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Bologna: bontà e sostenibilità da Eataly a FICO

Il Bologna style sbarca a New York per promuovere il meglio dei suoi progetti food

fico bologna eataly

La presentazione di Fabbrica Italiana Contadina (FICO) alla stampa americana dai locali di Eataly Flatiron, durante la Prima Settimana della Cucina Italiana nel Mondo

In occasione della prima Settimana della cucina italiana nel mondo, la Regione Emilia Romagna e Bologna hanno presentato a New York eccellenze e innovazione del territorio, a partire della gastronomia. E dagli spazi di Eataly, Oscar Farinetti e il sindaco di Bologna hanno lanciato il progetto FICO

Bologna è sbarcata a New York, presentando nell’ambito della Settimana della cucina italiana nel mondo, il top degli ultimi progetti legati al settore food che la città sta promuovendo nel mondo insieme con la regione Emilia-Romagna e alcuni tra i più noti imprenditori e istituzioni connesse. Detta la “dotta e grassa”, Bologna, con la più antica università del mondo e una radicata tradizione culinaria, è da sempre considerata la capitale della cultura e della buona tavola a livello internazionale.

Gli appuntamenti bolognesi a Manhattan sono iniziati mercoledì sera all’Osteria della Pace di Eataly NYC Downtown, dove la Chef to Chef Association ha voluto promuovere la cucina della regione Emilia-Romagna organizzando una speciale cena preparata da tre tra i più rinomati cuochi emiliano-romagnoli: Riccardo Agostini, Igles Corelli e Alberto Bettini.

Fabbrica contadina

Giovedì mattina il protagonista è stato FICO (Fabbrica Italiana Contadina) Eataly World , l’immenso food park la cui apertura è prevista proprio a Bologna per il prossimo autunno. L’innovativo progetto è stato presentato sulla terrazza Baita di Eataly NYC Flatiron dallo stesso patron di Eataly Oscar Farinetti, accompagnato dal figlio Nicola Farinetti, CEO di Eataly, dal sindaco di Bologna Virginio Merola, dal sindaco di Parma Federico Pizzarotti, dal presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, dal parlamentare europeo Paolo De Castro, dal professore dell’Università di Agraria di Bologna e presidente del CAAB Andrea Segrè e dall’amministratore delegato di Eataly World Bologna Tiziana Primori.

FICO

“FICO Eataly World sarà unico nel mondo e sarà a Bologna per diverse ragioni, prima fra tutte perché Bologna è il capoluogo dell’Emilia-Romagna, la prima regione in Italia e nel mondo per biodiversità e prodotti DOP”, ha spiegato Oscar Farinetti, ricordando come l’Emilia-Romagna sia patria di molti noti brand famosi in tutto il mondo, a iniziare dai prodotti alimentari che hanno segnato la storia del food made in Italy come il Parmigiano Reggiano, il Prosciutto di Parma e l’Aceto Balsamico, poi le icone del settore automobilistico Ferrari, Lamborghini, Maserati e Ducati, e ancora le creazioni del design e della tecnologia, fino a idoli culturali come Pavarotti, Verdi e Fellini.

“Inoltre a Bologna è nata la prima università del mondo, ed ha una perfetta posizione logistica”, continua il patron, spiegando come grazie alla sua posizione centrale, Bologna è da sempre un importante nodo nevralgico della penisola italiana: ponte fondamentale tra il Nord e il Sud dell’Italia, perfettamente connessa con le maggiori città e porti da linee ferroviarie ad alta velocità e nodi autostradali.

“FICO Eataly World sarà il più grande spazio espositivo per il food nel mondo, con spazi aperti, fattorie, stalle e stabilimenti destinati ai più noti allevamenti e coltivazioni, e offrirà il meglio del cibo, del vino e delle tradizioni agricole di tutta Italia”, ha detto Farinetti, spiegando come il food park sarà tutto dedicato alla tradizione alimentare made in Italy, dal campo alla forchetta, offrendo al pubblico un’occasione unica per nutrirsi con gusto, fare shopping e anche imparare come funzionano i processi di produzione di cibi e bevande. Tutto questo sarà realizzato nel rispetto dell’ambiente, con pannelli solari e senza ulteriore cementificazione, utilizzando lo spazio occupato dal centro agroalimentare. In FICO sono coinvolte oltre duemila imprese, quaranta aziende agroalimentari pronte a mostrare i loro processi produttivi, venticinque ristoranti a tema e un mercato immenso.

