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Dream Cakes Bakery, con i dolci americani Roma ha l’acquolina in bocca

Intervista a Luigi Collinvitti e Valentina Confalone, fondatori del locale che offre ai romani e ai turisti dolci tradizionali americani

Dream Cakes Bakery.

"La vera soddisfazione non è incassare la grossa cifra per la torta, ma avere un riscontro positivo dal cliente. Vedere che tornano da noi, che si fidano. E anche dare quella sensazione tipica delle bakery americane: la possibilità di concedersi un piccolo momento di pausa e di dolcezza, ritrovandosi con gli amici o i parenti", raccontano Luigi e Valentina

Dream Cakes Bakery, fondata nel 2015 da Luigi Collinvitti e Valentina Confalone, porta un po’ di magia americana a Roma. Un locale a strisce grigio e blu, con dei tavolini rotondi e un vasto assortimento di cupcakes e non solo. Rispettosi e amanti delle tradizioni culinarie americane, Luigi e Valentina hanno creato una piccola isola fedele ai gusti originari delle bakery, attirando clienti italiani di ogni età, e ottenendo l’approvazione dei turisti americani che hanno fatto tappa nel loro laboratorio. Perfino un noto attore Hollywoodiano, ha gustato le loro prelibatezze durante un set a Roma …

Siete tra i pochi ad aver scelto di aprire una bakery in Italia. Che accoglienza avete ricevuto?
L: “Stiamo portando avanti questa attività un po’ contro corrente per la cultura italiana. Eppure, abbiamo potuto riscontrare un buon approccio non solo da parte dei giovani, ma anche da una clientela più adulta, non ce lo aspettavamo. Il prodotto non è industriale, bensì artigianale, fresco. Questo attira moltissime persone di ogni età, seppur il motivo principale per cui varcano la soglia la prima volta è per semplice curiosità”.

Non solo dolci tipici americani, bensì spirito americano. Perché nel corso della vostra vita vi siete reinventati.
V: “Sì. Abbiamo fatto lavori molto diversi prima di arrivare qua. Quando ci siamo decisi a intraprendere questa strada, a fare un salto un po’ nel buio, erano i tempi in cui la pasta di zucchero stava vivendo il suo momento massimo nelle pasticcerie e anche nelle trasmissioni. Dopo otto anni di corsi, collaborazioni con vari laboratori, confederazione pasticceri italiani e molto altro, abbiamo aperto la nostra bakery il 24 Ottobre 2015. Ci siamo buttati, non è stato semplice. Eppure è vero, abbiamo seguito lo stile del “sogno americano”, del “non è mai troppo tardi per reinventarsi”, e ci siamo riusciti”.

Avete preso parte anche ad un corso presso un famoso laboratorio con sede a New York.
L: “La nostra esperienza americana è stata presso la Carlo’s bakery. Dei giorni di immersione totale nella cultura e tradizione americana, con cui abbiamo sicuramente arricchito la nostra esperienza sul campo. Ci teniamo molto anche a portare le tradizioni americane qui in Italia, così non facciamo mai mancare ai nostri clienti i sapori e i colori tipici di feste quali Halloween, Thanksgiving Day, Saint Patrick Day. Prepariamo dolci a tema, molto sfiziosi per i nostri clienti abituali e anche per i curiosi. Non solo dolce, ma anche salato. Ad esempio, in occasione del Thanksgiving prepariamo il classico tacchino ripieno con tanto di contorno…”.

Qual è il dolce tipico più richiesto?
V: “La “red velvet” incuriosisce. Perché se ne sente parlare di più, le persone lo hanno visto in tv o nei telefilm americani. E ci sono tante storie che ruotano attorno alla nascita di questo dolce”.
L: “La mia preferita si rifà al “Proclama di Emancipazione” firmata da Abraham Lincoln per rendere liberi ed emancipati tutti gli uomini ridotti in schiavitù. Da allora gli ex schiavi ed i loro discendenti continuano a festeggiare l’anniversario della loro libertà il 19 Giugno di ogni anno con la festa di “Juneteenth”. Durante questa ricorrenza oltre alla “red velvet” vengono portati anche altri cibi di colore rosso perché quest’ultimo simboleggia il sangue versato durante la guerra civile e dagli schiavi”.
V: “Gli piace la storia più inquietante, insomma. La racconta anche ai clienti!”.

