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Millions March NYC, le ragioni della protesta

di Maurita Cardone e Alexander Rubinstein

Sabato 13 dicembre le strade di New York si sono di nuovo riempite di persone decise a far sentire la propria voce contro le ingiustizie e la violenza della polizia. Tanti i volti e tante le voci della Millions March, ognuna con la sua motivazione per scendere in piazza

Secondo la polizia di New York sabato 13 dicembre tra le 50 e le 60 mila persone sarebbero scese in strada per la Millions March, la marcia organizzata per tornare a dire no alla brutalità e alle ingiustizie della polizia. Le proteste sono iniziate dopo la decisione del Gran Giurì di non procedere con l'incriminazione del poliziotto che uccise Mike Brown a Ferguson e sono proseguite dopo un'uguale decisione nel caso di Eric Garner, cittadino nero di New York ucciso durante un "incontro fatale" con la polizia la scorsa estate.

Sabato per le strade della città sfilava un fiume di colori, di volti, di voci e di idee, uniti per una causa comune. Tanti i gruppi, le appartenenze politiche e le provenienze sociali. Per ore i manifestanti hanno continuato a marciare, bloccare il traffico e intonare gli slogan di questa protesta che ormai va avanti da settimane e non sembra pronta ad estinguersi. 

Mentre pubblichiamo queste immagini, alcuni manifestanti sono ancora in strada, hanno bloccato il Brooklyn Bridge, dove due poliziotti sono stati aggrediti, e improvvisato un die-in lungo la Eastern Parkway. La polizia di New York ha dichiarato che nessuno è stato arrestato. 

 

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