FICO bologna eataly

Il fondatore di Eataly Oscar Farinetti e il sindaco di Bologna, Virginio Merola

Il sindaco di Bologna, Virginio Merola ha raccontato: “Bologna è sempre stata un crocevia di relazioni, con l’Italia, con l’Europa e ora col mondo. Questo specialmente grazie alla nostra università, la più antica dell’occidente, ma che continua a essere il nostro principale biglietto da visita, insieme alle nostre imprese orientate in gran parte all’export nel campo della manifattura. Questa origine di Bologna continua, tanto da poter dire che la nostra vera tradizione è sapere innovare, e il segreto sta in questi due ingredienti: produrre conoscenza nel tempo e saperla abbinare alla cultura. In particolare la cultura del cibo è parte integrante della nostra migliore tradizione. FICO vuole innovare questa tradizione, insieme alla Regione Emilia-Romagna, per presentare al mondo un progetto completamente nuovo che è Fabbrica Italiana Contadina. FICO non sarà un parco tematico, ma un luogo dove poter imparare e toccare con mano come nasce, come si trasforma in attività artigianali e come si gusta il cibo italiano. Quindi sarà anche un luogo dedicato all’educazione alimentare, che nasce di fianco all’Università di Agraria e vuole mostrare come si produce con sostenibilità il cibo, lottando contro lo spreco”.

Merola ha sottolineato poi come l’ambiziosa iniziativa sarà realizzata nel rispetto del territorio, puntando a valorizzare il meglio del cibo italiano e del settore agroalimentare, e come la promozione sia iniziata da New York perché proprio il pubblico americano e in particolare quello newyorchese, occupa una grossa fetta del turismo verso quelle aree.

Enogastronomia è business

Il presidente della Regione Stefano Bonaccini ha ricordato come l’Emilia-Romagna sia ancora una delle regioni europee con la più alta qualità della vita, oltre ad essere altamente manifatturiera e turisticamente attrattiva: “Siamo la prima regione europea per prodotti con marchio certificato di qualità, e puntando sulla qualità di quello che siamo capaci di produrre, dai motori al cibo, dalla ceramica al biomedicale, possiamo competere coi territori più avanzati del mondo. L’agroalimentare è la seconda voce di export dopo i motori e la meccanica, e gli Stati Uniti sono il secondo paese al mondo per export dei nostri prodotti. FICO sarà un successo perché consentirà di portare un turismo culturale e consapevole verso la nostra terra, puntando un faro sull’enogastronomia, per la quale il parco può diventare un luogo di attrazione mondiale”. Il governatore ha concluso aggiungendo quanto il progetto sia avvalorato anche “dalla nostra gente, abituata a lamentarsi poco e a rimboccarsi le maniche, per guardare con fiducia al nostro futuro e contribuire alla crescita del nostro paese”.

L’onorevole Paolo De Castro ha sottolineato innanzitutto l’importanza della leadership dell’Emilia-Romagna nei prodotti DOP, spiegando quanto sia difficile ottenere queste certificazioni atte a tutelare l’originalità e la qualità dei prodotti. Poi De Castro si è soffermato sull’importanza della funzione educativa di FICO, specialmente rapportato all’educazione alimentare e all’insegnamento della sostenibilità, oltre che al legame col territorio e alla cultura d’origine.

Educazione alimentare

Andrea Segrè, si è soffermato invece sul valore culturale dell’iniziativa e dice: “FICO è un progetto che parte per ridare valore al cibo, quindi abbiamo da poco costituito la Fondazione FICO per l’educazione alimentare e alla sostenibilità per far capire ai giovani e al mondo cosa è davvero il cibo. Siccome le tradizioni di oggi sono innovazioni allora ben riuscite, noi vogliamo usare questo patrimonio straordinario andando ad applicarlo in chiave moderna. L’Università di Bologna e l’Università di Scienze Gastronomiche sono già entrate nella fondazione, per far diventare questo luogo anche una vetrina delle nostre ricerche e della formazione di alto livello. Il nostro paese crescerà sicuramente se si riuscirà a valorizzare il cibo, e in questo il lavoro che stiamo facendo può dare un grosso contributo”.

Tiziana Primori, CEO di Eataly World, ha detto: “Possiamo dire che FICO sarà un successo se i visitatori usciranno pensando ‘può essere’. Ovvero col pensiero che si possa fare qualcosa per cambiare l’atto quotidiano del nutrirsi. Un atto che deve cambiare pensando a una sostenibilità della nostra salute e del nostro ambiente. L’Italia può dare un grosso contributo a lanciare questo messaggio, grazie alla storia e alla cultura dell’alimentazione che ha alle spalle e che è parte integrante della sua tradizione”.

