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La sera che la Valdichiana fece sognare New York

La Strada del Vino Nobile di Montepulciano e dei Sapori della Valdichiana Senese scopre i suoi tesori

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Cetona, Chianciano Terme, Chiusi, Montepulciano, San Casciano dei Bagni, Sarteano, Sinalunga, Torrita di Siena, Trequanda. I nove comuni della Valdichiana uniti per incantare il visitatore con moltissime attività. Accompagnate dal Vino Nobile di Montepulciano, naturalmente

A New York, in una serata fredda di marzo, con la primavera che non si decide a metter radici ma fa il tiremmolla con l’inverno, cosa c’è di meglio che trovarsi e sognar di Toscana? Ci ha pensato l’Italian National Tourist Board, lunedì 6 marzo 2017, a creare l’occasione per esplorare la Valdichiana Senese, una terra “nella” terra che, sviluppandosi su una lunghezza non superiore a un centinaio di chilometri a sud della Toscana, offre una quantità di meraviglie culturali, artistiche ed enogastronomiche da far scordare i rigori newyorchesi.

Strada Vino Nobile MonteulcianoL’evento è stato organizzato per presentare alla comunità americana la Strada del Vino Nobile di Montepulciano e dei Sapori della Valdichiana Senese, l’Associazione che dal 1998 si occupa di valorizzare e promuovere la bellezza e la varietà di questo territorio, comprensivo di nove Comuni: Cetona, Chianciano Terme, Chiusi, Montepulciano, San Casciano dei Bagni, Sarteano, Sinalunga, Torrita di Siena, Trequanda. Gli associati alla “Strada” sono produttori di Vino Nobile di Montepulciano e di eccellenze gastronomiche locali, ristoratori ed enotecari, professionisti del settore ricettivo e termale, associazioni ed enti attivi sul territorio. Scopo de la “Strada” è diffondere nel modo più autentico la conoscenza del patrimonio eno-gastronomico, paesaggistico, storico-artistico e termale della Valdichiana Senese attraverso molteplici attività.

Strada Vino Nobile MontepulcianoIllustri speaker arrivati a New York per presentare l’Associazione e i suoi obbiettivi, Andrea Rossi, il Sindaco di Montepulciano e Luca De Ferrari, Vice-Presidente del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano. “Abbiamo investito molto per assicurare al turista un’offerta ampia che comprende cultura, arte, ambiente, gastronomia e naturalmente il nostro vino. Dopo aver chiuso il 2016 con 2 milioni di visitatori, ora puntiamo alla permanenza: vorremmo che il turista rimanesse nella nostra terra almeno 5-6 giorni, non soltanto il classico weekend. Per questo presentiamo un’offerta aggregata di più comuni che possano accendere la curiosità e stimolare il visitatore ad allungare il suo soggiorno. Vogliamo far vivere il nostro territorio come noi lo viviamo, con i nostri ritmi, i nostri tempi, e non costruire un’esperienza ‘turistica’, artefatta”. Ci spiega il Sindaco, prima di lasciare spazio alla proiezione di un video molto suggestivo sulle bellezze sparse fra i nove comuni della Valle, che custodiscono una variegatissima memoria storica: i tanti reperti archeologici risalenti all’età etrusca di Chianciano Terme, i borghi medievali di Sinalunga, il tripudio cinquecentesco che è Montepulciano con i suoi palazzi rinascimentali, fino ad arrivare al Paleolitico e alla fine dell’Età del Bronzo con le varie fasi del popolamento umano intorno a Cetona. Ovviamente non possono mancare le delizie della tradizione. L’olio d’oliva, i formaggi, il Vino Santo e il Vino Nobile di Montepulciano DOCG, i pici, il pesce e le carni — con la Chianina in testa. E nemmeno le possibilità di fare sport, soprattutto il ciclismo, grazie al Sentiero della Bonifica. Oppure rilassarsi nei numerosi centri termali. Si possono anche ripercorrere i luoghi dove sono stati girati film come Il Gladiatore, A Midsummer Night’s Dream, Il paziente inglese e New Moon della Saga di Twilight.

L’Associazione sembra davvero aver pensato a tutto. Sono moltissime e diversificate le esperienze a disposizione del turista: imparare l’italiano, organizzare il proprio matrimonio, fare il tour degli artigiani, quello dei buongustai, quello delle spa — altro highlight del territorio — quello delle cantine, delle ville e dei giardini… Insomma, New York sempre più lontana, la Valdichiana sempre più vicina.

Il Sindaco Rossi riprende la parola e spiega con orgoglio che il 2016 ha festeggiato i 50 anni del marchio DOC del Vino di Montepulciano, il primo ad ottenere la denominazione in Italia, nel 1966. Denominazione alla quale si è aggiunta, nel 1980, anche quella di Origine Controllata, DOCG. Mentre è compito di Luca De Ferrari introdurre la mission del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano che si occupa della promozione dell’immagine di questo prezioso vino in Italia e nel mondo. “Il Vino Nobile di Montepulciano si ottiene per il 70% da uve proveniente da vitigni Sangiovese e per il 30% da altri vitigni idonei presenti nella regione Toscana. Ogni anno ne vendiamo 8 milioni di bottiglie, il cui 46% in Germania — il maggior acquirente. Negli USA arriviamo al 21%, ma contiamo di aumentare le vendite, anche grazie al lavoro dell’Associazione Strada del Vino Nobile di Montepulciano e dei Sapori della Valdichiana Senese”.

Strada Vino Nobile MontepulcianoL’intesa tra Consorzio e Associazione riecheggia anche nelle parole del Sindaco. “I primi a credere nella rivalutazione del territorio, e a investirvi, sono stati i produttori di vino, sponsorizzando il vino con iniziative come ‘A tavola con il Nobile’, oppure la ristrutturazione della Fortezza — sede odierna del Consorzio — che ha richiesto un grande sforzo collettivo, vista la scoperta di reperti etruschi durante i lavori e la necessità di prolungarne la durata. L’eccellenza del risultato finale, tuttavia, è riconosciuta a livello mondiale”.
Non soltanto investimenti da parte del Consorzio. Scopriamo anche che la Kennesaw State University (KSU) di Atlanta, Georgia, ha investito 600.000 Euro nell’opera di restauro della Fortezza, all’interno della quale sono stati ricavati degli spazi e delle aule per gli studenti universitari dell’ateneo americano che decidono di venire nella Valdichiana a frequentare il programma “KSU in Tuscany”.

Arte, storia, cultura, benessere, gastronomia, il tutto accompagnato da uno dei vini più antichi d’Italia. Ecco cosa può dare del filo da torcere al fascino di New York, mi dico, uscendo dall’incontro e pensando alla Valdichiana Senese.

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