomandare vini che non ho ancora menzionato in questa rubrica.

Un gala ad Opera d’arte
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Photo: ©OperaWine 2016 All Rights Reserved

Per concludere una giornata già memorabile, la cena di gala si è svolta in un solarium temporaneo costruito al centro dell’Arena di Verona, un anfiteatro romano situato in Piazza Bra a Verona, costruito nel I secolo. È stato un evento da tappeto rosso, che ha celebrato il meglio del meglio tra i produttori italiani. Quando ripenso ad OperaWine, non riesco ancora a credere che io abbia partecipato a una giornata così incredibilmente sublime. È stato surreale, anche perché sono abituata a vedere molti di questi produttori italiani a New York durante le loro visite. Ma è stato ancora più speciale vederli nel loro paese d’origine, circondati dal ricco patrimonio italiano. E mi ha fatto capire che l’energia, l’amore per la vita, gli ottimi vini e il magnifico cibo del popolo italiano sono la chiave di ciò che rende New York la città vivace che è oggi. Stranamente, mi sembrava di sentirmi a casa.

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I consigli di Cathrine

Per tutti i giorni (a meno di $15)

2015 Argiolas ‘Costamolino’ Vermentino di Sardegna, Sardegna, Italia ($12): anche se Argiolas è stato uno dei cento più grandi produttori di vino italiani, ho assaggiato questo vino un paio di giorni dopo OperaWine alla fiera Vinitaly quando ho visitato il loro stand. Ho sempre conosciuto il valore reale di Argiolas e come molti dei loro vini siano un vero e proprio affare. Questo vino bianco ottenuto dal Vermentino sulla seconda isola più grande del Mediterraneo, la Sardegna, conferisce sapori delicati di pesca bianca, limone confit e un pizzico di pinoli.

Per le occasioni speciali (da $15 a $50)

2012 Tasca d’Almerita Nerello Mascalese Sicilia Il Tascante, Sicilia, Italia ($47): il Nero d’Avola è sempre stato considerato l’uva rossa più importante della Sicilia ma, negli ultimi anni, molti appassionati di vino siciliano hanno scoperto il Nerello Mascalese, coltivato sui terreni vulcanici del monte Etna in Sicilia. Questo vino ha avuto un odore inebriante con una mineralità fumosa, tabacco dolce, erbe essiccate e una certa quantità di more.

Fantasia (oltre $50)

2012 Tenuta San Guido, Sassicaia Sassicaia, Bolgheri, Toscana, Italia ($155): una miscela di 85% di Cabernet Sauvignon e 15% di Cabernet Franc. Non c’è niente di eccezionale nel raccomandare il Sassicaia, ma questo del 2012 è semplicemente sbalorditivo e si presenta così bene nonostante la sua giovane età. Si trattava di una raccolta d’annata anticipata e l’abbondanza d’acqua erogata al momento giusto durante la stagione di crescita ha prodotto uva non troppo matura con un sacco di frutta e tannini rotondi. Queste cascate di vino sul palato danno una sensazione vellutata e l’esplosione di note floreali e fruttate rendono questo vino un capolavoro. Si è tentati di berlo subito, ma migliorerà solo nei prossimi dieci-dodici anni.

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