Francesco Genuardi, Console Generale d’Italia a New York, ha definito il progetto “una fantastica opportunità” e ringrazia il “dream team della delegazione di giovani e intelligenti leader politici italiani che sono venuti a presentare l’iniziativa e lavorano per trasmettere un’immagine dell’Italia che è molto di più di quello per cui è già nota”. Rivolgendosi a Oscar Farinetti, il console ha detto: “Ti dobbiamo molto, perché Eataly a New York è ormai un’istituzione nota quanto la Statua della Libertà”.

Ecosistema innovazione
FICO-bologna

Matteo Vignoli e Sara Roversi

Venerdì mattina è stata la volta del Future Food Institute  che ha presentato presso La Scuola di Eataly NYC Flatiron le tradizioni e il futuro dell’Emilia-Romagna, in un workshop curato dalla fondatrice dell’Istituto, Sara Roversi e dal direttore del master Food Innovation Program  Matteo Vignoli, intitolato Emilia-Romagna Food Valley: epicentro della food innovation. Roversi e Vignoli hanno parlato della tradizione dell’innovazione applicata al regno del food, formula che ben definisce la chiave di successo della regione Emilia-Romagna, eccellenza di livello globale.

Il Future Food Institute vuole essere il supporto cruciale per un ecosistema che usa l’innovazione come strumento chiave per affrontare le sfide del futuro. Durante il workshop è stato presentato il progetto Global Food Mission, un progetto che partendo da Bologna, andrà ad esplorare le tradizioni culinarie in giro per il pianeta, per capire come la tradizione italiana può trasformarsi in innovazione nel mondo, sempre facendo particolare attenzione alla sostenibilità e alla lotta contro lo spreco. Alla presentazione il progetto ha partecipato anche Danielle Gould, fondatrice di Food Tech Connect.

Sostenibilità da premio

Sempre alla cattedra de La Scuola di Eataly è poi stato presentato il Premio Bologna per la sostenibilità agroalimentare, introdotto dal professore Andrea Segrè, presidente del CAAB, dal direttore generale del CAAB, Alessandro Bonfiglioli, dall’assessore all’Agricoltura della Regione Emilia-Romagna, Simona Caselli, dal sindaco di Bologna, Virginio Merola, dal direttore di Grow New York City, Michael Hurwitz e dalla direttrice di Northwest Atlantic, Marine Niaz Dorry.

Il premio, quest’anno alla sua seconda edizione, vuole sostenere la ricerca scientifica e le iniziative nel settore agroalimentare condotte in un’ottica di sostenibilità e sviluppo di lunga durata.

Made in BO

Gli appuntamenti bolognesi a New York si sono conclusi venerdì sera allo showroom Ducati di Manhattan, dove Bologna ha mostrato il suo cuore pulsante nel corso di una serata ricca di cibo, vino, musica, motori, cinema e cultura, tutto in stile made in BO.

“Bologna è una città con una grande tradizione, ed è parte della nostra tradizione continuare a cambiare mantenendo fermi e costanti alcuni valori di fondo che sono la base dei nostri principi – ha detto il sindaco Virginio Merola – Il simbolo di Bologna è la libertà. Libertà di fare le cose bene per gli altri e stare bene insieme”.

Il direttore della Cineteca di Bologna  Gian Luca Farinelli ha presentato il Festival del Cinema Ritrovato e altri progetti della Cineteca bolognese, sottolineando la volontà di riportare sempre più il cinema nei cinematografi.

FICO piccolo cafe ducati

Il ricevimento da Ducati, offerto da Piccolo Cafè

A occuparsi del menù tutto bolognese della serata il Piccolo Cafè  di New York, ormai un’istituzione tra i bolognesi trapiantati nella city e non solo. Alle tagliatelle al ragù ha pensato l’head chef e partner Gianluca Capozzi, mentre al risotto tartufo e parmigiano ha provveduto il CEO, fondatore e executive chef, Michele Casadei Massari, che ha detto: “Siamo molto gratificati sia di essere stati incaricati del catering per un evento che ha come protagonista Bologna, sia di essere noi stessi ambasciatori di Bologna a New York, attraverso il breve documentario realizzato da Paolo Bacchi proiettato stasera”. Steven Radt, proprietario dello showroom Ducati che ha ospitato l’evento, ha sottolineato che Ducati è sinonimo di passione, proprio come la sua Bologna.

Min 00:00: Nicola Farinetti – CEO Eataly
Min 00:33: Oscar Farinetti – Patron Eataly
Min 03:45: Virginio Merola – Sindaco di Bologna
Min 09:05: Stefano Bonaccini – Presidente Regione Emilia-Romagna
Min 14:45: Paolo De Castro – Onorevole Parlamento Europeo
Min 18:20 :Andrea Segrè – Professore Agraria UNIBO
Min 22:00: Tiziana Primori – AD Eataly World
Min 24:15: Francesco Genuardi – Console Generale d’Italia a New York


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