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Dalla Puglia ad Asiago: ecco l’Italia del food che conquista New York

Prima edizione degli Italian Food Awards al Padiglione Italia, durante il Summer Fancy Food Show 2017

Il Padiglione Italia durante il Fancy Food Show 2017

Tre giorni intensi al Javits Center di New York per l'Italia del food. "Siamo orgogliosi e privilegiati di avere qui i migliori produttori italiani", ha detto Phil Kafarakis, president di Specialty Food Association, la società organizzatrice dell’evento. Tredici i prodotti premiati nel corso degli Italian Food Awards

Che l’Italia potesse essere la grande protagonista dell’edizione estiva del Fancy Food Show 2017, al Javits Center di New York, era chiaro fin dai numeri. Oltre 300 aziende presenti, 284 stand, circa il 12% del totale degli espositori in tutto il polo fieristico. Una presenza costante, forte, con un’attività di brand awareness rafforzata da un nuovo modo di comunicare il “marchio Italia”, più fresco e giovane, e l’assegnazione di premi (gli Italian Food Awards) capaci di decretare chi è emerso più di altri. Ma alla fine non è stata solo una questione di numeri. La conferma che l’Italia sia stata effettivamente al centro della scena newyorkese è arrivata fin dal giorno di apertura del Fancy Food Show 2017, domenica 25 giugno, quando a intervenire all’inaugurazione del Padiglione Italia è stato un ospite d’eccezione: Phil Kafarakis, president di Specialty Food Association, la società organizzatrice dell’evento. “L’Italia è la più grande presenza internazionale al Fancy Food e gli Italian Food Awards certamente aggiungono novità ed innovazione al nostro salone – ha dichiarato. Siamo orgogliosi e ci sentiamo privilegiati di avere qui i migliori produttori italiani”. L’innovazione, infatti, è oggi la componente principale che guida gli investimenti: “Di recente abbiamo capito che il mercato stava cambiando e che in questo millennio il consumer è diverso, ha un altro atteggiamento: non vuole solo trovare il buon prodotto, ma vuole poterne usufruire nel modo giusto all’interno di un menu, vuole capire la filiera che lo ha portato nella sua tavola”.

Le parole d’apertura di Phil Kafarakis sono emerse durante l’intera edizione del Fancy Food. Non solo tra produttori e distributori, ma anche tra le figure istituzionali che sono intervenute nella tre giorni newyorkese. Qualità prima della quantità, educazione del consumer (che sempre di più vuole sentirsi prosumer, ovvero parte integrante di un processo d’acquisto che non lo vede più passivo, ma attivo), investimenti graduali ma costanti per penetrare in un mercato che cambia velocemente: sono stati questi i tre aspetti più importanti secondo gli addetti ai lavori. “Cerchiamo sempre di più di dare spazio alle aziende sia dal punto di vista della qualità, sia dei prodotti – ha spiegato a La Voce di New York Donato Cinelli, agente esclusivo di Specialty Food Association e strategist del Padiglione Italiano. Siamo felici che l’ente fiera abbia apprezzato gli Italian Food Awards, dedicandone anche un’area all’interno della nuova LevelUp Attraction: è la conferma che sia stata riconosciuta la qualità dei nostri produttori”. Anche perché Fancy Food è uno dei momenti dell’anno in cui l’Italia riesce ad esprimersi al meglio: “Oggi è fondamentale che le aziende si mostrino ai consumatori e mostrino i loro prodotti – ha evidenziato Cinelli. Crediamo che i momenti di partecipazione con i buyers e iniziative come questa a New York siano appuntamenti preziosi per le aziende che lavorano in tutto il mondo e hanno la necessità di farsi conoscere in America”.

Il Padiglione Italia, che ha visto tra i suoi partner il Ministero dello Sviluppo Economico, il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, l’Italian Trade Agency (ITA), Federalimentare, CIBUS, TuttoFood, Vinitaly, Universal Marketing e Specialty Food, è stato soggetto a un forte rinnovamento: per l’edizione 2017 sono stati infatti ripensati i layout e realizzati degli spazi più accoglienti per distributori e produttori, con una rivisitazione complessiva del design. Lo spazio, nel cuore del polo fieristico, è stato anche sede della prima edizione degli Italian Food Awards, una produzione della rivista Food in collaborazione con Universal Marketing a Specialty Food Association: “I veri vincitori di oggi sono tutti i produttori che rendono grande l’Italia nel mondo, e il marchio distintivo The Extraordinary Italian Taste – ha detto nel corso della premiazione Maurizio Forte, direttore ITA New York e Coordinamento USA. Il nostro Paese conferma il forte interesse per il mercato USA che nel 2016 ha assorbito 4,553 miliardi di USD di prodotti italiani in crescita del 4% rispetto al 2015. L’Italia si è distinta come primo fornitore di vino, olio d’oliva, pasta, formaggi e acqua minerale”.

La presentazione degli Italian Food Awards davanti al Padiglione Italia, durante il Fancy Food Show 2017

Tredici, i premi consegnati a dodici produttori diversi: Taralli Multicereals with Extra Virgin Olive Oil – Tentazioni Pugliesi (categoria Bakery & Snacks), Antica Fonte Della Salute Millennium Water – Acqua Minerale San Benedetto (Beverage), Valsoia Soy Milk Gelato Bars – Valsoia (Frozen Food), Sicilian Pistachio Oil, Cold Pressed – Pariani (Olive Oils & Condiments), Delverde Wellness Range – Delverde (Pasta), Semi Dried Cherry Tomato Agromonte – Società Agricola Monterosso (Preserves & Sauces), All Purpose Flour – Selezione Casillo (Rice & Cereals), Burrata Sorpresa – Apulian Bufala (Salumi & Cheeses), Nocciolata Dairy Free Organic Hazelnut Spread – Rigoni di Asiago (due riconoscimenti, nelle categorie Sweet & Confectionery e Sustainability), Ballsamic – The First Solid Ballsamic to Grate – Acetaia Terra Del Tuono (Vinegars & Dressing), Organic Frozen Cauliflower Pizza Kit – Topan (Creativity/Innovation) e Tomarchio Organic Line – Sibe Tomarchio (Packaging).

Questi i vincitori. Ma i brand protagonisti di Fancy Food 2017 non sono stati solamente quelli premiati alla fine della giornata d’inaugurazione. Nel corso di un’iniziativa che ha visto anche la presenza del Console Generale d’Italia a New York Francesco Genuardi, sono state tante infatti le storie ad emergere. Storie di produttori e di realtà familiari che, innamorate degli Stati Uniti, hanno portato di generazione in generazione la tradizione delle loro radici al di fuori della penisola italiana: La Vucciria e il Riso Melotti, Fiasconaro e la Molino Pasini, il Grana Padano e Filippo Berio (che proprio questa settimana festeggia 150 anni). E poi ancora SAI Sali e Prosciutto Crudo San Nicola, la Distilleria Caffo e la Renna Antipasti, l’Oleificio Gabro, il Forno d’Asolo e la Pasta di Camerino. Tutti protagonisti nell’ambito food, tutti “specialisti” nei loro rispettivi campi di appartenenza. Nei prossimi giorni, su La Voce di New York, il reportage completo dove approfondiremo le loro storie, le loro radici e il futuro e riassumeremo tutti gli appuntamenti di una tre giorni intensa che ha visto le eccellenze culinarie in Italia al centro della scena del mondo.

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