L’origine dei cupcakes, invece?
L: “I cupcakes sono inglesi, come la pasta di zucchero è la nostra pasta di mandorle, entrambi rivisitati dagli americani. In Inghilterra sono conosciuti come i “fairy cake”, è una piccola torta monoporzione, di vari gusti, la cui ricetta originale si rifà proprio alle torte, con l’aggiunta dell’immancabile glassa in cima e la farcitura di crema all’interno”.

Qual è la vera soddisfazione a fine giornata?
“La vera soddisfazione non è incassare la grossa cifra per la torta, ma avere un riscontro positivo dal cliente. Vedere che tornano da noi, che si fidano. E anche dare quella sensazione tipica delle bakery americane: la possibilità di concedersi un piccolo momento di pausa e di dolcezza, ritrovandosi con gli amici o i parenti”.

Infatti, i prezzi più che onesti uniti alla qualità, sono la ricetta vincente di Dream Cakes Bakery. C’è qualche altro segreto che si può svelare?
L: “Io e Valentina siamo molto fantasiosi, ci piace creare e fare in modo che il cliente sia soddisfatto. Lavoriamo anche di notte spesso e volentieri. La passione c’è, e anche il segreto, se così si può definire, che è sempre presente nel nostro laboratorio: prodotti freschi e tanto amore. Se non c’è amore per quello che fai, il prodotto finale non è all’altezza”.

Realizzate anche torte con le decorazioni più varie, anche con delle fotografie. Ci spiegate brevemente il procedimento?
V: “La stampa viene fatta su un foglio di zucchero con una stampante con inchiostro alimentare. Prima viene elaborata con Photoshop, poi stampata su pasta di zucchero, quindi commestibile. Un altro lavoro che richiede tanto tempo è la parte delle decorazioni, anch’esse realizzate con pasta di zucchero”.

Lo stile del laboratorio è tipico americano, con piccole differenze. Chi lo ha scelto?
L: “Valentina. Abbiamo fatto tutto noi, dipingendo le pareti e creandolo praticamente da zero. L’aspetto è americano, con le righe verticali tipiche delle bakery. Differenzia solo il colore, non il classico rosa, ma un contrasto grigio – azzurro”.

Vorreste aprire una serie di negozi in franchising?
L: “Questo laboratorio è come un figlio, qualcosa creato da zero. Espandersi sì, ma solo come mura. Iniziare un franchising significherebbe sacrificare qualcosa, necessariamente. Preferiamo rimanere un’unica bakery, ma non rinunciare alla qualità e al lavoro accurato che c’è dietro”.

Anche un attore molto famoso ha potuto gustare uno dei vostri prodotti…
L: “La Eagle Picture ci ha chiamati per commissionarci una torta per il compleanno di Ryan Reynolds, a Roma per girare un film. Duecentocinquanta persone per il compleanno di Reynolds, il 23 Ottobre, quasi per festeggiare anche i nostri primi tre anni di apertura!”.

Consegnate solo su Roma al momento, ma le commissioni possono giungere da ogni parte del mondo.
V: “Anche da New York possono contattarci per degli ordini da consegnare su Roma. Concordiamo insieme il tipo di torta, eventuali decorazioni, giorno di consegna e anche il pagamento viene gestito in modo molto semplice. Inoltre sul nostro sito e sui social, è possibile visualizzare molte delle nostre creazioni, dai cupcakes alle torte più elaborate, giusto per avere un’idea in più!”.

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