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Lidia Bastianich: inseguendo la genuinità tra due mondi

Arrivata in America dall'Istria, ha costruito un impero: intervista alla chef e personaggio televisivo

di Rosemarie Di Filippo, Oscar Guevara Perez, Rosanna Hill, Cheryl Yodice
Le sue attività ruotano tutte intorno al cibo, ma Lidia Bastianich è ben più che una chef: star della televisione e impreditrice, ha ristoranti in tutta America, ha creato un suo marchio ed è partner di Eataly. L’abbiamo intervistata per il progetto Business Italian Style 2 promosso dall’Inserra Chair e ci ha raccontato come tutto sia iniziato da una nonna e una fattoria piena di animali

Negli Stati Uniti, l’Italia è sinonimo di cibo e la cucina di Lidia Bastianich è la cucina italiana per antonomasia. In un pomeriggio freddo e piovoso, a New York City, abbiamo avuto il piacere di incontrare la chef e star televisiva, Lidia Bastianich e visitare con lei il suo ristorante tre stelle, Felidia. Il nostro obiettivo era capire il ruolo della sostenibilità e del made in Italy nelle sue aziende. Quest’intervista fa parte del progetto “Business Italian Style 2: Food Innovation, Sustainability and Made in Italy”.

lidia bastianich

L’ingresso al ristorante di Lidia Bastianich, Felidia

Lidia Bastianich incarna “il sogno americano” perché ha voluto tutto e lo ha realizzato. Nata in Istria, una regione con una forte presenza italiana ma che, a seguito della Seconda Guerra Mondiale, è stata annessa alla Iugoslavia comunista, Lidia Mattocchio, questo il suo nome prima del matrimonio, ha trascorso l’infanzia con la nonna in una fattoria. All’età di nove anni è stata poi costretta a rifugiarsi da alcuni parenti in Italia per tre anni, prima di emigrare in America con la sua famiglia. Ha aperto il primo ristorante nel 1971 nel Queens, e da lì ha cominciato una lunga carriera piena di successi.

Nominata “best chef in New York” dalla prestigiosa James Beard Foundation nel 1999, Lidia Bastianich è ormai ben più che una chef. Con attività che spaziano in diversi settori della ristorazione e del settore alimentare, il suo nome e il suo volto gioviale sono diventati un marchio vero e proprio. Nel 2013 ha vinto un Emmy come conduttrice di programmi della TV pubblica, è autrice di libri per bambini e di best seller come Lidia’s Italian-American Kitchen, Lidia’s Italy e Lidia’s Family Table, ha un blog e un canale YouTube molto seguito e già nel 2002 era stata nominata “The First Lady of Italian Cuisine and Restaurants in the United States” dal senatore americano George Onorato. Oltre che a New York, dove ha avviato e gestito numerosi ristoranti diventati emblema della cucina italiana, Lidia Bastianich ha ristoranti in diverse città degli USA, da Kansas City a Pittsburgh ed è una dei soci di Eataly in America del Nord e America Latina. Dal 2010 ha inoltre una sua linea di utensili e attrezzature da cucina e una di pasta e salse, Nonna Foods. Con il figlio Joe produce vini da vigneti in varie zone d’Italia, dal Friuli alla Toscana. 

Lidia Bastianich incontra il gruppo della Montclair University

Prima con la nonna, poi con la madre, Lidia si è avvicinata alla cucina fin da piccola, imparando i valori di “una cucina sana, buona, che rappresenta un popolo”. Proprio attraverso gli insegnamenti e l’esempio delle donne della sua famiglia, Bastianich ha interiorizzato l’importanza di un’alimentazione sana e sostenibile.

E non è un caso che la famiglia sia così presente nei libri e nei programmi TV di Lidia Bastianich, così come nelle sue attività imprenditoriali. Il riferimento alla famiglia ricorre spesso anche nei suoi discorsi e nei suoi racconti. La madre Erminia e la nonna Rosa, ci ha detto la chef, sono state una costante fonte di ispirazione per Lidia Bastianich, non solo in quanto donne forti e di successo, ma anche come imprenditrici. La nonna, ha raccontato Bastianich, era molto legata alla famiglia e vegliava su tutto in campagna: gestiva il bestiame, lavorava la terra, cucinava. “Facevamo l’olio — ci ha detto — la farina, il prosciutto. Avevamo i maiali, le galline, le uova e quindi sono sempre stata in contatto con le fonti di provenienza del cibo”.

