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Patavini, da Padova a New York i veri gnocchi “di lusso” made in Italy

L'avventura di Luca Marco Giraldin, 27enne padovano, una laurea in marketing e una famiglia nel campo della distribuzione alimentare

di Francesca Magnani

Il CEO e co-proprietario Luca Marco Giraldin

In pratica, si va da Patavini per un piatto di gnocchi, che si possono mangiare sul posto al volo, o portare a casa. Mettendosi al braccio uno dei raffinatissimi sacchetti Patavini ci sente come uscendo da una gioielleria

Quando Quintiliano nel riportare il giudizio di Asinio Pollione su Tito Livio e le sue virtù oratorie parla di quendam Patavinitas si riferisce probabilmente a un certo provincialismo che rende tipico l’eloquio dello storico; ed è proprio sulle caratteristiche del territorio, sulle qualità iper-local che fa leva Patavini, il nuovo ristorante incastonato tra GROM e Argo Tea a un block da Columbus Circle.

Il CEO e co-proprietario Luca Marco Giraldin, ventisettenne padovano, ha deciso di coniugare i suoi studi di marketing alla Bocconi e a Lione, con la tradizione padovanissima della sua famiglia che da 35 anni opera nel mondo della distribuzione alimentare.

In pratica, si va da Patavini per un piatto di gnocchi, che si possono mangiare sul posto al volo, o portare a casa. Mettendosi al braccio uno dei raffinatissimi sacchetti Patavini ci sente come uscendo da una gioielleria.

Sì perché l’impronta che Giraldin e i suoi tre soci hanno voluto dare al negozio è il lusso. “Ho sempre operato nella consulenza, nel mondo del lusso, del fashion e del design, lavorando per aziende come Cartier, e volevo portare a New York questo concetto: ora il vero lusso è avere accesso a un’esperienza di altissimo livello legata alla tradizione, al territorio, all’eccellenza degli ingredienti, al rigore della preparazione, insomma al lato migliore del made in Italy” dice Luca, “Entrando nel mio negozio si ha un’esperienza autentica: con una decina di dollari porti a casa non solo un prodotto di altissima qualità, ma anche tutto quello che ci sta dietro, la storia, la tradizione, la passione, la civiltà dei nostri nonni e dei nostri luoghi – insomma le cose che ci hanno portato fin qui”.

A giudicare dal viavai dei clienti i newyorkesi, dapprima un po’ perplessi di fronte alle vetrine minimal elegantissime ma poi spinti sia dai samples che vengono offerti agli avventori, sia dalla curiosità e dalla sete di storie che li contraddistingue, hanno apprezzato l’idea e il prodotto.

Qui oltre agli gnocchi si possono acquistare salse e sughi e oli prodotti da piccole aziende, come quella di Villorba che propone un condimento di radicchio rosso che abbiamo provato. Ma oltre ai gusti tradizionali, Patavini offre sapori e colori inediti come gli gnocchi azzurri alla spirulina o quelli blu cobalto alla lavanda.

Anche il logo, che sembra uno stemma nobiliare, in realtà è uno gnocco stilizzato, coi quattro rebbi della forchetta su sfondo d’oro.

Insomma in un unico negozio c’è la soluzione per una cena, show stopper assicurato che soddisfi il gusto, la vista, la storia, il portafoglio e la voglia di cultura.

 

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