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L’alfabeto dei Sapori d’Italia conquista l’America

La giornalista gastronomica Licia Granello ha presentato il suo ultimo libro alla Casa Italiana NYU

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Trenta storie di produttori e custodi dei segreti e dell’arte di coltivare, selezionare, stagionare, cucinare compongono la gustosa collezione messa insieme da Licia Granello, firma storica de La Repubblica, nel suo “I sapori d’Italia dalla A alla Z”

Alla Casa Italiana Zerilli-Marimò la cucina è argomento ricorrente e, a giudicare dal successo delle serate, molto apprezzato dal pubblico che chiede sempre il bis. L’occasione per un altro incontro gustoso si è presentata giovedì 5 maggio, complice la visita in città di Licia Granello, firma storica de La Repubblica. Granello è una delle più fini e divertenti penne del giornalismo gastronomico italiano che da più di 15 anni, ogni domenica, svela sapori incantevoli di tutta Italia in un inserto di due pagine in cui racconta di prodotti unici e di unici produttori.

La sua spensieratezza e passione sono stati il filo conduttore di una piccola tavola rotonda sul cibo italiano che ha avuto per co-protagonisti Dino Borri, direttore di Eataly, Monia Solighetto, artigiana del negozio l’Albero dei Gelati di Brooklyn e Alberto Flores d’Arcais, giornalista che ha moderato gli interventi.

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Da sinistra: Dino Borri, Licia Granello, Monia Solighetto, Alberto Flores d’Arcais

Il pretesto della serata è la presentazione del recente libro di Licia Granello, I sapori d’Italia dalla A alla Z, il risultato è una appassionata pittura del panorama del gusto italiano e un pubblico attento che ha subissato i relatori di domande.

La istrionica giornalista ha iniziato raccontando che il libro raccoglie tante esperienze della sua vita giornalistica, approfondite con aneddoti e personaggi. Come quando, grazie ad un articolo sul parmigiano reggiano, riuscì a convincere il direttore di Repubblica a farle lasciare la cronaca calcistica e a dedicarsi al cibo. Granello ha poi raccontato che ora insegna ai suoi studenti napoletani un corso di “guerriglia alimentare” per innescare in loro la passione e la determinazione di “lottare” per un cibo “buono, pulito e giusto” che rallegra il corpo e l’anima insieme.

Nel corso della serata, ci sono stati tanti rimandi ai temi di Slow Food, al cui fondatore Carlo Petrini il libro è dedicato. È una filosofia che anche Dino Borri e Monia Solighetto, entrambi nei loro business, seguono: “Siamo quello che mangiamo” e “dobbiamo insegnare l’educazione alimentare iniziando già dai bambini” sono state tra le frasi che si sono rincorse nel corso del dibattito.

Leggere le etichette e imparare i nomi degli ingredienti per saperli riconoscere sono gli insegnamenti essenziali per rapportarsi in modo sano ed intelligente al cibo. Sostenibilità e fornitori locali sono altre due parole chiave: Monia Solighetto le ha approfondite condividendo la storia dei primi passi della sua nuova avventura a Brooklyn. Lei e il marito, partendo dalla tradizione dell’arte gelatiera della loro famiglia, hanno deciso di scoprire nuovi sapori americani e scovare agricoltori ed allevatori in tutti gli Stati Uniti per creare i loro gusti di gelato gourmet, unendo innovazione nelle ricette e riduzione dell’impatto ambientale.

Gelato, pizza, pomodori, mozzarella sono alcuni dei 100 ingredienti di cui il libro parla, accompagnati da 30 storie di produttori/cultori/custodi dei segreti e dell’arte di coltivare, selezionare, stagionare, cucinare.

Nessuno chef è protagonista nel volume “possiamo solo ringraziare i magnifici cuochi italiani che rendono grande la nostra cucina – spiega Granello – ma a loro ricordo di msapori d'italiaenzionare più spesso le primizie con cui confezionano i loro piatti, le zucchine non sono tutte uguali, né le farine, né i broccoli”. Insomma, l’autrice sottolinea l’importanza delle parole, dei nomi dei prodotti, dei valori che trasmettono, e dello storytelling.

Il pubblico, un giusto mix tra italiani e americani, ha ascoltato, riso, si è animato e, quando si è aperto lo spazio per le domande, si è scatenato con dubbi e curiosità. Ed ecco sfatarsi qualche mito, dalle fettuccine Alfredo al Chicken Parmisan, ecco enunciate le regole per una buona pizza, le qualità di un buon espresso e le tecniche migliori per conservare il cibo avanzato. Un grosso applauso e una buona degustazione di gelato e pizza hanno chiuso un’interessante serata che ha lasciato sorrisi sulla bocca di tutti. E con i molti buoni spunti di cultura alimentare dispensati, il pubblico si è portato a casa il segreto per mantenere vivi quei sorrisi a lungo.

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