Esperienze e valori che si riflettono sul modo in cui la chef istriana ha voluto comunicare la traduzione della cucina italiana agli americani. Secondo Bastianich, infatti, la cucina italiana è la cucina etnica numero uno negli Stati Uniti perché è una cucina di qualità, originale e insieme tradizionale. Inoltre, ci ha ricordato nell’intervista, in linea con i dati del Bloomberg Global Health Index 2017, l’Italia è il paese più sano al mondo, grazie allo stile di vita e alla dieta salubre: un primato che conferma come una profonda cultura del cibo produca anche vantaggi per gli esseri umani e l’ambiente. Parlando di questi temi, Lidia Bastianich ci ha spiegato come nel suo lavoro ci tenga a “comunicare la cultura italiana col cibo”, usando prodotti locali, cercando di mantenere la gestione degli affari nelle mani della famiglia, creando delle tradizioni culinarie e tramandando le ricette e le sue attività ai figli e ai nipoti.

Oscar Guevara Perez intervista Lidia Bastianich

“La cucina italiana è molto conscia della sostenibilità del cibo — spiega Bastianich — è molto legata alla terra, alle stagioni”. E lei lo sa bene perché da ragazzina, con la nonna, in Istria, coltivavano tutto quello che finiva sulla tavola. Oggi, come cuoca e imprenditrice, quell’approccio ha preso un significato più profondo: “Sento la responsabilità di preoccuparmi di cosa compro, di come riciclare e come creare piatti usando tutto al massimo, senza sprechi”.

Uno dei libri per bambini scritti da Lidia Bastianich

Come aveva fatto sua nonna con lei, anche Lidia ha voluto comunicare questi valori ai suoi nipoti, e non solo in suoi: ha scritto tre libri per bambini che parlano della sostenibilità del cibo e dell’importanza di avere una famiglia unita. In questo modo, la chef vuole condividere la sua passione con le generazioni future.

Dalla madre le viene invece il coraggio: “Mia madre ebbe il gran coraggio di immigrare negli Stati Uniti con due figli e il marito senza sapere né una parola d’inglese né dove andare”. Questo spirito vive ancora in lei e le ricorda l’importanza di restare attaccati alle proprie radici.

Tenendosi ancora stretta la cultura nativa, Bastianich riesce a mantenere vivi questi principi fondamentali anche nella sua vita americana. Negli Stati Uniti la chef ha abbracciato il nuovo mondo e le opportunità che questo le ha offerto, adattandosi alla cultura americana senza però perdere quella italiana: “È molto importante mantenere le cose essenziali di una cultura e la lingua è la base”. Bastianich, infatti, fa un grande uso della lingua italiana nella sua comunicazione. I suoi libri di cucina sono pieni di termini italiani, così come lo sono i suoi menù. Nei suoi ristoranti parla italiano con il personale e nel suo programma TV usa spesso parole e frasi prese a prestito dalla lingua nativa. In questo modo, condivide l’Italia e l’italiano con tutti.

lidia bastianich

Il gruppo di studenti e docenti della Montclair insieme a Lidia Bastianich da Felidia. Da sinistra: Enza Antenos, Rosanna Hill, Maurita Cardone, Lidia Bastianich, Cheryl Yodice, Rosemarie Di Filippo, Oscar Guevara Perez

Concludiamo la nostra intervista facendoci dare qualche consiglio per il futuro da una persona che, puntando su semplicità e genuinità, è riuscita a costruire un impero. La filosofia di Lidia Bastianich è semplice: bisogna saper cogliere le opportunità quando si presentano, inseguendo le proprie passioni e lavorando sodo, poi il successo verrà. Lei intanto resta umile e la sua soddisfazione più grande è di avere vicini i figli, anche nelle sue aziende e poter condividere con loro la sua cucina.

Nei suoi ristoranti e programmi televisivi, nell’avventura dei vari Eataly, perfino nei suoi libri per bambini, Lidia Bastianich rappresenta quell’incontro naturale tra le filosofie della sostenibilità e del made in Italy. Il rispetto dell’ambiente naturale e delle persone, la dimensione ridotta, la ricerca dell’autenticità, e l’attaccamento alle proprie radici sono idee che non si limitano ai confini geografici dell’Italia, ma sono in grado di generare un profondo cambiamento a livello mondiale.


Questo è uno degli episodi della serie Business Italian Style 2, un progetto, alla sua seconda edizione, promosso da The Inserra Chair in Italian & Italian American Studies all’interno del programma di italiano della Montclair State University (NJ), come parte del corso ITAL321 Business Italian di Enza Antenos, in collaborazione con La Voce di New York. Le interviste, ideate e condotte dagli studenti del corso di Business Italian, approfondiscono il rapporto tra dieta italiana, made in Italy e sostenibilità.


Qui gli altri episodi della serie:

Intervista alla presidente del consiglio di amministrazione di illycaffè, Andrea Illy.

Intervista al direttore di Eataly Nord America, Dino Borri.


Qui la prima edizione del progetto Business Italian Style.

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