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L’American spirit in un’ingozzata di hot dog. Il Nathan’s Hot Dog Eating Contest

di Ilaria Liberatore e Andrea Rocchi

Nonostante la pioggia, come ogni anno, il 4 luglio frotte di entusiasti si sono trovati a Coney Island per il Nathan’s Hot Dog Eating Contest. Volevamo vedere con i nostri occhi uno degli eventi più popolari di New York e capire cosa spinga gli americani a ingurgitare wurstel a tutto spiano. La risposta? It's very American! E c'è stato chi ha lanciato una proposta: una gara a chi mangia più spaghetti & meatballs (Leggi articolo)

Un altro 4 luglio è andato e anche quest’anno New York ha avuto il suo campione. Dal 1972 (e forse anche da prima, secondo alcune leggende), Coney Island ospita il Nathan’s Hot Dog Eating Contest, una delle più famose gare alimentari del mondo, entrata ormai tra le celebrazioni tradizionali del giorno dell’indipendenza: per vincere l’ambito titolo di Campione del Mondo i concorrenti si sfidano a ingurgitare il maggior numero possibile di hot dog nel minor tempo possibile.

cartelloneL'America, si sa, è famosa per le stravaganze (e gli eccessi) alimentari, ma noi volevamo verificare con i nostri occhi che ci fosse davvero gente che decide di passare un giorno di ferie a guardare un gruppo di persone ingurgitare con foga dei panini: per questo siamo andati a vedere di persona cosa accadeva a Coney Island venerdì 4 luglio, e abbiamo scoperto che gli americani hanno fatto di questa grande abbuffata e del loro proverbiale amore per la gare un rito, un simbolo dell’orgoglio nazionale, una rappresentazione dell'American spirit (come ci hanno detto nel video qui sopra, in Inglese).

Negli USA le gare a chi mangia più in fretta sono una cosa seria, tanto che esiste addirittura una lega, la Major League Eating (qualcosa di simile alla NFL o all’NBA), che organizza competizioni e classifiche. Per festeggiare il “compleanno della nazione”, il National Hot Dog & Sausage Council ha calcolato che in tutto il Paese si mangiano più di 150 milioni di hot dog. Quale miglior occasione, dunque, per una gara all'ultimo wurstel, proprio nel luogo in cui si vuole che nel 1870 pane e salsiccia German style furono accostati per la prima volta?

scemiA sfidare la pioggia pur di non perdersi la sfida erano in tantissimi e arrivati da tutti gli Stati Uniti: “Sono venuto da Washington DC e sono davvero contento di aver passato un giorno dell’indipendenza così particolare” racconta un ragazzo che porta su ogni capo d’abbigliamento i colori della bandiera Americana. “Questo è un po’ come il Super Bowl” spiega, forse esagerando un po’, un signore di colore che ha attraversato la città per essere qui con la famiglia. Il clima è a metà tra la festa paesana e il grande evento sportivo. La folla attende paziente dietro le bandiere, mentre un complesso blues, accompagnato da dei ballerini vestiti da panino, prova a scaldare gli animi, intorpiditi dalla pioggia ma sempre brucianti di ardore patriottico.

Ovunque è un proliferare di stelle e di strisce: sui palazzi, sui festoni, sulle magliette, sulle visiere dei cappellini, sugli occhiali. Sullo sfondo, la sagoma delle montagne russe e della ruota panoramica di uno dei famosi parchi divertimento di Coney Island non fa che accrescere la sensazione di trovarsi in una versione un po’ posticcia di una sagra paesana. Ma siamo a New York e da ogni angolo spuntano camioncini televisivi e telecamere: la finalissima è stata trasmessa in diretta nazionale da ESPN, uno dei principali network sportivi statunitensi, che allieta con questa particolare disciplina il pranzo dell’indipendenza di milioni di famiglie.

ragazzaLa gara viene presentata da un energetico annunciatore in giacca blu e cappello panama, tipico abbigliamento degli “imbonitori” dei freak show (siamo a Coney Island, dopotutto). Introduce i concorrenti che hanno superato le gare di qualificazione in ogni angolo del Paese, che sfilano sul grande palcoscenico accompagnati da musica hard-rock e osannati dal pubblico. Il più atteso, e il più applaudito, è il trentenne californiano Joey Chestnut, vincitore delle ultime sette edizioni. Chestnut è un atleta a tutto tondo: si fece notare per la prima volta nel 2005, quando, ancora al College, sconfisse il noto ingurgitatore professionista Rich LeFevre in una gara di asparagi fritti: ne mangiò tre chili in 11 minuti e mezzo. Quest’anno a incoraggiarlo c’è la sua nuova fidanzata Neslie Ricasa, che assiste alla gara in prima fila lanciando incitamenti all’amato Joey. Gli habitué assicurano che mai competizione fu più combattuta.

hot dogA movimentare la sfida ci ha pensato Matt “Megatoad” Stonie, un minuto californiano dai tratti asiatici e dallo stomaco evidentemente estendibile. Stonie è partito subito in modo aggressivo, mettendo due o tre hot dog tra lui e il campione. Sul palco regnava una voracità inaudita. I panini venivano infilati nella gola due alla volta, dopo essere stati inzuppati in acqua per renderli più sfaldabili. Il presentatore, letteralmente in visibilio, lodava le straordinarie doti fisiche degli atleti, non senza un pizzico di celata ironia. Niente di più consono per rivestire di sarcasmo la pompa dei riti civili di un giorno di festa. Se il pubblico fosse conscio o no del lato grottesco della situazione è difficile da capire. Poco importa: partecipava alla goliardia senza prendersi troppo sul serio. Invocando il nome di Joey Chestnut e lasciandosi andare ogni tanto al proverbiale coro simbolo dell’orgoglio nazionale: “U-S-A! U-S-A! U-S-A!”.

Alla fine il campione in carica è riuscito a difendere il titolo, in una gara che è rimasta incerta fino all’ultimo secondo. Ha mangiato 61 hot dog in 10 minuti, ottenendo la vittoria ma non riuscendo a superare il record di 69 stabilito l’anno scorso. Alla fine della gara, stremato ma incredibilmente ancora in piedi, ecco l’atteso bacio con l’amata, sottolineato dall’ovazione del pubblico. “Vuoi sposarmi?” chiede. “Certo che voglio!” è stata la risposta. E come dire di no, proprio nel momento del trionfo, a uno che si è appena strafogato più di 60 hot dog. L’ultima parola è spettata al presentatore, che nel consegnare la cintura di campione del mondo al vincitore e senza tradire la solennità canzonatoria del copione, ha sentenziato: “Joey Chestnut, an American hero”.

 

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